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Come mi preparo al parto?

di Lisa Sorrentino - 09.07.2013 - Scrivici

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I giorni passano e io mi preparo alla mia bimba in arrivo: lenzuolini, body, tutine per lei. E poi la valigia per l'ospedale, la scelta del passeggino... E nonostante mi sentivo ancora in grado di lavorare, arriva il momento della maternità obbligatoria, alla soglia dell'ottavo mese di gravidanza. I primi giorni scappavano via all'insegna delle faccende domestiche. Poi con tutta la casa bella bellina c'era solo da iniziare a preparare le cose per la principessa che stava per arrivare. 

Finalmente tutte quelle cosine comprate solo per lei potevano prendere luce e iniziare a popolare i suoi cassetti.

Lenzuolini per la culla, body, tutine, teli in garza, vestitini, calzini invisibili, magliettine, lavati rigorosamente a mano e con solo un disinfettante. Si ma non si finiva mai! Tutto steso mi sembrava di essere ritornata piccola, quando insieme a mia madre, lavavamo i vestitini delle mie bambole!

Stirare non è mai stato così piacevole e bello, sognavo mentre il caldo del mese di luglio insieme a quello del ferro, sembravano l'antro dell'inferno dantesco!

Ho iniziato a popolare la casa di strani e dolcissimi animaletti che dovevano allietare le sue giornate, la giostrina per la culletta e a confezionare delle piccole bomboniere per festeggiare il suo arrivo: erano una coppia di scarpine di ceramica rosa e tutto riposto in un cestino. Due enormi orsetti contenevano tutte le sue cose per il cambio e il bagnetto. Il fasciatioio con cassettiera per avere tutto a portata di mano.

La scelta del passeggino è stata molto accurata: la navetta doveva entrare in macchina facilmente, optammo per un trio, in modo da non aver problemi prima dell'anno di età anche per la macchina potendo usare l'ovetto, il passeggino doveva entrare nel cofano della mia Matiz (visto che quello di mia sorella non ci entrava!), e poi tutto doveva stare nell'ascensore più piccolo della norma! Più semplice sarebbe stato riorganizzare il matrimonio! E finalmente trovammo uno che aveva tutte queste caratteristiche e nei colori che ci piacevano: rosa e blu!

La valigia? Ma perché bisogna prepararla prima? Eh già, ti immagini con dolori e contrazioni a ricordare tutto quello che ti serve? E via alla mitica preparazione della valigia, che dopo una piccola indagine conoscitiva, conteneva tutto quello di cui si ha bisogno.

Ora c'era solo da pianificare l'arrivo in ospedale al momento necessario.

Piccolo sopralluogo per verificare la segnaletica e programmazione dell'itinerario stradale da seguire (non servirà mai, perché in realtà mi hanno ricoverata ma perché ormai ero parecchi giorni oltre la data presunta parto!)

Ricapitolando: tutto pronto per l'arrivo della piccola, la valigia in posizione strategica, l'itinerario stabilito e. . . montiamo la culla?????

NOOOOO!!!!!! La culla no! Esiste questa credenza per cui la culla non va montata prima dell'arrivo della piccola, ma a me dava solo fastidio vederla vuota in casa, non per altro!

Gli ultimi 10 giorni furono faticosi, solo perché andavo da mia madre tutti i giorni perché da li era più facile per mio marito raggiungermi dal lavoro.

Ho fantasticato spesso su corse in ospedale, improvvisi laghi per rottura delle acque, come avrei svegliato mio marito in piena notte per annunciargli che era giunto il momento, invece nulla.

Dopo giorni di monitoraggio, con le mie belle gambine, senza dolori né fastidi, sono andata in ospedale, messo il mio pigiamino e atteso fino alle 22 quando poi è scoppiato tutto.

Ma questa è un'altra storia!

Di Lisa Sorrentino: Siamo una famiglia!

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