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Allarme sull'assunzione prolungata dell'acido folico

di mammenellarete - 11.01.2010 - Scrivici

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L'acido folico è notoriamente consigliato alle donne in gravidanza per prevenire malformazioni nel nascituro. Tuttavia, uno studio australiano pubblicato dall’American Journal of Epidemiology getta dubbi allarmanti sull'assunzione oltre il primo trimestre di gravidanza.

Lo studio è stato condotto da un team dell'Università di Adelaide in Australia, coordinato dal dottor Michael Davies.

I medici hanno misurato l’incidenza dell’asma in più di 400 bambini le cui madri erano state seguite fin dall’inizio della gravidanza e ne hanno rilevato che, del 12% dei bambini che hanno manifestato sintomi d'asma, quelli le cui madri assumevano acido folico dopo la trentesima settimana di gravidanza hanno avuto un 25% di probabilità in più di soffrire d’asma a 3 anni rispetto ai bambini le cui madri non hanno assunto la sostanza fino a fine gravidanza.

Davies tiene a sottolineare che lo studio non mette assolutamente in dubbio i benefici apportati dall'acido folico, ma mette in guardia sulla sua assunzione oltre il primo trimestre di gravidanza.

I ricercatori invitano comunque alla cautela nel recepire certe informazioni perchè per dare certezza scientifica alle conclusioni dello studio australiano occorrono ulteriori ricerche su campioni molto più allargati.

Importante comunque evidenziare come non sia invece stato rinvenuto alcun collegamento tra l’asma e l’acido folato, forma naturale dell’acido folico che si trova in alimenti come fagioli, lenticchie, noci, succo d’arancia e spinaci.

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