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Villocentesi in gravidanza, la mia storia

di mammenellarete - 28.08.2014 - Scrivici

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Buongiorno care mamme, vi racconto la mia storia per darvi una testimonianza importante e per essere di aiuto a mamme che stanno vivendo un'esperienza simile alla mia. Quando rimasi incinta, decisi di effettuare la villocentesi, poiché sapevo di essere portatrice sana della distrofia muscolare di Becher. Il mio papà ed i miei zii sono affetti da questa malattia. Le probabilità, nel caso in cui avessi avuto un figlio affetto da distrofia, sarebbero state le seguenti: se femmina, sarebbe stata portatrice sana, se maschio, sarebbe potuto essere o sano o affetto da distrofia.

Scelsi di praticare la villocentesi invece dell'amniocentesi, poiché avrei dovuto effettuare la prima dall'undicesima settimana.

 

L'esame della villocentesi è, a detta di tutti, un esame un po' invasivo, che deve essere svolto sempre sotto "guida ecografica".

 

Decisi di fare prima una consulenza genetica, durante la quale purtroppo la dottoressa, che tra l'altro aveva in cura mio padre, fu poco cortese e professionale. Spesi praticamente 30 euro di ticket per sentirmi dire "affidati a Dio", con aria quasi di disprezzo per me e per i miei dubbi.

 

Avrei potuto denunciarla, supportata dalla psicologa e dall'assistente sociale dell'equipe che curava il mio papà, ma evitai, pregando che nessun'altra donna si trovasse di fronte una persona del genere. In ogni caso, grazie alla psicologa e ad un'altra dottoressa, andai prima a fare una visita preliminare, mentre la settimana dopo scelsi di fare la villocentesi (pagando solo il ticket, 52 euro per 2 prescrizioni).

 

Restai due giorni a riposo per evitare qualsiasi tipo di rischio di aborto. Poi attesi i venti giorni più lunghi della mia vita, alla fine il risultato fu: FEMMINA. Così iniziai finalmente a godermi la mia gravidanza.

 

Ps. Vivo a Napoli, se qualcuna avesse bisogno di informazioni, posso contattarla in privato. In bocca al lupo a tutte le future mamme!

 

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