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Gli esami in gravidanza: il tampone vaginale

di mammenellarete - 19.05.2011 - Scrivici

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Uno degli esami fondamentali da eseguire in gravidanza è il tampone vaginale che si effettua all'inizio e alla fine della gestazione. All'inizio del periodo gestazionale, il tampone si esegue per escludere la presenza di infezioni vaginali come la Candida o il Trichomonas che, ad esempio, può provocare un rischio notevole di parto pretermine ed un aumento dell’incidenza di rottura prematura delle membrane.

Il tampone che si effettua alla fine, alla trentasettesima settimana, serve per la ricerca di un batterio specifico, lo Streptococco Beta Emolitico, che non arreca alcun problema alla mamma, ma che potrebbe provocare tutta una serie di infezioni neonatali al bambino, subito dopo la nascita. Viene effettuato sia per via vaginale che per via rettale e sarà analizzato incrociando il risultato delle analisi delle urine.

Se il tampone vaginale sarà positivo e l’urinocoltura negativa, non sarà necessario fare alcuna cura, se, al contrario, sia il tampone che l’urinocoltura risulteranno positivi, sarà fondamentale fare una cura antibiotica con ampicillina, eritrocita.

Se solo il risultato del tampone è positivo, o in mancanza dell'esame stesso, in sala parto i medici somministreranno alla madre una cura antibiotica endovena per evitare preventivamente che l'infezione possa passare al bambino.

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