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Incinta dopo l'isterosalpingografia. Quando la scelta di un dottore fa la differenza

di Nostrofiglio Redazione - 02.04.2013 - Scrivici

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Nell'ultimo anno la voglia di avere un figlio era diventata soprattutto per me un ossessione: non ci dormivo la notte, ogni mese nel bagno all'arrivo del ciclo mestruale la delusione era così tanta che passavo dieci minuti a piangere a dirotto e a chiedermi che cosa avessimo fatto di male per meritarci una tale agonia. Anche mio marito ci stava malissimo. Dopo aver consultato vari medici senza esito, ho fatto l'isterosalpingografia e due mesi dopo...

di Antonella

 

Vorrei raccontare la mia storia perché credo sia importante per tutte quelle donne che si trovano nella situazione in cui mi trovavo fino a pochi mesi fa e possa dare una spinta per affrontare una scelta in maniera coraggiosa.

 

Io e mio marito siamo sposati da quasi sette anni. All'incirca tre anni e mezzo fa, dopo esserci goduti a fondo la vita matrimoniale ed esserci guadagnati una sistemazione economica, abbiamo cominciato a pensare seriamente ad avere dei figli. Ci sentivamo oramai incompleti e non vedevamo l'ora di diventare mamma e papà.

 

La situazione però non si è rivelata così semplice come pensavamo. Dopo i primi tentativi la gravidanza non arrivava. Abbiamo insistito ancora fino al trascorrere del primo anno senza un esito positivo; a questo punto abbiamo deciso di rivolgerci a un ginecologo per capire se il tutto derivava da qualche problema di fertilità, come spesso accade.

 

Dopo una mia prima visita la risposta è che va tutto bene e non c'è da preoccuparsi. Così continuiamo a provarci per altri sei mesi ed ancora nulla. Decidiamo di rivolgerci questa volta ad un andrologo; magari il problema riguardava mio marito. Questo dottore prescrive varie analisi che comprendono permiogramma e spermocultura e dalle stesse comunque appare evidente che anche mio marito risultava essere in piena salute e non doveva esistere, a suo parere, alcun problema nel riuscire a concepire un bambino.

 

Nuovamente abbiamo continuato a provare e riprovare con più intensità, ma purtroppo passavano i mesi e nulla accadeva.

 

Ci siamo rivolti per l'ennesima volta ad un altra ginecologa che mi ha diagnosticato un ovaio policistico e un po' di infezione. Mi prescrisse ovuli, lavande vaginali e acido folico, quest'ultimo da assumere per un minimo di sei mesi per far sì che avesse un effetto benefico.

 

Ci eravamo convinti allora che fosse quello il problema e che forse stavolta ce l'avremmo fatta (anche se poi mi sono resa conto che invece era solo la conseguenza dei rapporti intimi con mio marito, che a lungo andare provocava delle infezioni). Difatti, anche dopo le cure, nulla è successo per svariati mesi.

 

E' da premettere che tutte le visite erano svolte in ambulatori privati, le analisi tutte a pagamento, ed abbiamo onestamente perso il conto di quando denaro abbiamo speso nel fare tutto ciò.

 

Inoltre, nell'ultimo anno, la voglia di avere un figlio era diventata soprattutto per me un ossessione: non ci dormivo la notte, ogni mese nel bagno all'arrivo del ciclo mestruale la delusione era così tanta che passavo dieci minuti a piangere a dirotto e a chiedermi che cosa avessimo fatto di male per meritarci una tale agonia. Anche mio marito ci stava malissimo anche se non lo dava a vedere. La bellezza dell'avere dei rapporti con tuo marito piano piano sfata perché diventava solo un meccanismo per raggiungere uno scopo.

 

Comunque alla fine abbiamo deciso, coscientemente, di rivolgerci ad uno ostetrico ginecologo specialista in fisiopatologia della riproduzione umana molto conosciuto e apprezzato.

 

Mi è rimasta molto impressa la prima visita da lui perché ha capito subito il problema: mi ha subito visitato per accertarsi che il mio apparato riproduttore fosse sano poiché altrimenti non si poteva andare avanti, ha visto le analisi di mio marito e una volta accertato che tutto era apposto ci ha subito illustrato i passi successivi da svolgere rassicurandoci che in un modo o nell'altro avremmo avuto un figlio nostro. I passi da compiere erano diversi (analisi specifiche, rapporti pilotati, stimolazioni, inseminazione artificiale) e man mano che me li elencava ricordo che mi scoraggiavo sempre più, conoscevo quanto fosse faticoso intraprendere questa strada sia psicologicamente che fisicamente ed economicamente.

 

Ci ha subito accennato nella stessa giornata ad un un primo esame particolare da compiere: l'isterosalpingografia un esame di tipo radiografico che viene utilizzato per valutare le condizioni delle tube e della cavità uterina iniettando sotto pressione nell'utero, attraverso un cateterino, un liquido rilevabile dai raggi X. Questo esame in primo luogo garantisce che le tube non siano ostruite, ma in secondo luogo secondo il dottore riesce a liberare le stesse da piccole impurità o non ricordo bene cosa, che possano impedire il passaggio degli spermatozoi.

 

Sotto questo punto di vista esiste un un notevole disaccordo tra gli specialisti, alcuni ritengono che sia consigliabile l'astinenza sessuale subito dopo l'esame perché il mezzo di contrasto utilizzato potrebbe recare danni all'embrione, altri, al contrario, affermano che sarebbe opportuno avere rapporti sessuali subito dopo perché l'esecuzione dell'isterosalpingografia potrebbe favorire l'immediata pervietà delle tube e garantire una gravidanza.

 

Ammetto che ho fatto l'esame con molto scetticismo date le molte delusioni precedenti, dato il fatto che non credevo che saremmo stati così fortunati da fermarci al primo passo, anche perché è stato un esame un po' fastidioso fatto senza l'uso dell'anestesia e ho pensato che se già era brutto questo, figuriamoci i successivi passi quanto sarebbero stati difficili. Fatto sta che ho fatto l'isterosalpingografia a metà settembre e sotto consiglio del medico abbiamo cominciato da subito ad avere rapporti e con lo stupore mio e di mio marito i primi di novembre sono rimasta incinta.

 

Adesso siamo felicissimi e non vediamo l'ora di abbracciare la nostra piccola Sofia. Mi chiedo sempre chissà quanto ancora avrei dovuto aspettare per conoscere la gioia della gravidanza, chissà quanti soldi e tempo avrei sprecato ancora... mi domando se è stato proprio per quello specifico esame ad aiutarmi a rimanere incinta dato che non tutti credono all'importanza dello stesso.

 

Penso però che io e mio marito abbiamo trovato il dottore giusto e credo che tutte le coppie non appena passato il primo anno e mezzo di tentativi falliti non devono aspettare oltre e rivolgersi ad un centro specializzato sulla fertilità perché vi posso assicurare che la paura e l'angoscia si dimenticano presto quando ce la fai e senti che nel tuo grembo si muove la tua piccolina.

 

(Storia di Antonella, scritta per email alla redazione di Nostrofiglio.it)

 

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