esami in gravidanza

Una gravidanza da incubo: ho contratto la varicella. Mia figlia è nata sana

Di mammenellarete
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08 Gennaio 2015 | Aggiornato il 22 Settembre 2017
La mia seconda gravidanza purtroppo è stata segnata da diverse difficoltà, la peggiore è stata quella di aver contratto la varicella. Ho portato comunque avanti la gravidanza. Ora la piccola Carolina Pia, nata a settembre 2014, è sana e bella.
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Ho sempre avuto un ciclo irregolare, per questo motivo ho sempre scelto di prendere la pillola. Qualche anno fa il mio dottore mi disse, durante una visita, che se un giorno avessi voluto dei figli, avrei dovuto fare una cura.

Mi sposai il 23 settembre 2011 e rimasi subito incinta. Fu una felicità immensa! La gravidanza andò bene, a parte nausee e vomito, che durarono 9 mesi. Il 8 giugno 2012 con taglio cesareo nacque la mia Maria Giovanna.

La piccola crebbe e io a settembre 2013 smisi di nuovo di prendere la pillola. Il ciclo non tornò però. Decisi che a Natale avrei fatto il test di gravidanza e che, se fosse stato negativo, avrei fatto una cura di progesterone per far arrivare il ciclo. Così avvenne.

Il 13 gennaio non avevo ancora il ciclo: era stranissimo. Feci un'altra volta il test di gravidanza ma era negativo. Purtroppo ebbi anche un blocco alla schiena e mi sottoposi a una settimana di cure con voltaren e muscoril. Prima di prendere di nuovo il progesterone, effettuai le analisi.

Le analisi risultarono positive! Ero alla quarta settimana di gravidanza. Cominciarono le paure per le siringhe fatte la settimana prima, ma, durante i controlli, il dottore mi disse che la gravidanza era partita in ritardo e che si sentiva il battito. Quindi mi tranquillizzai.

Nel frattempo mia figlia prese la varicella, ma io non la temevo in quanto l'avevo già presa da piccola. Eppure dopo 15 giorni mi spuntarono una ventina di bollicine. Feci le analisi: avevo la varicella! Ero alla decima settimana. Leggi anche Varicella in gravidanza su nostrofiglio.it

Corsi dal dottore e lui mi rassicurò, dicendomi che la possibilità che il feto sviluppasse malformazioni fisiche era dello 0,2%. Precisò che sarebbero anche state visibili subito con la morfologica e mi disse che avevo le stesse possibilità di una gravidanza normale. Allo stesso tempo però, il dottore mi parlò di aborto, dicendomi che avrei potuto decidere di farlo.

Dovevo scegliere. Ma io sono sempre stata contro l'aborto volontario. Sono un'infermiera e non ho mai voluto assistere a un IVG. Decisi allora di portare avanti la gravidanza e di aspettare l'ecografia strutturale.

In quel periodo ebbi il mondo contro, famiglia compresa. Tutti mi dicevano: "Fallo adesso, non hai la pancia e non lo senti ancora il bimbo. Soffrirai di meno!" Io rispondevo loro che avrei fatto un aborto terapeutico solo se avessi avuto la sicurezza che c'erano davvero problemi.

Nessuno mi capiva, tranne mio marito, e tutti mi giudicavano. Scongiurata anche una sospetta toxoplasmosi, arrivai alla strutturale, che andò alla grande. Mi tranquillizzai, ma per poco, perché a causa dello stress ebbi per tre volte una rottura prematura eccentrica delle membrane. Per fortuna, con un po' di riposo, guarii.

Avevo il cesareo programmato il 10 settembre. Ero spaventata e ansiosa: solo dopo il parto avrei avuto la sicurezza che la bimba era sana. Alle 14.52, dopo un'ora e mezzo di cesareo a causa delle aderenze, nacque Carolina Pia. 3050 chili per 50 centimetri.

Alla faccia di chi mi diceva di abortire! Attualmente la tengono sotto controllo presso il Policlinico di Napoli. Ma la mia bimba è sanissima, ringraziando il Signore. Aver fede a volte aiuta.

di mamma Monica

(messaggio arrivato tramite la nostra pagina Facebook)

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