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Alisia Mireya, il miracolo di una bimba nata a sole 24 settimane

di mammenellarete - 27.12.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Alisia Mireya è una bimba nata prematuramente. La sua mamma ci raccontala storia della sua nascita a sole 24 settimane di gravidanza e dei suoi primi mesi di vita

In questo articolo

Alisia Mireya, il miracolo di una bimba nata a sole 24 settimane

Sei nata il 28 febbraio 2023, a sole 24 settimane.. 5 mesi e mezzo, sei stata considerata prematura estrema, perché sei nata al limite della sopravvivenza.

Sei arrivata dopo un anno di tentativi falliti e dopo un percorso di Pma che mi ha costretta a fare esami su esami e punture ormonali sulla pancia, ma giuro che rifarei tutto. Sei arrivata dopo una gravidanza fin da subito considerata a rischio, che mi ha costretta a stare a riposo.

A 20 settimane vengo ricoverata per minaccia di aborto, sono rimasta allungata nel letto dell'ospedale senza nemmeno poter andare in bagno… secondo i dottori tu saresti stata un aborto dopo due giorni… invece hai dimostrato quanta forza e voglia di vivere avevi fin dall'inizio.

Ci è stato proposto di interrompere la gravidanza, perché se fossi nata estremamente prematura (23/24 settimane) potevi sviluppare ogni tipo di problema/patologia.. ma chi poteva dirlo? Chi poteva sapere che conseguenze avresti riportato? Era un 50 e 50. Ci siamo ovviamente rifiutati di abortire. Tu vivevi dentro di me. Io sentivo il tuo battito due volte al giorno ed era perfetto.

Ricordo che risposi " Finché mia figlia vive dentro di me e sta bene, io non ci penso minimamente ad ucciderla". Dopo tutto quello che ho dovuto fare per averti.. Molti si sono meravigliati della mia scelta perché altre mamme hanno preso decisioni differenti.. ma io non avrei mai potuto vivere con questo rimorso. Mai. Finché tu c'eri, io dovevo proteggerti.

Occuparmi di te è stata la cosa più bella che mai potessi desiderare

A 23 settimane ti sei girata, mettendoti con i piedi in giù… io all'inizio temevo di dover fare un cesareo, invece la settimana dopo hai deciso di nascere naturalmente e ci è stato detto che in realtà la tua posizione ti aveva salvato la vita.. perché se fossi stata al contrario tutto quel tempo la tua testolina sarebbe rimasta senza ossigeno e non ce l'avresti fatta.

È come se lo sapessi…

Nascendo così presto, ci hai fatto conoscere un mondo fino ad allora sconosciuto.. il mondo della prematurità…
Sei stata ricoverata in terapia intensiva Neonatale (Tin), che è diventata la nostra seconda casa, ma che in realtà è stata la tua prima.
Lì abbiamo imparato la pazienza, gli alti e i bassi, le montagne russe, le gioie , i dolori. Che inferno abbiamo vissuto.
Ricordo ancora la prima volta che ti ho vista.. intubata … piena di fili e monitor che suonavano… eri un esserino di 650 grammi , che si muoveva mostrando già da subito il suo carattere.
Avevi tutto, però in miniatura.
Ma i tuoi organi non avevano completato la maturazione, e dovevano farlo fuori di me.
Abbiamo iniziato con i reni, che ti davano problemi con la pipì.. prima troppa, poi troppo poca.. nel frattempo il cuoricino, aveva un dotto che doveva chiudersi altrimenti ti comportava scompensi.. ma per aggiustare il cuore dovevamo aspettare che il rene funzionasse.. il famoso cane che si morde la coda.
Ma tu sei stata fortissima e ci hai stupiti tutti, perché hai risposto bene alle terapie e abbiamo aggiustato cuore e reni.
Il fatto che eri intubata ti provocava secrezioni nei polmoni, che ti hanno fatto andare in arresto cardiaco.. ricordo quando me lo disse la dottoressa.. sono morta dentro.. però poi mi ha subito detto che ti eri ripresa, stringendole la mano, e dimostrando ancora la tua voglia di vivere.
Con il calo fisiologico sei arrivata a pesare mezzo chilo.

