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70 buoni motivi per avere un figlio

di Miralda Colombo - 10.06.2014 - Scrivici

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Questa non è una lista. Piuttosto direi un work in progress che offre, proprio per il suo essere in “progress”, spazi di netto miglioramento. Ossia di tante altre cose positive che possono aggiungersi e che la sottoscritta in questo momento proprio non immagina. Sarà pur vero che sono mamma di tre bambini ( e in questo senso dovrei avere t-a-n-t-a esperienza, uhm...) ma ognuno di loro è un mondo, inesplorato e affascinante, oltre che unico e originale, in grado di allungare la mia lista di “motivi per cui sono felice di avere figli” quando meno me lo aspetto. Ovvio che questa lista fa il paio con quella del mese scorso.

1) Condividere gioia e non riempire una mancanza: quando per la prima volta ho sentito di volere un figlio. Questo è stato il motivo primo e lo è ancora oggi. Ero felice con Lui e ho desiderato che ci fosse qualcun altro a condividere con noi questa gioia. Ecco tutto.
2) Amare senza se, ma, e altre condizioni. Naturalmente e intensamente senza pause, altalene e interruzioni.
3) Essere amati senza se, ma, e altre condizioni. Si spera il più a lungo possibile.
4) 9 mesi in cui ti senti coccolata, portatrice di vita e nella possibilità di avere desideri improvvisi senza doverli giustificare.
5) 9 mesi in cui puoi avere la scusa del sonnellino pomeridiano.

6) Il primo sguardo dopo la nascita. Il primo contatto dopo la nascita.
7) Il profumo di neonato: adoro quello dei miei bambini, vorrei poterlo chiudere in vasetto e spruzzarlo nell’aria al bisogno.
8) Fare shopping in taglia da bambola senza distinzioni di sorta per femmina o maschio (ecco, direi che chi mi aveva detto che la moda bimbo è noiosa rispetto a quella bimba, non mi vede proprio d’accordo).
9) A corollario del punto 8, schierare tante piccole scarpine taglia 19-20 vicino alle mie. Deliziose.
10) Fare il bagnetto sera dopo sera come un piccolo rituale di coccole.

11) Spalmare di olio di mandorle come non ci fosse un domani.
12) Cominciare ogni volta una storia d’amore e stupirsi di poter avere più amanti contemporaneamente.
13) Il primo sorriso e la nostra espressione “ebete” per averne subito un altro.
14) Gli stivali da pioggia da inzuppare e “ciacchettare” nelle pozzanghere.
15) Comprare tutti quei libri da bambini che non ti sono stati comprati quando eri un bambino.

16) Correre nell’acqua del mare spruzzando e lasciando le proprie orme sulla sabbia.
17) Stringere la propria mano in quella piccola, piccola mentre si cammina insieme.
18) Far volare l’altalena, sempre più in alto.
19) La prima parola.
20) Le poppate vicini vicini.

21) La prima volta che ha detto “mamma”.
22) Le coccole al mattino, il bacio della sera.
23) Essere guardati come se fossi una rockstar anche quando pari la zia zitella che ha dormito poco e non si è fatta la messa in piega decente da mesi.
24) Sentirsi dire “Ti voglio bene, mamma, sei la più bella del mondo”.
25) Il primo giro in bicicletta insieme.

26) Impastare insieme, mattarello grande, mattarello piccolo vicini.
27) Riconoscere la mini me in lei, lei e lui.
28) Riconoscere il mini Lui in lei, lei e lui.
29) Organizzare feste di compleanno e feste di non compleanno e leggere espressioni di pura felicità sul loro viso.
30) La collezione Lego che non ho mai avuto.

31) La prima volta al cinema insieme.
32) Il primo giorno di asilo.
33) Il primo giorno di scuola.
34) Ritornare bambini e stupirsi di quanto sia facile.
35) Vivere ogni cosa come fosse nuova, mai vista e fantastica.

36) La collezione di pastelli, compreso il verdeacqua che mi faceva impazzire da bambina nell’astuccio del compagno superfornito.
37) Assistere alla magia delle prime parole lette e riconosciute, del primo libro letto da soli.
38) I piedini piccoli che corrono per casa: il loro rumore a volte è musica.
39) I perché.
40) Essere sommersi da mondi fantastici, guardare le cose dal basso e trovare risposte semplici a problemi complessi.

41) Scegliere un nome che abbia in sé un destino.
42) Ricordare ogni giorno che la felicità non è altrove, ma qui, ora, adesso.
43) Spararsi tutte le puntate di Pippi Calzelunghe che mi sono mancate da bambina.
44) Ricordare che basta veramente poco per essere quasi felici.
45) Affinare le proprie abilità “multitasking” come non ti insegnerà mai nessun MBA internazionale.

46) Essere apprezzati per la propria voce mentre si canta stonati “Il coccodrillo come fa”.
47) Inventare storie con personaggi buffi proprio come quando si era bambini.
48) Rincorrersi in soggiorno fingendo di essere un orso, poi un cavallo e pure una rana.
49) I regali: il primo disegno, i sassi belli, le conchiglie, il primo biglietti con la sua scrittura.
50) Contemplare il suo viso addormentato sul cuscino: il profilo dolce e morbido, la mano paffuta sotto la guancia, l’odore di pane appena sfornato.

51) Condividere con Lui “il nostroamorepersempre”.
52) Fare castelli sulla spiaggia.
53) Crescere e sentire la vita che cammina.
54) La speranza che una piccola parte di te vivrà anno dopo anno, sempre.
55) Ridere senza motivo.

56) Le loro voci quando giocano insieme.
57) Fare l’angelo in neve fresca.
58) Fare lunghe passeggiate con la carrozzina, il passeggino e pure il marsupio (ecco questo è il mio preferito in taglia bebè, perché consente tanti bacetti e carezze ravvicinati).
59) C’è sempre una scusa per fare un picnic.
60) Vedere l’espressione del viso che cambia quando passi, scompari e ripassi.

61) Il sonnellino del pomeriggio abbracciati.
62) Far correre fra le dita la perfetta immagine dell’infanzia, sentirsi ancora una volta sospesi fra cielo e terra proprio come lo siamo stati una volta.
63) Sfoderare un repertorio di costumi anche quando non è carnevale.
64) Cercare di essere il meglio.
65) Osservare tua madre che si trasforma nella più angelica delle creature in loro presenza; perché nonni è meglio.

66) Dancing, dancing and dancing insieme.
67) Accontentarsi di essere imperfetti e perfetti per qualcuno.
68) Poter insegnare a qualcuno quello che sappiamo, mostrare la strada e lasciare liberi di crearne delle proprie.
69) Non avere tempo di annoiarsi.
70) Aprire gli occhi e stupirsi che la felicità, seppur faticosa, sia così facile da accarezzare.

Sull'autrice:

Miralda Colombo (Carate Brianza, 1976) giornalista e blogger, dopo essere diventata mamma di Alice ha reinventato il suo lavoro perché assomigliasse di più alla sua vita. Si divide tra computer e fornelli nella parte più luminosa della casa, la cucina e la terrazza, e crede che le cose migliori arrivino inaspettate ma che niente nasca per caso, proprio come il suo blog www.ilcucchiainodialice.it

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