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Incinta a 15 anni. Stavo per abortire, ma poi...

di mammenellarete - 26.08.2013 - Scrivici

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É iniziato tutto dalla rottura di un preservativo con un ragazzo conosciuto su un sito di incontri e che dopo un mese non rividi più... quando successe pensai subito che non sarei rimasta incinta, ma dopo due mesi che non mi arrivava il ciclo iniziai a preoccuparmi. Andai a fare il test di gravidanza. Mentre lo facevo ero spaventatissima e pensavo a cosa fare se fosse risultato positivo: avevo 15 anni e una famiglia che non é tra le migliori. Dopo qualche minuto vidi che era positivo e pensai subito all'aborto. Chiamai subito un consultorio che conoscevo vicino San Pietro e mi diedero un appuntamento con un assistente sociale che mi spiegò che cosa dovevo fare e poi con una ginecologa che mi visitò. Mi dissero che c'era poco tempo e che entro quella settimana dovevo abortire o non potevo più farlo. Chiamarono un ospedale e mi dissero di venire venerdì mattina... Mi spaventava l'idea di abortire, ma non potevo tenerlo perché sarebbe cresciuta in una famiglia che non gli poteva dare il meglio e dove c'erano sempre liti e forse anche senza padre... La sera prima di quel venerdì mia madre mi vide strana e mi chiese se fossi incinta (lei ha un sesto senso che riesce involontariamente a sapere tutto su di me e i miei fratelli, siamo sei figli). Io non riuscendo a mentire, le dissi che

ero incinta e che il giorno dopo avrei abortito

Mi chiese se fossi sicura della mia scelta e io gli dissi di sì, anche se non era vero.

La mattina del giorno dopo, mi disse che sarebbe venuta con me e che non mi avrebbe lasciata sola in un momento così delicato.

Durante tutto il tragitto mi chiedeva se fossi sicura di quello che stavo facendo e che se avessi voluto tenerlo, lei mi sarebbe stata affianco. A sentire quelle parole iniziai a rifletterci bene e arrivata in ospedale dissi che non volevo abortire.

Dopo aver detto quella frase, tutti i dottori mi abbracciarono e mi dissero che avevo fatto la cosa giusta. Adesso però toccava dirlo a tutta la famiglia!

(LEGGI ANCHE: LA MIA STORIA DI MAMMA A 16 ANNI)

Gradualmente lo dissi a tutti e furono tutti felici soprattutto il mio fratellino che non vedeva l'ora di non essere più il più piccolo della casa.

I primi quattro mesi andarono benissimo fino a quando andai a fare la morfologica dove mi dissero che non si vedeva il cavo pellucido e che dovevo andare a fare altre ecografie per vedere se c'era. Andai a farle e c'era.

Mi dissero anche che avrei avuto una femminuccia: ero al settimo cielo e quel giorno lo dissi al papá che era felicissimo. Da quel giorno iniziò a chiamarmi tutte le settimane per sapere come stava la piccola...

Il 24 aprile 2013 mi vennero delle contrazioni (la data presunta del parto era il 6 giugno 2013): andai in ospedale e mi ricoverarono per rischio parto prematuro, ma dopo 12 giorni mi rimandarono a casa, tanto che non ero dilatata e le contrazioni erano finite...

(LEGGI: TUTTO SUL PARTO)

I mesi passavano e andava tutto bene fino alle 39esima settima quando quasi tutti i giorni mi venivano le contrazioni, ma in ospedale mi dicevano che non era ancora il momento.

Il 12 giugno 2013 sento che le contrazioni erano diventate più forti, ma pensavo fossero ancora quelle preparatorie e per questo rimasi a casa. Ma le contrazioni diventavano sempre più forti, tanto che il 14 giugno 2013 mia madre mi convinse ad andare in ospedale.

In ospedale arrivammo per le 3 del mattino ed ero dilata di soltanto di 3 cm. Dai 3 ai 5 passarono 4 ore, infatti poi mi diedero una flebo di pitocina e alle 12:49 é nata Claudia Mirta, una bimba di 3.009 kg e lunga 50 cm...

Adesso la guardo e mi pento di aver provato ad ucciderla. Adesso ha 2 mesi e con i suoi sorrisi mi rasserena la giornata. Non mi pento di aver avuto una figlia a 16 anni, ma se tornassi indietro aspetterei di avere un lavoro e una persona al mio fianco. Il papà di Claudia per adesso è presente.

di Guendalina

(Messaggio arrivato sull'email redazione@nostrofiglio.it)

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