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Arteria ombelicale unica, golf ball nel cuore e intestino iperecogeno: mi hanno parlato d'aborto

di mammenellarete - 15.05.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Letizia è il mio uragano di vita e io ho tenuto duro e il ringrazio il test del DNA fetale fatto. Alla morfologica infatti mi hanno riscontrato arteria ombelicale unica, golf ball nel cuore e intestino iperecogeno

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Arteria ombelicale unica

Quando ho scoperto di essere incinta ho deciso di fare il test del DNA fetale (test non consigliato a chi è giovane, come se le cose brutte accadano solo alle donne over 35). Me ne frego del parere altrui ed io ed il mio compagno decidiamo di investire i quasi 1000 euro meglio spesi di sempre. Non so quante volte aprissi l'email ogni giorno per controllare che fosse arrivato il referto.
Arriva il risultato tanto atteso mentre ero in fila in cassa… ed è perfetto. Non risultano mutazioni e sembra vada tutto alla grande. È femmina, ha il mio gruppo sanguigno e non potrei essere più felice di così.
Tutto sembra incastrarsi perfettamente.

Inizio a fantasticare su come possa essere il suo volto e soprattutto come chiamarla. Faccio i primi acquisti con il cuore a mille.
Arriva poi il primo esame di screening, la traslucenza nucale, anche lì tutto bene, i valori sono bassissimi e vivo la gravidanza serena.

Va tutto benissimo quindi, fino al giorno della morfologica quando, una visita che per me significava solo vedere in schermo la mia piccola (beata ignoranza!), si trasforma in un incubo.
Io ero in sala visite da sola per via del Covid, loro erano in 4 che analizzavano gli organi della mia piccola. Fuori c'era mia mamma ad aspettarmi che poi mi confessò che aveva capito che qualcosa non andasse: "non uscivi più".

Arteria ombelicale unica, golf ball nel cuore e intestino iperecogeno.
Mi prescrivono immediatamente una morfologica di secondo livello per capire quale possa essere la malattia di cui soffre la mia bambina e nel frattempo iniziano a parlare tra di loro, non capisco niente di tutte quelle parole strane, riesco solo a cogliere i nomi di una serie di malattie. La mascherina nasconde per fortuna il mio volto.

Volevo solo scoppiare a piangere e tornare a casa.

Devo fare una visita urgente

Esco dall'ospedale con una ricetta in mano da prenotare con urgenza. Ovviamente il SSN non ha posto e devo prenotare privatamente, sempre in ospedale. Ma è l'ultimo dei miei pensieri in quel momento perché per fortuna non ho problemi economici, ma il mio pensiero va a chi non può permettersi determinati costi. Vabbè…

Ecco che dopo 2 giorni, il 16 di aprile di pomeriggio arrivo all'appuntamento. Inutile dire come ho trascorso i giorni in attesa. Interminabili. Entro in sala visite, c'è ad attendermi una dottoressa relativamente giovane con i capelli lunghi ricci biondi, con l'accento romano, un viso simpatico ma con un modo di parlare molto, troppo, schietto che un po' mi turba. Legge il referto ed inizia a parlarmi della possibilità di abortire. "La sensibilità dove l'abbiamo lasciata?!" penso io nel frattempo che lei parla. E poi aggiunge "Non in Italia, ma in Svizzera, perchè qui da noi superate determinate settimane non è più possibile".

Una doccia gelata. Io non volevo nemmeno sentirla quella parola, non avevo mai considerato l'opzione che potesse capitare a me, a noi. E mi ritrovavo addirittura a dover partire per poter interrompere la gravidanza.

All'ennesima ecografia, la bella notizia

Decide poi di effettuare l'ennesima ecografia e dopo un'ora di visita e dopo aver consultato anche un'altra collega mi da la notizia più bella di sempre. Uno dei tre problemi che avevano riscontrato precedentemente (l'intestino), il più grave, non c'era più.
Saltavo dalla gioia. Avrei dovuto solo fare, da lì fino alla scadenza, controlli ogni due settimane per vedere come crescesse, al massimo un cesareo, ma nulla di più. Le prospettive erano ottime.
Ed ecco che visita dopo visita sono arrivata a partorire con induzione a 41+5 una bambina sana di 3,150kg x 53cm.


La mia Letizia. Lei ce l'aveva fatta! Nonostante i problemi era riuscita a crescere grande ed in salute.

Ma io sapevo che la mia bimba era un segno del destino, lei era arrivata così all'improvviso per migliorarmi la vita e non se ne sarebbe andata. Lei è il mio uragano di vita 

Ma nei mesi ho iniziato a vedere molte situazioni diversamente. Inizi a realizzare che una gravidanza fisiologica è una benedizione, non è la normalità. Senti tante storie brutte, di ripetuti aborti alle prime settimane o di malattie scoperte nel tragitto. Di bambini nati malati o peggio ancora morti al parto e tante storie di terapie intensive. E si parla troppo poco della verità. Ho scoperto che 1 gravidanza su 5 non va a buon fine. Sono percentuali altissime. Certo, è la natura che fa il suo corso (un abbraccio a tutte le mamme che hanno perso un figlio nel tragitto), ma mi chiedo perché fossi arrivata all'età di 26 anni senza saperlo. Da fuori sembra sempre tutto "rosa e fiori" ma non sempre è così. Mi chiedo perché ad ogni visita i medici mi chiedessero stupiti perché avessi deciso di fare quel benedetto test del dna. E fu davvero benedetto per me, perché è stato proprio lui a farmi sperare in bene durante tutta l'attesa e ad evitarmi ulteriori metodi di analisi più invasivi. Vorrei specificare che il DNA fetale non è il metodo più completo, non da una lettura totale del feto, per quello c'è l'amniocentesi e la villocentesi che però appunto hanno una piccola % di rischio.
Mi dico che c'è ancora tanto da fare dal punto di vista sanitario.
In tutte le regioni di Italia dovrebbe esserci la possibilità, così come in Veneto o in molte nazioni all'estero, di poter effettuare questo test GRATUITAMENTE.

Perché qui si parla della vita e della salute dei nostri figli. Conoscere una malattia significa poter intervenire subito anche nella cura o dare la possibilità ai genitori di scegliere di abortire per amore del proprio piccolo.
E vorrei anche ribadire l'importanza di una figura di supporto in ospedale per ogni paziente. Perché da soli non si può e non si deve stare.

Vittoria

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