Dopo un mese dalla tua nascita, il 24/3/2023 sei stata operata all'intestino che era perforato e ti impediva di crescere… pesavi 635 grammi… ci è stato detto quanto fosse rischioso l'intervento per te ma non avevamo scelta.
Come ogni giorno, quella mattina ti ho salutata e ti ho detto " scegli tu amore mio, ma ricordati che puoi fare tutto. Ti amo"

Noi siamo rimasti lì fuori, e anche da fuori ti parlavo.. ti ripetevo che potevi farlo.
Dal primo giorno in cui ti ho vista, così piccola che entravi nel palmo di una mano, non ho mai smesso di avere fiducia in te. Mai.
Hai sempre scelto tu cosa fare, i dottori lo hanno detto fin da subito che sei stata tu a guidare loro.. l'operazione è stata possibile farla in quel momento preciso perché tu eri stabile sotto ogni punto di vista.. prima avevi avuto altri inciampi e non si poteva, e se avessero aspettato anche solo due giorni in più magari sarebbe stato impossibile per le tue condizioni.. quindi anche in questo, è come se tu gli avessi detto " Fatelo adesso, ce la posso fare " .. e grazie a Dio e non solo, ce l'hai fatta.

Sei stata la prima bambina ad essere operata direttamente in terapia intensiva, perché per te scendere in sala operatoria sarebbe stato forse fatale.
Hai subìto un intervento rischioso e delicato per la tua fragilità. Ti sono stati tolti 20 cm di intestino andato in necrosi, ti hanno lasciato due ileostomie fuori perché era troppo presto per ricollegare..
Dopo soli 3 giorni dall'operazione sei stata stubata, e sei passata ad una ventilazione meno invasiva, la famosa CPAP, che ti spingeva ossigeno nel naso ma il movimento del respiro lo facevi da sola, con tutto che i polmoni non erano ancora formati del tutto.

Che forza. Ti sei ripresa dall'intervento con una velocità assurda, che nemmeno noi adulti sappiamo fare.
Ogni volta che ti vedevo e magari c'erano giornate no, mi ripetevo " non posso permettermi di crollare io, grande e vaccinata, se tu così piccola stai combattendo con tutta te stessa per vivere"
Sei sempre stata tu a darmi la forza.

Finalmente arriva il momento del contatto.. Ci presentano la marsupio-terapia, vieni messa sul mio petto dentro la mia maglia.. e ci dicono che è la terapia migliore. Ricordo ancora quanto eravamo emozionate entrambe. E poco dopo sei andata anche nel petto di papà, che per te era un letto matrimoniale.

Hai iniziato ad assumere un po' di latte, con il sondino gastrico, e piano piano prendevi peso.. ovviamente la tua crescita era lenta perché non assimilavi tutto… dopo un po' un altro inciampo: infezione nelle feci e cute quasi bruciata sotto la stomia.

Di conseguenza ti è stato sospeso il latte per far guarire la pelle, sei stata messa in isolamento, e noi ci siamo anche influenzati quindi per una settimana ti abbiamo vista tramite videochiamata .. ma hai superato anche questo.

Infezione guarita, pelle anche.
Nel frattempo i chirurghi dovevano trovare un modo per far sì che la tua pelle non si arrossasse di nuovo, perché più mangiavi il latte più evacuavi, e questo ti faceva arrossare tutta… sei stata la prima bambina così piccola a subire quell'intervento, quindi trovare del materiale idoneo non è stato facile.

Dopo due mesi che sono sembrati 5, hai raggiunto il tuo primo chilo! Quanto lo abbiamo atteso questo chilo! Noi ma anche gli zii e le zie infermiere che si sono occupati di te tutto questo tempo.. facevano tutti il tifo per te, vita mia.
Poi pian piano hai imparato a bere dal biberon.. all'inizio desaturavi, perché dovevi capire che dovevi respirare oltre che succhiare…ma poi piano piano hai imparato a fare anche questo.

Hai fatto il primo vaccino.
Il 29/06 sei stata operata per la ricanalizzazione dell'intestino… sei tornata su e sei stata stubata subito..ci hanno detto che ci sarebbe voluto tempo per fare la cacca… e invece anche qui hai saputo stupire tutti: l'hai fatta il giorno dopo l'intervento…
Dopo la tua completa ripresa, ci hanno spostate in chirurgia pediatrica dove finalmente siamo potute stare h24 insieme.

Occuparmi di te è stata ed è la cosa più bella che mai potessi desiderare. Quanto ho pregato. Quanto ho pianto.

Tu sei la parte migliore di noi

Sei nata e sei stata portata via da me, non ti ho potuta tenere sul mio petto, non ti ho potuta toccare, baciare , coccolare.
Ho dovuto aspettare due mesi per prenderti in braccio, ma sempre con i minuti contati .
A tutte voi mamme… provate a pensare a cosa significhi partorire e non poter stringere il proprio bambino. Provate ad immaginare il dolore.
Provate a immaginare per un attimo cosa significhi vivere con la costante paura di perderlo.
Se la normalità è tornare a casa insieme dopo tre giorni ed iniziare la vita in 3, per noi la normalità era diventata: gel, camice, mascherina, incubatrice, distanza. Non avete idea di cosa significhi. Non avete idea di cosa sia la pazienza.
Di quanta ne serva. Non lo potete sapere.

