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Cerco un figlio: arriva dopo sette lunghi anni

di Daniela Zaina - 11.03.2013 - Scrivici

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Passa un'altra settimana e la nausea aumenta; poco convinta compro un test di gravidanza e... no, non è possibile! E’ comparsa la prima linea e senza dover aspettare ne è comparsa subito una seconda! Però aspetto i canonici 3 minuti, ma la seconda linea non è sparita... riguardo nuovamente (sa mai che gli occhiali sono sporchi).

di Daniela Zaina

Dopo le disavventure avute alla fine della mia prima gravidanza, il cesareo d'urgenza e la paura che il bimbo avesse problemi al cuoricino, la mia convinzione di avere due figli era svanita e dopo che il peggio era passato dissi categoricamente a mio marito che non ne volevo altri.

Ma si sa il tempo passa, certi ricordi sbiadiscono e dopo un annetto ci ripenso e comincio a pensare che un altro bambino non mi sarebbe dispiaciuto.

Mio marito rimane sorpreso da questo mio cambio di direzione, ne parliamo, decidiamo di aspettare ancora un pochino e quando Alessandro ha circa due anni e mezzo cominciamo con i tentativi.

Anche se nel mio cuore speravo di riuscire al primo colpo, la ragione mi faceva soffermare sul fatto che per il primo figlio c'era voluto un anno e che quindi dovevo avere pazienza.

Passano i mesi e infatti non succede nulla, ma continuo a ripetermi che è presto e che non sono una di quelle donne che rimane incinta al primo colpo anche se intorno a me è un susseguirsi di pance e la cosa mi destabilizza non poco.

Arriviamo a un anno di tentativi vani e comincia l'ansia, ma di una cosa sono sempre stata sicura e cioè che se non arrivava naturalmente non avrei percorso altre strade, non me la sentivo.

Passa un altro anno e non succede nulla, vado a fare un controllo di routine ed è tutto a posto, però io e mio marito iniziamo a parlare della possibilità che ci sia qualcosa che non va.

Dopo un altro anno è chiaro che c'è qualche problema, ma bisognava decidere se fare esami più approfonditi oppure no; ci guardiamo, ne parliamo, ma vista la mia convinzione di non seguire altre strade (e visto che comunque un figlio che ci riempiva la vita c'era già) decidiamo di lasciare le cose come stavano, evidentemente il destino per noi era quello di avere un figlio solo.

La vita scorre e tra un impegno e l'altro, un trasloco che ci porta a 250 km da dove abitavamo prima e una nuova città da conoscere, salto i regolari controlli che una donna dovrebbe fare e quando finalmente decido di andare mi trovano una ciste ovarica abbastanza grossa e nel giro di un mese mi operano.

Passata anche questa torno alla mia vita normale, passa Natale, arriva la primavera, Pasqua, finisce la scuola, ma verso fine giugno del 2011 comincio a non sentirmi bene... ma non ci faccio caso più di tanto, anzi penso che solo io riesco ad ammalarmi in estate!!!!

Però questo malessere non passa e facendo un po' di conti del mio ciclo sempre sballato mi accorgo che ho una settimana di ritardo...

Bè sono arrivata anche a due quindi penso che è tutto nella norma... però una vocina dentro di me mi diceva che non era tutto a posto.

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Passa un'altra settimana e la nausea aumenta

no non è possibile

Però aspetto i canonici 3 minuti, ma la seconda linea non è sparita... riguardo nuovamente (sa mai che gli occhiali sono sporchi..) ed è sempre lì, quindi con una faccia inebetita vado da mio marito annunciandogli che dopo 7 lunghi anni in cui non abbiamo preso precauzioni finalmente sarebbe diventato nuovamente papà.

piedini di un neonato

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