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I valori della translucenza erano sballati e mi consigliarono la villocentesi. Feci l'esame, ma qualunque fosse stato l'esito quel bambino io già lo amavo

di mammenellarete - 18.01.2018 - Scrivici

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Fonte: Ipa
Sono rimasta incinta velocemente e alla prima visita era tutto a posto. Poi però i valori della translucenza erano sballati e la dottoressa mi disse di fare la villocentesi. Uscii dall'ospedale in lacrime. Feci l'esame prescritto,  ma dentro di me sapevo che qualsiasi fosse stato l'esito, quel bimbo ormai era il nostro bimbo, e io già lo amavo sopra ogni cosa. Poi finalmente una telefonata: "suo figlio è sano ed è un maschietto". 

Era aprile del 2012 e finalmente decidiamo di cercare un bimbo! La cicogna non tarda ad arrivare: Il 19 maggio, dopo 5 giorni di ritardo, faccio il test di gravidanza. E come immaginavo, positivo! Ero felicissima!

Arriva il giorno della prima visita. Tutto bene. Il mio fagiolino era lì, vedere per la prima volta il suo cuoricino battere forte è stata un'emozione unica e indescrivibile.

Passano i giorni e arriva il giorno della translucenza.

Trascorro una mattina all'ospedale perché il mio piccolo terremoto non stava fermo un attimo e quei pochi valori che la dottoressa era riuscita a prendere non erano il massimo.

Mi dice di ritornare il giorno seguente, così dopo un'intera mattinata ce ne andiamo a casa. Il giorno dopo ripeto l'ecografia. Niente da fare, bi test e valori della translucenza sono sballati.

La ginecologa mi spiega cosa significa, cerca di tranquillizzarmi dicendomi che in ogni caso l'osso nasale c'è e mi consiglia la villocentesi.

Esco dall'ospedale in lacrime, cerco di non pensarci e mi ripeto che andrà tutto bene. Decido di effettuare l'esame, non avrei vissuto bene con quel dubbio per mesi.

Ma dentro di me sapevo che qualsiasi fosse stato l'esito, quel bimbo ormai era il nostro bimbo, e io già lo amavo sopra ogni cosa.

Il giorno della villocentesi arriva, non ci vuole molto.

Le dottoresse sono state bravissime, mi hanno tranquillizzata e tutto è andato per il meglio, dopo qualche ora ritorno a casa. Ora inizia l'attesa, sembra infinita.

Mi ripeto che va tutto bene, ma non pensarci è difficile. Passa più di un mese e finalmente il 10 agosto, il giorno di San Lorenzo, notte delle stelle cadenti, di desideri da esprimere ecco il mio più grande desiderio avverato.

Una telefonata dall'ospedale rompe quel silenzio "Il suo bimbo sta bene, è sano!"... Una gioia infinita!

Arrivano le risposte degli esami a casa e scopriamo che è un maschietto. Tutto prosegue per il meglio, passano i mesi e passa anche la data prevista per il parto e tutto tace! Sono le 3 del mattino del 24 gennaio, mi alzo come ogni notte per andare in bagno e trovo delle perdite di sangue, qualche piccolo dolore che ancora non riesco a capire se siano contrazioni.

Penso di aspettare un po', mi faccio una doccia, e poi alle 7 decidiamo di andare in ospedale per un controllo. Ero un po' in ansia, e al primo bimbo non sapevo cosa aspettarmi. Mi fanno una visita: collo chiuso, tutto tranquillo dicono!

Mi tengono in osservazione date le perdite e mi fanno un monitoraggio.

Nel frattempo inizio a sentire qualche contrazione. Un pochino più forte e con cadenza regolare. Passa un'ora, altra visita!

Pensavo mi rispedissero a casa, invece, con gran sorpresa la ginecologa mi dice "Si prepari per andare in sala travaglio, siamo a 4 cm".

E così verso le 10 mi trovo in sala travaglio. Tra una contrazione e l'altra, emozioni a non finire. Un'ostetrica meravigliosa mi segue, mi aiuta, mi dà forza!

Il tempo passa e il dolore cresce, arrivo a dilatazione completa in poco tempo e poi due ore di spinte. Il cucciolo non voleva uscire, se ne tornava indietro a ogni spinta, così decidono di aiutarmi un po'. Andiamo in sala parto e dopo l'episiotomia, la ginecologa mi spinge con forza sulla pancia a ogni mia contrazione. E finalmente...Dopo tre spinte sento passare tutto il dolore.

Sento una vocina energica piangere, me lo appoggiano sul petto. Sono le 13.45 e ora Alessandro è lì che mi guarda! Sta bene, è sano. L'emozione più grande che si possa provare, amore infinito.

Mamme non perdete mai la speranza! Siate forti perché quei piccoli puntini che crescono dentro il nostro grembo, hanno bisogno di noi!

Storia di mamma Elisa, editata dalla redazione.

redazione@nostrofiglio.it


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