Terapia intensiva neonatale

Setticemia e arresto cardiaco dopo la nascita. Il mio Samuele è un miracolo

Di mammenellarete
neonato1

15 Marzo 2018 | Aggiornato il 12 Luglio 2018
Dopo il parto, scoprii che il mio piccolo era stato male. I dottori dissero a me e a mio marito che Samuele aveva avuto una setticemia che lo aveva portato all'arresto cardiaco con relativa ischemia cerebrale. Ce lo fecero vedere: il suo corpicino era pieno di aghi, fili, cerotti. Oggi Samuele ha tre anni e sta benissimo. E' il mio miracolo. Per fortuna il mio guerriero non l'ha data mai vinta a nessuno. 

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Era agosto 2014. Avevo già avuto un aborto. Il 17 agosto alle 4 del mattino scoprii di aspettare il mio secondo bimbo.

 

Aspettavo un secondo maschietto: questa gravidanza fu totalmente differente dalla prima: mentre per Simone mi sentivo invincibile e bellissima e non avevo mai un disturbo, per questa, già da giorni prima del test, avevo nausee continue, vomito, superdebolezza.

 

Comunque la gravidanza andò avanti e il 4 dicembre per la mia grandissima felicità scoprimmo che Simone avrebbe avuto, come già detto, un fratellino. A 35 settimane cominciai ad avere contrazioni. Mi dissero che era pronto per nascere, ma che doveva aspettare ancora un pochino e arrivai così a 37 settimane.

 

Per mancanza di liquido decisero di indurmi il parto, era arrivato il momento. Mi ricoverarono sabato 4 aprile 2015 alle 8 del mattino, a mezzogiorno mi fecero la tanto temuta 'manovra', ma niente. Alle 16 ebbi contrazioni fortissime, una dietro l'altra e alle 18.30 eravamo pronti per spostarci in sala parto. Dopo tre spinte Samuele alle 18.54 nacque. Con un' ugola da far invidia a Pavarotti.

 

3 chili e 40 grammi per 51 centimetri. Era un bimbo bellissimo ed era identico al fratello. Effettuarono i primi controlli, lo lavarono e vestirono con la sua bella tutina con cravatta. Venne il pediatra e mi rassicurò, dicendomi: "Suo figlio è sanissimo, 10 di apgar". Me lo portarono e lo baciai, lo annusai e il mio cuore iniziò a battere all'impazzata.

 

Dopo ore io, visto che mi sentivo benissimo, chiesi che Samuele, dopo i controlli e le fatidiche 4 ore, mi fosse portato in stanza, anche se era tardi. Si fecero le undici, poi mezzanotte e infine l'una e le due. Samuel non arrivava, pensavo che per farmi riposare me lo avrebbero portato la mattina dopo.

 

Io ero agitata e non dormivo. Alle 2.30 del mattino vennero in camera 3 puericultrici, mi guardarono e mi dissero: "Ce la fai a camminare? Devi venire al nido con noi, il pediatra vuole parlarti". Capii subito, qualcosa era successo al mio bambino.

 

In 2 secondi ero al nido e chiesi di vedere Samuele, non risposero, il pediatra mi disse: "Signora si sieda". Io restai immobile e chiesi cosa fosse successo e dov'era Samuele. Lui: "Signora Samuele ha avuto un arresto cardiocircolatorio". Credo di essere svenuta in quel momento a quelle parole: nella mia testa ronzò solo una parola: MORTO.

 

Mi ripresi e il pediatra mi disse che dovevo stare tranquilla, poiché erano riusciti a rianimarlo dopo 2 minuti di asfissia, ma c'era stato bisogno di intubarlo perché da solo non respirava.

 

Chiesi di poterlo vedere, mi dissero di sì, ma intanto mi avvisarono che sarebbe stato trasferito ad un altro ospedale per effettuare una pratica: "l'ipotermia neonatale" per diminuire eventuali danni dovuti all'asfissia. Lo vidi: era immobile nella culletta solo con il pannolino, gli stavano effettuando la respirazione artificiale.

 

Il suo petto si gonfiava. Gli strinsi forte la manina gelida e gli dissi subito: "Non mollare, la mamma non ti lascerà mai solo". Alle 4.30 del mattino firmai e seguii il mio bambino come gli avevo promesso. Arrivammo a Roma, gli effettuarono tutti i controlli, a noi non dissero nulla. Io e mio marito restammo fuori senza sapere nulla. A mezzogiorno ci chiamarono, la dottoressa mi guardò e mi disse: "Ma come fa ad essere già qui, Signora doveva rimanere in ospedale".

 

Non la sentii nemmeno, volevo sapere solo dov'era il mio bambino e lei mi disse: "Signora io non so se Samuele ce la farà ad arrivare a stasera! Io e mio marito eravamo disperati. Volevamo sapere cosa era successo. Era un bambino nato sanissimo.

 

Ci dissero che Samuele aveva avuto una setticemia che lo aveva portato all'arresto cardiaco con relativa ischemia cerebrale. Ce lo fecero vedere: il suo corpicino era pieno di aghi, fili, cerotti. Macchine rumorosissime erano intorno a lui. Cominciarono ad effettuargli l'ipotermia, in pratica rimase congelato per 72 ore.

 

I giorni passavano e malgrado i medici non ci dessero mai speranze, noi vedevamo che comunque lui cominciava a reagire ai nostri stimoli. Io lo vedevo migliorare di giorno in giorno. Dopo un mese venne svegliato dal coma, vidi i suoi occhioni verdi per la prima volta. Fu 'stubato' il giorno dopo ed io lo presi in braccio finalmente! Mi fecero provare a dargli il latte, scoraggiandomi sul fatto che non avrebbe mangiato, non essendo abituato.

 

Samuele ciucciò subito 60 grammi di latte! Tutti increduli. Passarono i giorni e la risonanza confermò le lesioni al cervello, la parte colpita sembrava essere la zona motoria e del linguaggio. Ci dissero subito che Samuele non sarebbe stato un bambino "facile" e che avrebbe avuto una vita davvero difficile. La dottoressa ci disse addirittura che Samu non avrebbe mai camminato e nemmeno parlato e che avrebbe avuto bisogno del sondino per mangiare.

 

Dopo 2 mesi, ci mandarono a casa con queste diagnosi. Il mio pediatra lo vide subito e, guardandolo, mi disse: "Se non mi avessi spiegato tu tutto questo e non avessi letto la sua cartella clinica, io non direi mai che Samuele è un bambino problematico". I controlli andarono avanti, ma nessuno dei medici si spiegava il fatto che le carte dicessero cose brutte e differenti da quelle che Samuele riusciva invece a fare!

 

Insomma per fortuna il mio guerriero non l'ha data mai vinta a nessuno. A 5 mesi abbiamo iniziato l'autosvezzamento, non ha mai avuto problemi a mangiare, a 6 mesi ha cominciato a gattonare, a 11 mesi correva e tra poco farà 3 anni. Mi fa già discorsi da bambino grande, riprendendoci se qualcosa per lui non va bene. Canta tutte le sigle dei cartoni e non solo... recita le poesie! Io non so se sia stato un miracolo, ma sicuramente lui è un grandissimo guerriero. Il mio piccolo, ma già grande guerriero Samuele.

 

di Federica

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook)

 

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