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Sono diventata mamma di tre figli nonostante la mia malattia

di mammenellarete - 23.09.2015 - Scrivici

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Fonte: Alamy.com
Nel 2004, quando mi fu diagnosticata la spondiloartrite psoriasica e nel 2008 l'ipotiroidismo di Hashimoto. In seguito, riuscii per fortuna a portare a termine un parto naturale. In seguito rimasi incinta un'altra volta: fu una gravidanza bicoriale biamniotica . Partorii due gemelli bellissimi e sanissimi. Voglio dire a tutte le donne che come me hanno queste patologie di non scoraggiarsi e, anche quando i dolori diventano troppo forti da sopportare, di non ascoltare MAI la malattia. Siamo a noi a dover vincere.

Oggi scelgo di raccontare la storia del mio secondo parto. Prima però voglio fare un passo indietro. Tutto iniziò nel 2004, quando mi fu diagnosticata la spondiloartrite psoriasica e nel 2008 l'ipotiroidismo di Hashimoto.

 

I medici, dopo questa scoperta, mi avevano detto che era molto improbabile per me avere dei figli. Eppure rimasi incinta e quando nacque il mio piccolo Diego, l'11 giugno del 2010, fu già un miracolo per me. Furono anni molto difficili, in quanto le cure erano davvero molto pesanti da sopportare, ma andammo avanti lo stesso e pensammo a una seconda gravidanza.

 

Era il 1 maggio del 2014. Dopo una notte di dolori decisi di andare al pronto soccorso. Soffrivo di rottura di follicoli, il dolore era allucinante e non ce la facevo più! Dopo avermi fatto fare ecografie ed escluso a priori una gravidanza, mi mandarono a a casa, ma il dolore non passò.

 

Mi tranquillizzai, tanto ero sicura di non essere incinta. Continuai la mia vita di sempre con mio marito e il mio bimbo di 4 anni. A metà maggio effettuai un test di gravidanza perché il ciclo non arrivava. Io, in genere, sono sempre molto puntuale, ragion per cui mi preoccupai un po'. Ma non pensavo assolutamente di essere incinta.

 

Subito dopo aver fatto il test, vidi due lineette rosa molto, ma molto sbiadite. Mi convinsi che non era possibile che fossi incinta. Chiamai il mio ginecologo, che mi disse di andare da lui dopo una decina di giorni.

 

Nel frattempo continuavo a sentirmi inquieta e facevo ricerche mediche da sola su internet, perché credevo fosse un "ovulo bianco". Sentivo che c'era qualcosa che non andava... Quando mi recai dal ginecologo e lui mi fece la prima ecografia interna, vidi una "massa nera" con un setto a metà. Pensai subito che fosse solamente la sonda messa male.

 

Invece, sorpresa delle sorprese, il dottore mi disse che c'erano due sacchi, ma che non vedeva ancora il battito in entrambi. Per fortuna che c'era anche mio marito con me. Non so se avrei avuto il coraggio di tornare a casa e di dirgli che aspettavamo due gemelli!

 

Ai controlli successivi la gravidanza fu ovviamente confermata: "bicoriale biamniotica". Trascorsi mesi carichi di ansia e di preoccupazioni, accompagnate poi dai miei continui malesseri. Avevo la pressione bassa e praticamente dovetti restare sempre a letto. Questo non piacque molto al mio piccolino di 4 anni. Poverino!

 

Tra alti e bassi giunse il 29 novembre del 2014, quando, dopo continui ricoveri per contrazioni precoci, mi ricoverarono, dicendomi che mi avrebbero tenuto più giorni in ospedale.

 

Mi dissero anche che dovevo rimanere a letto e non muovermi più per almeno altri 20 giorni, in modo da arrivare alla 35esima settimana in buone condizioni. Ero alla trentaduesima. Il giovedì successivo, 4 dicembre, ero a casa. Ad un certo punto iniziai a non sentirmi molto bene.

 

Verso sera iniziai a sentire dei dolori forti alla schiena e mi misi a a letto, cronometrando le contrazioni. Ne avevo una ogni cinque minuti. Avevo già avuto contrazioni così ravvicinate.

 

Dopo le varie insistenze di mio marito, contattai il ginecologo, che mi disse di andare per sicurezza al pronto soccorso a farmi controllare. Mi recai allora in ospedale e il dottore mi promise che ci saremmo visti la mattina successiva. Nel frattempo mi sembrava che le contrazioni fossero diminuite e già ero pronta per una nottata in ospedale senza alcun risvolto.

 

Quando il ginecologo di turno mi visitò, mi disse che ero "pervia un dito". Ma io non capii subito... Ero entrata in travaglio. Io, dopo un parto naturale, credevo che fosse impossibile, invece era proprio quello che mi stava capitando! Ero entrata in travaglio e non me ne ero nemmeno accorta!

 

Mi portarono subito in sala parto, dove mi praticarono un taglio cesareo e alle 23.40 nacque la mia piccola Nicole. Alle 23.41 invece venne alla luce il piccolo Mattia. Purtroppo non riuscii a vederli subito, perché ero completamente sedata.

 

I piccoli furono portati subito in terapia intensiva perché erano sottopeso. Nicole pesava 2 chili e 150 grammi, Mattia invece pesava un chilo e 860 grammi. Erano due piccoli scricciolini, nati alla 33esima settimana più 2. Non so spiegarvi come mi sentii.

 

Credo dapprima tremendamente in colpa, perché credetti di non aver fatto il possibile per farli stare dentro di me più tempo possibile. In seguito mi sentii sollevata, perché finalmente sapevo che stavano bene.

 

Dopo tre settimane di TIN finalmente tornammo a casa. Era la vigilia di Natale. Fu il più bel Natale della mia vita. Ero con tutti e tre i miei piccoli, che stavano benissimo! Adesso, quando mi reco a svolgere i controlli per bambini prematuri, tutti mi chiedono sempre se ho sbagliato reparto. I gemelli hanno 9 mesi e pesano più di 10 kg!

 

Voglio dire a tutte le donne che come me hanno queste patologie di non scoraggiarsi e, anche quando i dolori diventano troppo forti da sopportare, di non ascoltare MAI la malattia. Vinciamo sempre noi. Lei non deve vincere MAI!

 

di Chiara

 

(storia arrivata alla email della redazione di Nostrofiglio.it)

 

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