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Dedicato alle mamme: "Il bambino dentro te sente!"

di Lucia Carluccio - 28.01.2015 - Scrivici

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Aspettare un bambino è una delle cose più belle che possano capitare ad una donna. Significa essere partecipi a una crescita miracolosa, che avviene con nostra meraviglia ed emozione. Che cosa prova il bimbo nel pancione? Che cosa sente?

Vi voglio aiutare ad iniziare questo cammino. Ebbene sì, siamo abituate, mentre siamo incinte, a leggere e a preoccuparci di quello che ci sarà da fare quando il bambino nascerà, ma, mamme, già ora è il momento di mettervi a fare un "dolce lavoro!"

 

Forse anche prima del sesto mese di vita prenatale il nascituro sente, pensa, sperimenta, ricorda e reagisce all’ambiente! Voi mamme avete già il potere di contribuire a rendere la vita che attende il vostro piccolo migliore. Ma come? (LEGGI ANCHE: CHE COSA SENTE IL FETO NEL PANCIONE)

 

Il feto vede, gusta, a livello primordiale, impara. Il preciso momento in cui le cellule cerebrali si agglomerano e acquistano queste capacità sono ancora misteriose, ma accade. Se nella vita tenderà ad essere come una persona aggressiva o mite, sicura o ansiosa, ciò dipenderà anche (ma non solo, per fortuna!) dai messaggi che gli giungeranno nel grembo materno.

 

Questo non significa che ogni preoccupazione di voi mamme si rifletterà sul bimbo, assolutamente no. Ma un'ansia cronica, profonda, ricorrente, continua o un’ambivalenza acuta nei confronti della maternità possono lasciare un segno profondo sulla futura personalità del nascituro. (Leggi anche: stress in gravidanza, il feto cresce meno)

 

Vi disegno con le parole la situazione: il vostro utero è il primo mondo del bambino, il luogo in cui lui ogni giorno, ora e minuto il piccolo vive e assorbe tutto ciò che percepisce. Se quel luogo è un ambiente caldo, affettuoso, accogliente, il bambino potrebbe aspettarsi la stessa cosa dall’esterno e sarà più ben disposto al mondo di fuori, se già quello di dentro è stato così bello.

 

In tal caso avrà quindi la tendenza ad essere aperto, estroverso, sicuro. Se è stato un ambiente ostile, contratto, negativo, il bambino potrebbe pensare che anche fuori sarà uguale e sarà più portato al sospetto, all’introversione. Che fare quindi? Se il periodo della gravidanza coincide con un periodo brutto per vari motivi, cercate di trovare la migliore strategia per scaricare quello stress che purtroppo accumulate, di concentrare il vostro pensiero sul bambino, parlategli, fategli sentire musica.

 

Quando ero in attesa della mia prima bambina, ero ancora molto giovane e conoscevo ben poco il mondo delle gravidanze. Tuttavia sin dal primo trimestre di gravidanza scrivevo pensando a lei, avevo bisogno già di comunicarle tutte le emozioni che provavo verso la sua nuova incredibile presenza e, non riuscendo a tacere questo desiderio, lo riversavo su carta.

 

Ricordo che intanto avevo la mia mano sul pancino, tacita e come piccione viaggiatore dei miei messaggi. Ovviamente non ricevetti mai risposta, ma sentivo che lei sapeva che C'ERO. Mi sposai che ero appena entrata al quinto mese di gravidanza, accadde che la notte prima del matrimonio la sentii per la prima volta!

 

Sarà stata una coincidenza, sarà stata la sua risposta alla mia eccitazione emotiva, fatto sta che io lo presi come un suo segnale di partecipazione, non sapeva a cosa, ma avvertiva che qualcosa c’era: si, lei sarebbe stata con noi il giorno dopo, il giorno del mio matrimonio. Lei già c’era.

