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24 anni e due figli: nonostante la separazione, sono una mamma imperfetta ma felice

di mammenellarete - 09.12.2015 - Scrivici

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Fonte: Alamy.com
A 22 anni conobbi un ragazzo, me ne innamorai e decidemmo di avere un figlio. Due mesi ed ero  incinta , il nostro sogno si stava realizzando. Però le cose tra noi iniziarono a non funzionare. Poco dialogo, problemi. Dopo il parto provammo comunque a restare insieme, ma proprio non andavamo d'accordo. Ci separammo... finché mi accorsi di essere incinta di ben 20 settimane... 

Chi sono? Una domanda che tante volte mi sono posta e a cui spesso non riesco ancora a dare una risposta.

Classe 91, una laurea, tanti sogni nel cassetto, mille idee confuse, due figli. Andiamo per ordine.

Nell’aprile del 2013 conosco un ragazzo. Pazzo e oltre i limiti come me. Ci innamoriamo e pensiamo in 3. Decidiamo di avere un figlio e dopo due mesi le nostre mani sono sul mio ventre.

Se ci penso non so ancora ben spiegare da dove nasca questo improvviso e incontrollabile senso di maternità, ma così avviene. Ad un certo punto inizio a desiderare di diventare mamma. Purtroppo i problemi di convivenza si sono fatti subito sentire: iniziamo a litigare e a fare tregua con la speranza che la soluzione piova dal cielo, salvandoci dalle numerose contraddizioni!

Tra una cosa e l’altra arriva il tanto atteso giorno. In sala parto è l’unico vero momento in cui io e lui ci comportiamo da coppia: il famoso noi finalmente si crea. Uniti per la prima volta per accogliere il nostro piccolo Isaac. E' una situazione nuova ma io non ho paura. Lui è lì.

Il giorno dopo però il noi già scompare. Iniziano i problemi veri, quelli del dialogo assente, di quel silenzio che mangia il tempo e lascia via di fuga. E così a dicembre dell’anno scorso io torno dai miei con il piccolo.

Scelta sofferta ma dovuta. Rifletto tanto prima di farlo. In me è sempre stata forte l’idea della famiglia unita, tradizionale. Ho due genitori fantastici che si amano ogni giorno di più e avrei voluto regalare questo anche a mio figlio.

Dicono che la vita non sempre va come si desidera. E’ proprio vero. Ogni giorno mi dico: meglio far crescere un figlio in un ambiente ostile o scegliere la separazione per dare armonia? Separata, bimbo piccolo, casa dei miei.

Comincio ad assimilare la realtà dei fatti, quando il mondo mi crolla di nuovo addosso. Un’altra volta a distanza di pochi mesi. E' un mercoledì, il più difficile della mia vita: vado in farmacia e prendo il test di gravidanza.

Sento che qualcosa non va bene perché ho un gonfiore alla pancia e se provo a respirare, il gonfiore resta identico. Test positivo. Nuovamente incinta. Chiamo il mio ginecologo e il giorno dopo sono su un lettino per l’ecografia.

“Camilla... sei di 20 settimane ed è una bimba”. Paura, anzi no, terrore. Penso all’aborto ma i miei genitori dicono di no, per la prima volta con forza e tanta fermezza. Comunico la gravidanza al papà.

Lui cerca di riprovarci, ma i nostri sentimenti sono cambiati, noi siamo cambiati. La gravidanza continua tra pianti e tanta sofferenza. Il 24 maggio nasce Mia. Il mio Angelo e la mia salvezza, il mio punto di ripartenza.

Ad oggi, grazie alla mia famiglia, al confronto e all’aiuto di alcune persone che sono entrate nella mia vita e al mio lavoro, (www.applekiss.com). Io e i miei 24 anni torniamo a casa ogni sera.

Matita non perfetta agli occhi e due braccia esili – le mie – pronte per accogliere Isaac di 18 mesi e Mia di 6. Ho finalmente superato la separazione e ho capito che siamo noi a decidere come vivere. Non importa quanto imperfetta sia la vita, mettiamoci il cuore e raccoglieremo amore.

di Camilla Girotti

Dopo la separazione ho ritrovato la felicità
Il nostro piccolo grande Amore
Avrei dovuto abortire, ma ho seguito il mio cuore

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Aggiornato il 03.01.2017

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