Parto prematuro

Papà a 21 anni di un bimbo prematuro nato di cinque mesi

Di mammenellarete
papabimboprematuro
4 agosto 2015 | Aggiornato il 6 giugno 2016
Diventai papà a 21 anni di un bimbo che pesava soltanto 600 grammi. Era uno scricciolo, nato di cinque mesi. Mio figlio dovette restare per cinque mesi in terapia intensiva e nessuno sapeva se ce l'avrebbe fatta. Oggi per fortuna è uno splendido bambino di cinque anni. A volte ci svegliamo durante la notte e ci facciamo i panini con la nutella. Ma non ditelo alla mamma. :-)
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Sono un papà. Un papà di un bimbo che quando è nato, di soli cinque mesi, pesava solo 600 grammi. Sì, praticamente era poco più che uno scricciolo.

 

All'epoca io avevo 21 anni e mia moglie ne aveva 19. Eravamo giovanissimi: lei, qualche mese prima, un bel giorno mi disse di essere incinta. Io fui da subito super felice e accolsi la notizia con il cuore pieno di gioia. Sì, eravamo giovani, ma io mi sentivo già un leone dopo la splendida notizia.

 

Una mattina ci svegliammo e lei iniziò a dirmi: "Caro, sto male, sto male..." Eravamo al quinto mese e io pensai che poteva essere normale. Andammo in ospedale e la tennero in visita per molto tempo.

 

Passarono le ore. Il dottore iniziò a dirmi che dovevano farla restare in ospedale. Io ero preoccupato. Chiesi motivazioni e lui mi tranquillizzò, dicendo che era tutto a posto. Poi io andai a casa a recuperare altri referti medici della gravidanza.

 

Erano le 18.12 quando tornai in ospedale e il dottore, sfinito, aprì la porta e mi disse che il bimbo era nato. Io pensai, sbigottito: "Mi prende in giro? Come fa a essere nato di cinque mesi?"

 

Fatto sta che non era uno scherzo. Lo vidi passare velocissimo dentro un incubatrice, mentre i dottori mi dissero frettolosamente: "Ha una possibilità su mille di vivere!" Io avevo 21 anni e forse ero ancora anche io un bimbo. Cominciai a piangere, piangere, piangere.

 

Piansi tutta la notte, finché non venne mia madre a portarmi a casa, tanto lì non potevo rimanere. Il mio piccolo restò per 5 mesi in incubatrice, fu sottoposto a 3 operazioni alle orecchie e 3 agli occhi. "Fuori" era formato, ma c'era un grande problema: i polmoni non funzionavano.

 

Vi lascio immaginare come trascorremmo quei mesi: io andavo e venivo dall'ospedale. Fu così per 5 mesi di fila. Piansi tanto, ma fui forte e mi dissi: "Se piango io che sono il papà, siamo fritti".

 

Dopo 5 mesi di incubatrice lo portammo a casa e da quel momento ricominciò la mia vita "tranquilla". Tanti mi dicevano: "Hai 21 anni, lascia perdere i figli, sei giovane, andiamo a divertirci".

 

Oggi posso dirvi che non c'è divertimento più bello che abbracciarlo tanto e giocare con lui. Per fortuna mio figlio oggi è un bambino sano, senza nessun disturbo fisico. Invece i medici mi avevano detto che c'era il rischio che potesse sviluppare delle malattie.

 

È bello essere papà. Ve lo dice uno che un padre non ce l'ha mai avuto. Io sì, sono cresciuto senza padre. Il mio papà abbandonò me e i miei fratelli quando eravamo piccoli. Ho pensato più volte cose terribili di lui. Quando è nato il mio cucciolo mi sono detto: "Asciuga le lacrime e vedi di pedalare veloce, che adesso c'è da correre".

 

Questa è la mia esperienza di padre a 21 anni. Ero giovane e spaventato, ma mi sono fatto forza senza mai abbandonare la situazione.

 

Sono tanto felice oggi: quando torno a casa e lui mi corre incontro, io apro le braccia e quando lui mi stringe, io quasi mi sciolgo. Un uomo può essere padre a 21 o a 40 anni, basta amare i figli e capire che sta per iniziare una nuova vita, sicuramente più bella di quella di prima.

 

Il mio piccolo ora ha 5 anni. Ci svegliamo durante la notte e facciamo i panini con la nutella. Ma non ditelo alla mamma. :-)

 

di papà Fabio

 

(storia arrivata come commento sulla nostra pagina Facebook)

 

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