 

Il mio secondo figlio anche reagì ai miei stati d’animo, che erano però diversi, più tesi. Molto stress attraversò la mia seconda gravidanza: il mio bambino, questa volta maschio, cresceva sano e non avevo motivo di preoccuparmi. Credevo, ingenuamente, che fosse irrilevante per lui come io stessi. Lui però (che già era un ribelle!) mi punì o comunque mandò un segnale a dei fastidi che avrà percepito: non si mise in posizione, rimase seduto per tutti i nove mesi, in posizione podalica costringendomi a prenotare il cesareo.

 

Fu poi la manovra sul feto, attraverso il mio addome, a riposizionarlo, a renderlo cefalico e a permettere il parto naturale. Il mio piccolo aveva assunto quella precisa posizione come reazione ad un messaggio ricevuto. La comunicazione empatica tra me e il mio bambino in gestazione c’era, anche se io più volte l’avevo ignorata, e il mio piccolo mi aveva risposto!

 

Il feto non parla, non piange, non può comunicarci se non in questo modo, con il proprio corpo. La cosa sensazionale è che comunque ci comunica! Quindi ci sente e ci risponde. Alcuni esperti sostengono che mettere il bambino in posizione cefalica tramite manovra esterna, voglia dire costringerlo ad una posizione che lui non vuole e che non ha assunto per il preciso motivo di comunicarci un disagio e che, dunque, cambiandola, gli dimostriamo di ignorare il suo segnale. Ma non è certo che sia così.

 

A quel punto, come comportarsi è una scelta personale. È anche successo che la madre in attesa, essendo stata portata alla risoluzione dei suoi problemi o a un cambiamento del proprio atteggiamento, abbia portato spontaneamente il bambino a girarsi, da solo.

 

Dalla ventiquattresima settimana in poi il feto è continuamente in ascolto. Vi sembrerà strano o buffo, ma i rumori e i brontolii del ventre sono i più forti! Ma il suono (perché per loro è un suono) che li domina è il ritmo del cuore. Il cuore della mamma batte da sempre ed è come se batterà per sempre… PUM PUM PUM… finché batte con ritmo regolare tutto è in ordine ed il bimbo è tranquillo. Se aumenta il piccolo sa che qualcosa si “muove”… Quando nascerà vedrete che si rilasserà stando in braccio o ascoltando il ticchettio di un orologio: gli ricorderà il battito del vostro cuore.

 

Qualcosa che invece gli darà molto fastidio è essere urtato: se provate a spingere o urtare il vostro ventre vedrete che il feto si ritrarrà. Lui vuole star comodo, ecco perché la notte spesso è agitato, perché voi mamme la notte spesso avete bruciore di stomaco, crampi alle gambe, nausea, e vi girate da una parte all'altra o dovete andare in bagno più volte, e di conseguenza il bambino si agita. E questo è il motivo per cui il feto nasce con il sonno invertito a volte!

 

Un'altra cosa che probabilmente non vi aspettate è che il vostro piccolo controlla anche le espressioni del viso! Quando? Al quarto mese corruga la fronte, socchiude gli occhi, storce la bocca. Sfiora le labbra, succhia. È sensibile al tatto. Se durante un esame gli si solletica il cuoio capelluto, sposta la testa. E non bevete acqua troppo fredda, gli dà fastidio e come reazione scalcia.

 

Il vostro bambino, dunque, non inizia la sua vita il giorno che nascerà, ma già vive e voi, ora che siete davvero tutt’uno con lui, potete contribuire al suo benessere. Non dovete sentirla come una responsabilità, bensì come una grandiosa opportunità per già dimostrargli e trasmetterci il vostro amore, non ancora tenendolo tra il caldo delle vostre braccia, ma cullandolo con i suoni, le sensazioni, le profonde emozioni.

 

di Lucia Carluccio

 

Sull’autrice

 

Lucia Carluccio è studiosa dell’universo infantile e mamma di due bambini. Insegna e vive in provincia di Milano.

 

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Poesia dedicata a mia figlia
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Lo sciopero del vasino: quando il bambino trattiene la popò

 

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