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Citomegalovirus alla ventesima settimana. Per fortuna ora ho una bimba sanissima

di mammenellarete - 22.09.2017 - Scrivici

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Fonte: Pixabay
Ho scoperto di essere positiva al citomegalovirus alla 20esima settimana di gravidanza. Tutto si sarebbe potuto evitare se il ginecologo mi avesse fatto fare l'esame a inizio gravidanza. Per fortuna ora abbraccio la mia bimba sanissima, che tra pochi giorni compirà 2 anni. Vi racconto la mia esperienza.

Sono mamma di due bimbe, la mia seconda gravidanza iniziò male: rimasi a letto per un periodo di 3 mesi per un distacco parziale della placenta. Al termine di questo periodo non potetti tirare un sospiro di sollievo perché alla 20esima settimana il mio ginecologo, insieme alle analisi di routine, mi fece fare anche l'esame per il citomegalovirus. Risultai positiva: purtroppo il ginecologo si era dimenticato di farmi fare l'esame a inizio gravidanza e l'unica certezza che avevo era che durante la prima gravidanza ero invece risultata negativa.

A quel punto mi recai dall'infettivologo migliore della mia città, il quale mi fece subito fare l esame dell'avidity, che permette di capire se il virus è stato contratto nelle ultime settimane o prima. Esame utilissimo se fatto a inizio gravidanza, ma purtroppo inutile nel mio caso in quanto l'avidity va indietro di massimo 16 settimane. In tal modo restano scoperte proprio le prime 4, che sono le più pericolose.

Infatti il medico mi spiegò che il citomegalovirus è molto diffuso e la maggior parte delle popolazione lo contrae nella vita a volte senza nemmeno accorgersene perché i sintomi possono anche essere molto lievi e si possono talvolta confondere con una banale influenza. Da quel momento iniziò il calvario. I rischi per il feto che contrae il citomegalovirus al momento del concepimento o subito dopo sono molteplici e alcuni sono gravissimi.

Alla ventesima settimana non puoi nemmeno decidere di interrompere la gravidanza, nemmeno se la situazione fosse davvero grave (fortunatamente non ho nemmeno dovuto pensarci) perché per legge in Italia sei fuori tempo. L' ansia ti assale e inizi a sperare con tutte le tue forze che tutto vada bene. Una serie di esami del sangue, risonanza magnetica e eco interne di secondo livello man mano hanno scongiurato il peggio: niente ritardi mentali, niente malformazioni e nessun altro problema visibile.

Ma nel frattempo le settimane passavano e le visite si ripetevano con buon esito. Purtroppo però rimanevano dei dubbi sulla vista e l'udito che a detta dell'infettivologo si potevano constatare solo al momento della nascita, facendo un esame alla bimba. Se fosse risultata negativa, i problemi sarebbero finiti lì, se al contrario fosse stata positiva si sarebbero dovuti fare accertamenti per anni (se non sbaglio fino ai 3 anni).

Quindi portai con me ansia e paure fino al giorno del parto e feci moltissime analisi ed eco interne di secondo livello. Fortunatamente la mia bimba non aveva contratto il citomegalovirus. Finalmente tirai un sospiro di sollievo dopo 41 settimane di paura.

Nel mio caso tutto si sarebbe potuto evitare se il ginecologo mi avesse fatto fare l'esame a inizio gravidanza. Ovviamente il mio ginecologo non mi ha più visto e ora abbraccio la mia bimba, che tra pochi giorni compirà 2 anni. Finisco col dare un abbraccio a tutte le mamme che vivono situazioni analoghe alle quali va il mio 'in bocca al lupo'.

di Ileana

(storia arrivata come messaggio privato sulla pagina Facebook)

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