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Una rara ipercalcemia severa in gravidanza: io e mia figlia abbiamo rischiato grosso

di mammenellarete - 22.08.2017 - Scrivici

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Fonte: Pixabay
Prima pensarono soffrissi di iperemesi gravidica, poi di pancreatite. Non riuscivo a mangiare e continuavo a perdere peso. In realtà avevo una rara ipercalcemia severa:  causa di un mal funzionamento della paratiroide. Io e mia figlia abbiamo rischiato, ma con una cura mi ripresi e ricominciai a mangiare. Anche la mia piccola è nata sana. Una guerriera già nella pancia.

Dopo 5 anni di matrimonio avere un figlio per noi era diventato il sogno più grande così dopo qualche problemino a giugno 2015 scoprì di aspettare la mia principessa. Felicità immensa!

Cominciai ad avere nausea e vomito, ma pensai fosse normale in gravidanza. Passavano i giorni ed io vomitavo sempre più spesso, non riuscivo a bere e mangiare nulla senza che non lo rigettassi, cominciai a perdere parecchi chili. Il mio medico vedendomi disidrata a luglio decise di ricoverarmi in clinica per iperemesi gravidica. . . passarono 10 giorni e tornai a casa, non stavo ancora bene. . . trascorsi una settimana a casa a letto senza avere nemmeno la forza di stare in piedi.

Un giorno oltre al solito malessere e vomito cominciai ad accusare dolori allo stomaco, mi ricoverarono nuovamente. Passai una nottata d'inferno a piangere per il dolore e a rimettere continuamente. . . il mio medico insospettito mi trasferì d'urgenza in ospedale, dove si accorsero che vi era in atto una forte pancreatite, mi curarono ma di miglioramenti nemmeno l'ombra. . . di lì cominciò una lunga serie di svenimenti e stati confusionali.

Passai di reparto in reparto, esami ed esami fino a scoprire finalmente la verità: una rara ipercalcemia severa a causa di un mal funzionamento della paratiroide. . . decidettero così di intervenire chirurgicamente, solo che nelle condizioni in cui ero non ero in grado di superare un intervento. . . allora furono costretti a somministrarmi un farmaco salvavita, ma pericoloso per la creatura che avevo in grembo. . . con il cuore a pezzi io e mio marito firmammo il consenso.

Con tale cura mi ripresi e, dopo 3 mesi, ricomincia a mangiare (non ho idea di quanto chili ho perso ). Tra varie trasfusioni e cure varie passai un mese in ospedale. Arrivò anche il giorno dell'intervento. Al mio risveglio il mio primo pensiero fu la mia bambina, mi fecero un ecografia e sentendo il cuoricino battere io e mio marito scoppiammo in lacrime dalla gioia, la mia piccola guerriera si era aggrappata alla vita più che poteva.

Pian piano tutto si sistemò e a gennaio 2016 nacque la mia Vittoria, una meravigliosa bimba sana e forte. I medici dissero lei fosse solo un grande miracolo. Ringrazio Dio ogni giorno di avere protetto me e la mia dolce bambina!

anonima

(storia arrivata a redazione@nostrofiglio. it)

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