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La translucenza nucale in gravidanza

di mammenellarete - 17.03.2009 - Scrivici

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La translucenza nucale è un esame che viene effettuato in genere tra la 11esima e la 14esima settimana di gravidanza e consiste nel misurare lo spessore nucale, ossia lo spessore della cute del feto al livello del collo. L'esame serve a stabilire l'eventuale presenza di malattie cromosomiche nel feto: quando lo spessore della translucenza aumenta, è consigliabile procedere con un esame più approfondito (come l’amniocentesi o la villocentesi) che serve a valutare dettagliatamente la presenza di eventuali anomalie cromosomiche. Il controllo valuta la quantità di liquido che, in feti affetti ad esempio da sindrome di Down, è maggiore rispetto al limite previsto.

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L’esame non è invasivo e ci si avvale di una semplice ecografia che calcola i seguenti dati specifici:

 


  • spessore del liquido suddetto;
  • eventuali anomalie cardiache;
  • formazione del setto nasale (in effetti nei soggetti affetti da sindrome di Down, ad esempio, la crescita della struttura nasale è ritardata ed il nasino molto spesso non compare visibile nell'ecografia).

 

translucenza nucale

 

Innanzitutto, è importante che la madre sia informata in merito all’importanza di questo esame e che cosa comporta l'eventuale valutazione positiva della translucenza; viene eseguita, in seguito, un’analisi approfondita a livello morfologico del feto (esame morfologico precoce); dopodiché si misurano la translucenza nucale e l’osso nasale.

 

L'esame si effettua introducendo un ago nell’utero attraverso l’addome. Durante questa azione viene eseguito un costante controllo ecografico, in modo da visualizzare momento per momento la direzione dell’ago, accertandosi che il sacco amniotico non venga punto. Quando l’ago raggiunge i villi coriali, viene collegato ad una siringa che ne aspira alcuni frammenti.
La procedura è facile da eseguire, richiede in totale una decina di minuti ed il prelievo ha una durata di circa 10-20 secondi. Non c’è bisogno dell’utilizzo di farmaci, come ad esempio antibiotici, per scongiurare il pericolo di infezioni.

 

L’esame non è doloroso, alcune donne hanno riferito di aver provato una leggere tensione nel basso addome, simile al fastidio mestruale.

 

Che cosa accade dopo aver prelevato il materiale utile all'esame?

 

Il materiale prelevato viene osservato al microscopio per accertarsi che sia composto da un numero sufficiente di villi e dopodiché si passa in laboratorio per l’analisi. I primi risultati possono essere ottenuti entro 5 o 6 giorni, fino a 15 giorni se vengono effettuati test di conferma.

 

Se si desidera andare più a fondo ed aumentare la sensibilità del test ecografico, allora viene effettuato un prelievo di sangue materno. Esso verrà analizzato valutando, in particolare, la presenza di Free-Beta HCG e PAPP-A. In caso di anomalie, questi valori risultano alterati.
E' importante specificare che non sempre un valore alterato di translucenza nucale è sinonimo di problema fetale, ma esprime un rischio aumentato della patologia. In genere ci si preoccupa quando lo spessore corrisponde a valori come 3-4-5-6 mm che potrebbero essere legati ad un maggior rischio di presenza di patologia.

 

Quando si riscontra un valore di translucenza nucale aumentato, si può procedere o con l’amniocentesi oppure con la villocentesi, che consiste nel prelievo di villi coriali (piccole protuberanze di tessuto che si sviluppano dall’uovo fecondo dalle quali prenderà forma la placenta).

 

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