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Tumore al seno in gravidanza

di mammenellarete - 08.06.2010 - Scrivici

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Complici il crescente innalzamento dell’età a cui si giunge in media alla gravidanza (la maggior parte oltre i 30 anni) e il progresso della medicina che permette diagnosi sempre più precoci, si è accertato che il tumore al seno, oggi, colpisce una gestante ogni 3000. Ben il 15% dei tumori al seno diagnosticati in donne al di sotto dei 35 anni si verifica durante la gravidanza. Di questo argomento si è parlato approfonditamente all'Insubria International Summer School, organizzata dall’Università dell’Insubria a Varese il 10 e 11 giugno 2010.

L’evento, che ha richiamato centinaia di senologi da tutto il mondo, ha visto l’intervento di ben sette relatori dal Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, uno dei più prestigiosi centri oncologici al mondo. Inoltre, sono intervenuti alcuni dei più autorevoli studiosi a livello internazionale del carcinoma mammario, solo per citare qualche nome Umberto Veronesi o ancora Laszlo Tabar, dell’Università di Uppsala (Svezia).

«Quello del tumore al seno durante la gravidanza è uno dei temi più scottanti e d’attualità in senologia" – sottolinea Francesca Rovera, direttore del Centro di ricerche in Senologia dell’Università dell’Insubria. «Una diagnosi di tumore al seno in una donna in stato di gravidanza – spiega la dottoressa Rovera - pone problemi specifici, che richiedono una particolare sensibilità e professionalità da parte del medico. È noto che le neoplasie che colpiscono pazienti in giovane età hanno una prognosi generalmente più severa e, se a questo si associa lo stato di gravidanza, si comprende l’essenzialità di un approccio multidisciplinare che coinvolga senologo e oncologo, ma anche ginecologo, neonatologo e psicologo».

Come si legge sul magazine scientifico Galileo, la diagnosi di una tale malattia, durante il periodo di gestazione, comporta spesso una diagnosi difficoltosa perché da un lato non è facile l’esame obiettivo del seno, dovuto all’ingrossamento della ghiandola mammaria legato allo stato di gravidanza e dall’altro lato perché nella gestante esistono delle remore a effettuare accertamenti diagnostici per paura di causare danni al nascituro.

«Non esiste alcuna necessità di interruzione della gravidanza come atto terapeutico, ma è chiaro che la gravidanza delle pazienti affette da tumore al seno va seguita con uno stretto monitoraggio della salute biofisica fetale – aggiunge la dottoressa Rovera - . Esistono terapie conservative sempre più personalizzate che permettono buoni risultati oncologici salvaguardando la salute fetale».

Non esistono nemmeno controindicazioni alla gravidanza per le donne che hanno subito un trattamento terapeutico a causa di un tumore al seno: «L’unico accorgimento - chiarisce la dottoressa Rovera - è quello di chiedere alla paziente di attendere un paio di anni dalla fine del trattamento prima di programmare una maternità essendo questo il periodo più a rischio per eventuali recidive tumorali».

Foto di oliviermartins

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