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Appello dell’ACP contro i pericoli dell’inquinamento

di mammenellarete - 19.01.2010 - Scrivici

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L'inquinamento ambientale, come ben noto, ha effetti devastanti sulla salute di tutti, ma i bambini, in particolare, rappresentano la categoria maggiormente colpita. Non esistono cure a breve termine al problema, o quanto meno non ne esistono di praticabili, perchè l'industrializzazione e il progresso economico - radicati in alcuni paesi o in divenire in altri - ha abituato o incoraggiato a uno stile di vita a cui nessuno vuole rinunciare.

La soluzione può solo emergere da una presa di coscienza collettiva che abitui a una condotta eco-compatibile.
Sembra questo l'approccio al problema scelto dall'ACP, l'Associazione Culturale Pediatri che sta conducendo una battaglia serrata contro i danni da inquinamento attraverso campagne di informazione ed educazione ambientale, oltre che appelli alle istituzioni.

"Respirare aria pulita è un diritto fondamentale per la salute e il benessere di tutti e soprattutto per i più piccoli (...). Di smog ci si ammala e si muore e i bambini sono i più esposti, ancor prima di nascere.
Invitiamo i nostri politici, le istituzioni e i pediatri a realizzare al più presto tutte le azioni necessarie per il miglioramento della qualità dell'aria, come indicato dal Piano d'azione per l'Europa sull'ambiente e la salute dei bambini e dall'Organizzazione mondiale della salute”.

Il polmone del bambino è un organo in via di sviluppo, la maggior crescita volumetrica del polmone avviene infatti fra l’età di un mese e i 7 anni. Inoltre, rispetto a un adulto, i bambini inalano una maggiore quantità di aria, di conseguenza inalano più inquinanti.

L'ACP avverte anche che finora i genitori, tranne casi particolarmente fortunati, hanno dimostrato scarsa consapevolezza del problema. In generale paiono molto più sensibili verso malattie definite - con episodi di vere e proprie psicosi collettive per sporadici casi di meningite o di virus influenzali (vedi la recente pandemia da H1N1) - piuttosto che verso l’inquinamento, esterno o interno alle abitazioni.

"La percezione della dimensione del problema è spesso distorta, complici i media", sottolinea l'Associazione Culturale Pediatri. "Molta gente è disposta a far battaglie contro una antenna per la telefonia trascurando l’inquinamento dell’aria in casa propria: basti dire che circa il 50% dei bambini in Italia subisce gli effetti del fumo passivo".

E' necessario, quindi che il singolo pediatra si faccia promotore di un incremento di consapevolezza di genitori e bambini circa il problema, promuovendo comportamenti personali corretti che a loro volta esercitino una maggiore pressione sulle istituzioni a favore di politiche volte a uno sviluppo sostenibile.

Far riflettere i propri pazienti su abitudini e stili di vita insalubri: fumo di tabacco, combustibili domestici, muffe, consumo di alimenti contaminati, o sull’eccesivo consumo di risorse, proponendo piccoli cambiamenti quotidiani: usare l’automobile il meno possibile, specie per piccoli spostamenti, andare di più a piedi o in bici, non lasciare gli apparecchi domestici in stand-by.

Spiegare alle famiglie le cause delle malattie legate all’ambiente e limitarne le conseguenze, ad esempio evitando l’attività sportiva nelle ore più calde della giornata, quando più alta è la concentrazione di ozono, specie per i bambini asmatici.
Infine informarle sui dati disponibili a livello locale sulle concentrazioni di inquinanti di aria e acqua.

Gutta scavat lapidem recita un celebre motto latino. Speriamo che le gocce (di saggezza) che i pediatri sapranno instillare nelle menti e nelle coscienze dei propri pazienti riescano nell'intento di scavare gli interessi e l'ignoranza di chi si mostra sordo a certe vitali questioni.

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