mamma giovane

Felice di essere mamma a 18 anni!

Di mammenellarete
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13 Gennaio 2015
Kimberly insieme al marito e a Nicholas
Ho partorito a 18 anni un angelo di nome Nicholas. Mio marito è rimasto sempre accanto a me, così come tutti i miei cari parenti. E' stato un momento meraviglioso. E pensare che quando abbiamo detto in famiglia che saremmo diventati genitori la presero tutti malissimo. 
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Vivo in Liguria e ho 20 anni. Conobbi mio marito quando ero davvero giovanissima. Avevo appena 12 e lo incontrai a scuola. Ci innamorammo, ci fidanzammo e restammo insieme tre anni. Poi, sapete com'è, la vita a volte separa. Crescendo, prendemmo strade diverse. Ma a 17 anni ci incontrammo di nuovo. Ci guardammo negli occhi e sembrava che nulla fosse cambiato. Ci sembrò naturale tornare insieme.

Parlavamo spesso di mettere su famiglia. Era il nostro sogno. Il coronamento del nostro amore. Provammo ad avere un bimbo, ma non riuscimmo subito. Dopo sette mesi, esattamente il 7 agosto, iniziai a "star male". Allora effettuai il test, sospettando una gravidanza. Mentre lo facevo, lui era con me. Che angoscia, che emozioni, che speranze. Sette mesi di ricerca e tutto si basava su quel test tra le mie mani.

Dopo pochi minuti, lo guardai per bene. Non ci potevo credere, che delusione! Mi sembrava negativo. Maa lui si accorse che c'era una seconda linea chiarissima. Era così sottile che era addirittura difficile vederla. Un filo impercettibile. Un sogno che si stava realizzando. Ero incinta di tre settimane! Ma il difficile doveva ancora arrivare: dare la notizia ai nostri genitori. Io avevo appena compiuto 18 anni e lui ne aveva solo 17.

Dopo una settimana trovammo il coraggio di farlo. Io lo dissi a mia madre per messaggio. Era il massimo che mi sentivo di fare. E lui alla sua, lo disse di persona. La presero malissimo! Sua madre voleva a tutti i costi che io abortissi. All'inizio anche mia madre voleva che io rinunciassi a mio figlio, ma poco dopo cambiò idea. Pensare che era una gravidanza tanto desiderata e cercata...

Non ebbi una gravidanza felice, perché, nei primi mesi, litigavamo ogni giorno con sua mamma. Mia madre accettò l'idea della gravidanza e già al terzo mese comprò moltissimi oggetti per il bimbo. Speravamo tutti che fosse una femmina, ma al quarto mese scoprimmo che era un maschio. Ovviamente eravamo ugualmente felicissimi.

Eravamo anche preoccupati perché mio marito non aveva un lavoro e vivevamo a casa di sua madre, mentre lei stava dal compagno.

Infine, dopo tante discussioni, le acque finalmente si calmarono in famiglia.

Finalmente un po' di tranquillità? E invece no. Dal quarto mese iniziai ad aver problemi, perché il piccolo voleva già nascere. Dovetti perciò stare a riposo assoluto.

Il tempo passava... la mia pancia cresceva. Noi fantasticavamo sulla nostra futura famiglia. Una settimana prima del parto ricevemmo una splendida notizia. Mio marito ebbe una chiamata di lavoro! Tutto pian piano si stava risolvendo. Non potevamo essere più felici!

Una mattina, esattamente quella dell'undici aprile del 2014, mi alzai alle 6 per andare in bagno. Mi sentii subito un po' "strana": dopo mezz'ora ero in ginocchio e urlavo per i dolori.

Era iniziato il mio travaglio. Chiamai mia madre e alle 08.30 ero già in ospedale. Feci una doccia calda e andai a letto. All'ora di pranzo non toccai cibo, mi sentivo davvero troppo male. La ragazza che era in stanza con me chiamò l'ostetrica, che decise di portarmi in sala parto. Per tutto il giorno entrai ed uscii dalla vasca, ma continuava a non accadere niente.

Ero dilatata di circa quattro centimetri. I dolori aumentarono. Alle 16.00 decisero di indurmi la rottura delle acque e le contrazioni si fecero ancora più forti. La dilatazione era però sempre uguale. Mi fecero l'epidurale, che non servì a nulla!

Alle 20.00 ero a circa cinque centimetri. I dottori pensavano già a un parto cesareo. Dopo mezz'ora iniziai a spingere e giunsi ad una dilatazione di sette centimetri.

Mi dissero che avrei partorito dopo la mezzanotte. Invece, dopo tanto dolore, alle 22.03 nacque il mio principino Nicholas! Durante l'ultima spinta a mio marito venne la "brillante idea" di abbracciarmi... per poco non lo strangolai!

Quando gli infermieri mi diedero il mio cucciolo, ero incredula. Lui era così bello e così piccolo... Tutte le persone care erano con me in ospedale.

Erano tutti presenti: i miei genitori, mia suocera e mio marito, che non mi aveva mai abbandonato, neanche per un secondo.

di mamma Kimberly

(messaggio arrivato tramite la nostra pagina Facebook)

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