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Quando ho scoperto di essere incinta, avevo partorito da 9 mesi

di mammenellarete - 26.04.2024 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Quando ho scoperto di aspettare il mio secondo bambino, avevo partorito da appena 9 mesi. Ero nel pieno della felicità!

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Quando ho scoperto di aspettare il mio secondo bambino, avevo partorito da appena 9 mesi. Ero nel pieno della felicità!
Per delle problematiche avevo provato a cambiare ginecologo, rispetto al primo, il bello è stato che il nuovo medico dal quale sono andata, non mi aveva prescritto di fare gli esami del complesso torch, e voleva tenere per buoni gli esami fatti dalla prima gravidanza.

Per fortuna o per istinto non mi fidai, e tornai dal mio primo ginecologo che invece mi chiese di farli.
Da quel momento il resto dei mesi furono un completo incubo.
Dagli esami risultò che avevo contratto proprio nei primi 2 mesi di gravidanza il citomegalovirus, come prima attivazione.
Il mio medico mi disse che alle sue pazienti in questo caso consigliava di abortire, e mi spiegò per bene tutti i rischi che poteva correre il mio piccolo. Mi cadde il mondo addosso.

L'incubo citomegalovirus

Nonostante questo però mi fece seguire dal policlinico di Napoli, al reparto di gravidanze a rischio. Ripetevo gli esami e avidità ogni 15 giorni, facevo più spesso ecografie per tenere monitorata la situazione a livello di crescita del feto.
Purtroppo oltre questa problematica, avevo anche dei distacchi di placenta e ematomi uterini.
Non era semplice, stare a riposo, e con un bambino molto piccolo che aveva tanto bisogno della mia presenza.
Dovemmo rimandare 2 volte l'amniocentesi prenotata in quanto i distacchi di placenta rendevano l'esame molto pericoloso, io ero completamente obbligata al letto a riposo, anche per mangiare, ma avevo scelto con mio marito di farla lo stesso, perché volevamo essere consapevoli della realtà per poter scegliere come proseguire.

Le notti non passavano mai, quando aspettavamo i risultati dell'amnio, soprattutto perché dovevamo riflettere sul da farsi in caso di risposta positiva del test.
A malincuore avevamo anche deciso di avviarci verso l'aborto se il bimbo fosse risultato avere una carica alta del Cmv.


Poi finalmente arrivò la tanto attesa risposta, la carica virale era negativa.
Abbiamo gioito, ma non del tutto, perché c'è rischio, comunque di "mischiarsi" anche dopo aver effettuato l'amniocentesi, in me quel maledetto virus era ancora attivo, e poteva comunque ancora fare del male al mio piccolo.

Arriva il giorno del parto

Passano i mesi, tra letto, ansie lacrime e pensieri e finalmente arriva il giorno del parto.
guardai mio figlio, dopo un cesareo d'urgenza, e penso di averlo visto e accolto come il miracolo più grande della mia vita.
L'incontro tra i miei due figli fu, la meraviglia più grande di ogni altra cosa, ma ancora non potevo essere certa stesse davvero bene.
Il giorno dopo la nascita infatti mi richiamano dal policlinico per effettuare al bambino tutta una serie di esami diagnostici per capire se davvero non avesse avuto danni cerebrali, cardiologici o di udito per il cmv.

Quando dopo giorni mi chiamarono per dirci che era completamente sano penso di aver vissuto il giorno più bello della mia vita!
Ora i miei figli hanno 5 e 6 anni, vivono e crescono in simbiosi e a parole io non posso spiegare quanto sia grata alla vita per un regalo così immenso e inspiegabile.
Auguro a tutte le mamme che si imbattono in questo virus di avere forza, e di avere la mia stessa fortuna, a coloro che invece purtroppo non ce l'hanno sono vicina con il cuore, sentirsi impotenti verso i propri figli, è ciò che di più brutto può provare una madre.

Grazie per aver letto la mia storia a lieto fine, vi abbraccio! 

Di mamma Luisa

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