Home Storie Racconti di genitori

Baby Pit Stoppers, la app per vacanze a prova di bebé ideata da una mamma

di mammenellarete - 08.08.2016 - Scrivici

bpss_fotofondatricevaleriamiccolisconpasseggino.600
Sono Valeria, fondatrice di Baby Pit Stoppers, una community di mamme (ma anche papà, nonni/e e tate/i), che si prefigge di geolocalizzare tutti i locali che offrono almeno uno dei 4 servizi fondamentali per chi va in giro con una bambina o bambino piccolo tramite la web app gratuita www.babypitstoppers.com. E' un progetto nato da neo-mamme per i neo-genitori di oggi e di domani. Ogni famiglia in vacanza ovunque si trovi e in tempo reale può trovare grazie a questa web app colorata, semplice e intuitiva, oltre 2000 soste strategiche per viaggiare col proprio bebé e, a sua volta, segnalare nuovi posti e aggiungere foto e recensioni per mantenere la mappatura sempre aggiornata, autentica e capillare. 

Sono diventata mamma a gennaio 2015, dopo le prime settimane passate prevalentemente in casa ho ripreso ad uscire con le mamme del corso preparto e ci siamo trovate a guardare la nostra città, Milano, con occhi nuovi, alla ricerca di servizi che prima era lungi da noi considerare.

In particolare per quelle di noi che allattavano al seno a richiesta era difficile prevedere quando il bimbo avrebbe richiesto la poppata successiva ma anche per le altre la disponibilità del personale nello scaldare un biberon o l'accessibilità del locale con passeggino e, ovviamente, la possibilità di avere un piano d'appoggio pulito per cambiare il proprio piccolo erano variabili che orientavano la scelta verso un bar o un ristorante piuttosto che l'altro.

Anche nello shopping era più facile andare volentieri in un negozio o una libreria accogliente e servito piuttosto che in uno meno attento. E ogni volta che una di noi trovava un locale attrezzato non vedeva l'ora di segnalarlo alle altre o addirittura organizzare lì la successiva rimpatriata!

Ben presto estendendo il passaparola ad altre mamme avevamo creato fra noi un bel reticolato di basi logistiche ma ovviamente appena si usciva dai nostri quartieri di riferimento o addirittura dalla nostra città l'organizzazione tornava un po' difficile: sperimentavamo e facevamo le pioniere, devo avere ancora qualche video clandestino girato dopo essermi intrufolata in qualche consultorio per allattare oltre l'orario di chiusura non sapendo dove altro farlo - l'inverno può essere inclemente per una mamma che allatta al seno! qualche volta ci andava bene qualche volta male; è molto spesso "l'abito non faceva il Monaco": ristoranti colorati e apparentemente dedicati ad un target famiglia mancavano dei fondamentali (es.fasciatoio) mentre accadeva di rimanere piacevolmente stupite da business bar insospettabili che magari per la storia personale dei titolari garantivano la migliore ospitalità a neogenitori e bebè!

Mi sono domandata "possibile che non esista una app che possa dirti ovunque e in tempo reale se il bar che hai davanti è baby friendly oppure no? Possibile che non si possano mettere a sistema tutte le informazioni che ogni singola mamma, papà nonno tata accumula per sé in modo da fare in scala quello che ogni gruppo di amiche mamme fa per la sua città?

E così facendo valorizzare tutti gli esempi di esercenti virtuosi e di amministrazioni pubbliche illuminate e lungimiranti? Ho iniziato lanciando una pagina Facebook che da subito ha avuto un enorme riscontro grazie al solo passaparola ed è stato grazie a quella pagina che Maria, l'attuale community manager mi ha scoperta ;). Aveva avuto un'idea molto simile e si era già organizzata con baby sitter per le bimbe per realizzare l'applicazione insieme al marito.

Quando ha capito che già ci stavo lavorando, invece che mettersi in competizione mi ha chiamata, è stato amore a prima telefonata, lo spirito che ci muoveva era lo stesso "fare la nostra parte per lasciare il mondo un po' migliore di come lo troviamo" e abbiamo deciso di unire le forze.

I primi mesi siamo andate alla velocità della luce contattando centinaia di blogger e gruppi di mamme on line. Sapevamo che la forza del progetto stava nella community che lo avrebbe adottato e alimentato. Da sempre lo abbiamo immaginato come un progetto che sarebbe stato migliore di noi e sarebbe andato oltre noi, il nostro compito - come ogni mamma con i propri figli - era quello di dargli le basi per diventare autonomo, lo abbiamo pensato accogliente e inclusivo.

Ogni volta che una mamma in un gruppo on line in cui ci affacciavamo ci segnalava che nella sua città esistevano locali baby Friendly la esortavamo a caricare lei stessa i punti e recensire i locali su babypitstoppers.com, ogni volta che un gruppo ci citava un'associazione che sul territorio aveva già creato una rete, prendevamo subito contatto con questa realtà e le mettevamo a disposizione la piattaforma. È stato entusiasmante!!

Mese dopo mese scoprivamo che in tantissime città la società civile aveva già trovato le sue soluzioni localmente, bastava solo metterle in rete e avremmo mappato l'Italia.

In tantissimi paesi poi dove il concetto di baby Pit stop o di locali attrezzati per i più piccoli non era ancora arrivato, le mamme si appassionavano al progetto con noi e creavano loro stesse la base logistica portando per esempio - è successo davvero! - un vecchio fasciatoio nella farmacia del paese o eleggendo bar anonimissimi a luogo di ritrovo sistematico per il "solo" fatto che erano molto disponibili nei confronti dell'allattamento al seno. Da ottobre scorso io sono rientrata al lavoro, questa esperienza mi ha arricchita moltissimo anche dal punto di vista professionale, mi sono confrontata con settori e attività molto diverse dalle mie (chi aveva mai scritto un comunicato stampa? Seguito dei social?) e ho scoperto punti di forza che consideravo patrimonio comune. Sono tornata in ufficio con le spalle decisamente più larghe, grata nei confronti della mia azienda che mi aveva formata più di quanto mi fossi accorta e d'altra parte con una maturità tutta nuova frutto anche della maternità in sé.

Questi mesi di compresenza non sono stati semplici, ho dovuto accettare che il ritmo su babypitstoppers rallentasse bruscamente, tante volte mi sono chiesta se valesse davvero la pena di rasentare la follia in un equilibrio davvero instabile fra tutto questo progetti e però non potevo tirarmi indietro, ormai troppe persone ci avevano messo un pezzo di sé e io mi sentivo, e i sento, responsabile.

Fortunatamente, come dicevo, è un progetto pensato per crescere al di là di noi: ho investito tanto perché l'applicazione fosse BELLA oltre che semplice e intuitiva, per questo! A una mamma deve venire voglia di uscire quasi solo per poterla usare e aggiungere la sua recensione!

È una app che permette ad ognuno di portare il suo contributo, di rendersi tanto tanto utile nel suo piccolo per i suoi coetanei neo genitori e per le mamme e i papà di domani! Ci passiamo il testimone e insieme mappiamo il mondo. Come ci piace dire dai nostri esordi, quando coi nostri bimbi iniziavamo lo svezzamento, tutto fa brod...ino!!

di Valeria Miccolis

Leggi anche la storia di Silvia, 35 anni, imprenditrice

TI POTREBBE INTERESSARE

articoli correlati