Home Storie Pancione

Il movimento per le donne che non vogliono figli

di mammenellarete - 21.02.2012 - Scrivici

nochildren-.180x120
Per molte donne diventare mamma è il momento più importante della vita, quello che aspettavano da sempre e a cui dedicheranno il resto della propria esistenza. È così per la maggior parte, ma non per tutte. In un articolo di Simona Lauri abbiamo scoperto l'esistenza di un movimento chiamato Childfree, nato negli Stati Uniti e che sta prendendo piede anche nel vecchio continente. Questo movimento propone uno stile di vita che afferma "la libertà consapevole e serena di non mettere al mondo figli".

---

Ti potrebbero interessare anche...

Ci sono diverse sfaccettature all'interno del movimento "da un lato, i dink, ovvero le coppie che tendono a posticipare continuamente la decisione di procreare e dall’altro i childfree veri e propri, cioè donne e coppie che decidono deliberatamente di non volere figli e che dichiarano apertamente di non sopportare i bambini, di non tollerarli e di vedere, addirittura, in loro la causa di tutti i mali del mondo".

Fra i consigli più frequenti del movimento ci sono quello di evitare posti dove sono presenti bambini e tagliare i ponti con amici che hanno deciso di mettere su famiglia. Secondo i rappresentanti del movimento "la scelta di non procreare, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è frutto di una scelta “altruistica”, dal momento che, se tutti decidessero di non mettere al mondo bambini, si assisterebbe ad una riduzione dei problemi che affliggono il nostro pianeta terra, primo fra tutti il sovrappopolamento del mondo e la povertà."

Il profilo della donna childfree è quello di una donna in carriera, che si dedica a se stessa e al suo lavoro "Single o in coppia, si dichiarano soddisfatte dei loro rapporti sociali e della loro vita sessuale che, senza il pensiero della procreazione, risulta molto più libera e disinibita. Di fronte alla critiche di chi le etichetta come egoiste, superficiali e donne a metà, le childfree rispondono di sentirsi donne a 360° e accusano la società maschilista, colpevole di aver contribuito a diffondere il mito della donna “generatrice”. Uno stile di vita, dunque, diverso da quello delle donne-mamma ma non per questo, a detta loro, meno impegnato o superficiale, scrive Simona Luari.

Questa presa di posizione ci sembra un po' esagerata e forse manifestazione del disagio di una società in cui l'essere donna e mamma non è più vissuto come una condizione naturale, ma come una questione di status sociale.

Davvero è così impossibile coniugare le due cose, ci chiediamo noi? Deve essere una contrapposizione quella fra donna e mamma?

Ti potrebbero interessare anche...

articoli correlati