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Come comunicare la gravidanza al datore di lavoro?

di Maria Cimarelli - 07.11.2011 - Scrivici

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Come comunicare la gravidanza al datore di lavoro? In questo post approcceremo un tema caldo per le donne in attesa: come informare il datore di lavoro della gravidanza.

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Ponendo questi come presupposti imprescindibili, unitamente ai diversi ambienti lavorativi in termini di ruoli svolti, le caratteristiche dell’azienda come propensione alla conciliazione, dimensioni e altre variabili, cerchiamo di trovare un percorso personale in piccoli passi.

Analizziamo:

- il nostro stato di salute, ovvero se la gravidanza già dall’inizio effettivamente presenta problemi evidenti oppure in funzione della tempistica per l’esito di un esame per noi fondamentale prima della comunicazione. Questo aspetto è molto importante sia per un approccio di protezione fisica e psicologica verso noi stesse e il bambino, sia perché nel caso in cui ci fossero piccoli o grandi problemi, il tutto potrebbe apparire evidente a chi ci circonda (famiglia, amici e quindi anche colleghi/ambiente professionale).

- le caratteristiche dell’azienda in cui lavoriamo, del ruolo che ricopriamo, l’area organizzativa, il momento specifico in cui ci troviamo e l’orientamento/clima aziendale verso queste tematiche. Situazioni e scenari cambieranno in un’azienda multinazionale piuttosto che in una piccola-media impresa, in un ruolo di team o di coordinamento, in un’area composta da pochi o molti elementi, in un momento tranquillo del carico di lavoro o cruciale per la chiusura di progetti, in un’azienda che concilia facilmente con i suoi dipendenti o non lascia spazio in questo senso.

le esperienze di altre mamme in azienda e il loro percorso

Sempre più mamme al rientro in azienda hanno problemi di reinserimento e comunicare al momento giusto una gravidanza, concordare un periodo di assenza unitamente alla sincera analisi di cosa vogliamo e ci aspettiamo nel periodo pre e post-maternità, tornerà utile sia a noi stesse sia all’azienda che potrà programmare il tutto più semplicemente.

- il nostro “carattere”: siamo persone che riescono a mantenere un segreto o siamo come libri aperti davanti a chi ci conosce in tutti gli ambiti?

Personalmente l’ultimo aspetto per me ha avuto il peso più importante in termini di serenità e condivisione della mia gioia, ma ogni donna e famiglia vivono situazioni diverse e dare una risposta univoca sarebbe impossibile.

Spero che questi piccolo consigli vi saranno di aiuto e supporteranno!

Maria Cimarelli Working Mothers Italy Foto: Flickr

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