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Aborto terapeutico, la cosa più difficile che io abbia mai affrontato

di mammenellarete - 17.08.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Mamma Monica ci racconta un'esperienza dolorosa di aborto terapeutico. La sua bimba volata in cielo sarà sempre con il suo bimbo arcobaleno

In questo articolo

Aborto terapeutico, la cosa più difficile che abbia mai fatto

Mio figlio ha 2 anni quando rimango incinta. E' l' 8 agosto del 2011, test positivo.

Un'emozione grandissima, tutto procede per il meglio quando alla morfologica risulta una femminuccia. Il suo cuore era di dimensioni ridotte e il cervello un po' più piccolo. Mi prescrivono tanti esami, tra cui l'amniocentesi.

Purtroppo cadiamo in un baratro, i risultati ci mettono tanto ad arrivare. Tre settimane di attesa interminabile finché il medico ci dice che la mia bambina è idrocefala e per le dimensioni del cuore non sarebbe sopravvissuta alla nascita.

Così decido di far diventare la mia bimba un angioletto, perché avrebbe meritato una vita migliore. Prenoto un aborto terapeutico, mi ricoverano. Sento scalciare la mia bimba, parte l'induzione facendo la scollatura delle membrane. Vengo lasciata da sola in preda a dolori atroci e dopo 5 ore di travaglio il 7 Gennaio 2012 nasce Angela. La prendo in mano per circa 1 ora prima di chiamare qualcuno che venisse prima che lei se ne andasse. Ha aperto la sua manina, ce l'ho impressa nel cuore e nella mente sempre e mia figlia è esistita, l'amavo e la amo tutt'ora.


Credo che questa sia una delle cose più difficile che abbia mai affrontato, ci sono voluti altri 4 aborti (prima delle 10 settimane ) per conoscere il mio arcobaleno Renato che è nato il 2 Marzo del 2023. Sento che mia figlia è con lui sempre

Questa storia ci è stata raccontata da mamma Monica

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