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La mia gravidanza: quanti luoghi comuni sfatati!

di Valentina Camen Chisari - 02.04.2013 - Scrivici

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Essendo rimasta incinta a fine novembre, trascorrere i mesi invernali a casa e al calduccio con una nuova vita dentro di te è stato davvero un sogno. E tra tanti luoghi comuni da sfatare, visite varie, la scelta del nome e la preparazione della cameretta, vissi un'emozione unica...

di Valentina Carmen Chisari

 

Senza dubbio i mesi della gravidanza sono stati il periodo più rilassante della mia vita, a modo mio ovviamente.

 

A parte il primo periodo di obbligato riposo, infatti, diciamo che non sono stata proprio la classica donna incinta accovacciata su un divano e, soprattutto, mi è capitato di sfatare tanti luoghi comuni.

 

Leggi anche "La scoperta di te: sono incinta"

 

riprendere la comoda e piacevole abitudine di seguire un telefilm

 

il gatto e la donna incinta

 

Detto questo, essendo rimasta incinta a fine novembre, trascorrere i mesi invernali a casa e al calduccio con una nuova vita dentro di te è stato davvero un sogno, un sogno che si realizzava.

 

Il 15 febbraio 2011 abbiamo avuto la terza visita ginecologica, speravamo che si potesse vedere il sesso dall’ecografia, ma il nostro cucciolo aveva proprio la mano lì davanti e, così, dovemmo aspettare il 22 marzo per scoprire di aspettare un maschietto!

 

Il nome era già stato deciso da tempo: Lorenzo, sia per la sua indiscutibile bellezza che per la mia passione per Jovanotti! Finalmente sapevamo chi sarebbe venuto alla luce a luglio, cominciammo a immaginarne il volto, lo sguardo. Fu un’emozione unica, mai vissuta prima. Acquistammo un mazzo di chiavi azzurre, di quelle che si mordono, e il caso volle che fu il primo oggetto che il nostro bimbo afferrò a tre mesi e mezzo!

 

Quel giorno chiesi alla mia ginecologa se c’era qualche attività fisica da evitare durante la gravidanza, ed ecco che sfatavo il secondo luogo comune: nessuna. Era possibile fare tutto, anche la corsa! L’unica cosa da evitare erano, ovviamente, gli esercizi per gli addominali e, così, iniziai a fare cyclette a casa e mi iscrissi anche in piscina, ma non per seguire la lezione per le gravide (>, mi disse la dottoressa) ma per fare proprio nuoto libero.

 

Fu molto divertente e mi aiutò a non prendere troppi chili durante i nove mesi di attesa.

 

La sera Lorenzo cominciava a calciare ed io mettevo sulla pancia gli auricolari che suonavano la musica classica! Iniziammo a sistemare la sua cameretta, i colori prescelti furono il verde e il bianco; una cara amica di mia madre ci ricamò delle lenzuola e copertine meravigliose con il suo nome inciso sopra!

 

Ad aprile cominciai a frequentare il corso preparto all’ospedale dove avrei partorito e lì fu proprio la celebrazione delle verità svelate e, ancora una volta, luoghi comuni che si dissolvevano nel nulla: le vere ore di travaglio non sarebbero state 12 come molte mamme raccontavano ma molte di meno (la fase precedente, seppur dolorosa, è di preparazione), nessun alimento è vietato durante l’allattamento (falsa la storia del latte amaro dovuto ai carciofi!), la montata lattea prima o poi arriva e non é vero che alcune donne non hanno latte eccetera eccetera.

 

Fu molto interessante e, successivamente, ebbi modo di constatare di persona quasi tutte queste informazioni. L’estate stava arrivando e mi venne proposto di partecipare a un corso di giornalismo, la mia passione: a otto mesi compiuti, feci pure quello e anche Lore vi partecipò! Il momento del parto stava per arrivare, in felicità assoluta e senza privazioni. Era tutto perfetto e reale: stavo per diventare mamma!

 

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