5 mesi di te

Tu, figlia mia, sei un miracolo.

Lo dicono tutti. Non a caso ti chiami Alisia Mireya…abbiamo scelto questo secondo nome dal giorno dopo della tua nascita, perché tu c'eri ancora. Volevi vivere.
Abbiamo passato 5 mesi e mezzo in Tin, mesi in cui mi è stato sempre detto che la determinazione l'hai ripresa da me, oltre che alle dita di mani e piedi e oltre al modo in cui dormi, esattamente come me quando ero piccola.
Per il resto esteticamente sei la copia di tuo padre, ma senza barba. Sei esattamente un po' me e un po' lui.. ma sei più bella, sei la parte migliore di noi.

5 mesi in cui io e tuo padre ci siamo isolati perché non ci sentivamo capiti da nessuno, se non dalle persone che hanno vissuto la stessa cosa.
5 mesi in cui le persone a noi vicine continuavano a fare una vita normale pur sapendo la gravità della situazione di nostra figlia, mesi in cui le stesse persone riuscivano a pensare ad altro senza capire che per me e per papà contavi solo tu.


Il mondo per noi si è fermato il 28/02.. e nessuno lo capiva, anzi, siamo stati anche giudicati perché non avevamo voglia di uscire.

5 mesi in cui vedere altri bambini felici con le loro mamme era bellissimo ma allo stesso tempo una pugnalata dritta nel cuore, ma nessuno lo riusciva a capire, nessuno riusciva a mettersi nei nostri panni per provare a capire quanto male faceva vedere altri bambini insieme ai propri genitori mentre tu eri lontana da noi.

5 mesi in cui la notte non abbiamo chiuso occhio, e papà doveva anche andare a lavoro. 5 Mesi in cui la stanchezza e lo stress mentali ci hanno devastati. Se dovessi descrivere l'inferno … parlerei di questa storia.

5 mesi in cui ogni singolo giorno io e papà siamo venuti da te.

Le giornate erano: sveglia, ore 11.30 ospedale fino alle 13.00/13.30, rientro a casa per pranzo e poi alle 14.30 di nuovo in ospedale fino alle 19.00. Casa, cena, ore 21.00 di nuovo in ospedale fino alle 23.00. E se fosse stato possibile la tua mamma avrebbe dormito lì con te vita mia. Avevi bisogno di me e io di te, lasciarti la sera era una pugnalata al cuore.

5 mesi in cui chiunque chiedeva di te, anche gente estranea.. ti vogliono bene tutti amore mio.
Io e papà possiamo solo essere fieri di te, ti meriti ora solo e soltanto coccole…per quello che hai passato ti meriti la luna .
Ti riempiremo di coccole baci e abbracci, basta aghi, punture, manovre invasive.. è finito amore mio, e menomale che non lo ricorderai.
Faremo tutto per te vita nostra. Se un giorno mi dovessero chiedere " perché cos'ha di speciale tua figlia?" Risponderò raccontando la tua storia. Tutto ciò che hai dovuto affrontare. Grazie per avermi scelta come tua madre. Grazie per aver combattuto.

Grazie a tutti coloro che hanno pregato in questi lunghissimi mesi con noi.. la mia famiglia, tutta , parenti vicini e lontani.. siete arrivati al cuore e soprattutto a lei .. la famiglia di mio marito, gli amici, i colleghi, i conoscenti, l'associazione L'Abbraccio dei prematuri , i medici, gli infermieri, tutti.
Per queste ultime due categorie vorrei spendere due parole, anche se tutto ciò che dirò sarà sempre poco in confronto al vostro lavoro. Siete stati gli angeli di mia figlia, siete stati la sua prima famiglia, l'avete curata, coccolata e amata, anche in nostra assenza. Non finiremo mai, mai di dirvi grazie.. per voi e il vostro lavoro, ma per noi genitori è la vita. Siete meravigliosi, lo dico con il cuore.
Non ci credo ancora che siamo a casa, è tutto surreale. Il mio cervello ha rimosso il mio ricovero, ma non rimuoverà questa storia.
Quando la dottoressa questa mattina mi ha abbracciata, piangendo dall'emozione e mi ha detto " tua figlia ha la tua stessa forza, anche quando ti dicevamo che era grave tu hai sempre creduto in lei. Sei stata un esempio per tutti e motivo di orgoglio."

Sono scoppiata in lacrime. Io non so se sia vero, so solo che sicuramente sono una persona diversa.

Questa storia ci è stata raccontata da mamma Claudia

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