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Bisogna prendere le cose come vengono. E cercare di affrontarle con grande coraggio e serenità

di mammenellarete - 28.04.2014 - Scrivici

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Le cose non si programmano capitano e basta. Iniziò così la mia storia. Per una serie di complicazioni personali ci siamo sposati piccoli: 18 anni lui e 19 io. Una breve cerimonia al comune e nulla più. Abbiamo sempre sognato una funzione religiosa, ma non era ancora il momento, dovevamo finire l'Università. Così nel frattempo passarono gli anni, io e mio marito iniziammo a lavorare e decidemmo

finalmente di cercare una casa da comprare e magari organizzare quel matrimonio che abbiamo sempre desiderato. Ma come ho detto prima, le cose non vanno mai secondo i nostri piani, infatti scopro di essere incinta... Ero letteralmente scioccata. Avevo il test in mano e non ci credevo. Stessa cosa per mio marito. Ci sono voluti giorni per riprenderci, perché anche se era una cosa bellissima, non ce la aspettavamo. Io ero impaurita, anche se ossessionavo mio marito perché volevo un bambino, là per là mi sono sentita smarrita ed impreparata.

 

Il progetto della casa l'abbiamo subito dovuto abbandonare perché c'erano sicuramente altre priorità economiche. E così iniziammo il viaggio della gravidanza.

 

Ho passato i primi mesi serenamente, poi feci l'esame della traslucenza nucale e uscì nei limiti del massimo. Mi dissero di non preoccuparmi. Poi c'era del liquido nel cervello del bimbo che però poi si assorbì tutto fortunatamente ed infine negli ultimi mesi non cresceva più.

 

Insomma ho avuto preoccupazioni su preoccupazioni.

 

Arrivai al termine e il piccolo non ne voleva sapere di uscire. Il mio ginecologo mi ricoverò e disse che la mattina seguente mi avrebbe fatto il cesareo. A mezzanotte mi vennero i dolori ed ebbi un travaglio di 9 ore e mezzo fino a che ad un certo punto il cuore del mio tesoro si stava fermando... così mi portarono d'urgenza per il cesareo. Non hanno nemmeno avuto il tempo di farmi la spinale, mi addormentano con l'anestesia totale.

 

E dopo soli dieci minuti mi svegliarono, chiesi se era vivo e mi dissero che era andato tutto bene.

 

Ora il mio amore ha quasi 4 mesi, è sano come un pesce ed è un bambino gioioso.

 

I nostri progetti si sono invertiti: da casa, poi chiesa e avere un bambino abbiamo fatto l'inverso.

 

Nulla è per caso, nulla è come vorremmo che fosse, l'ho imparato sulla mia pelle. Bisogna prendere le cose come vengono. E cercare di affrontarle con grande coraggio e serenità. Un abbraccio a tutte le mamme e quelle ancora in attesa.

 

Con affetto una vostra lettrice appassionata

 

di Liubov

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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