Storie di mamme

Mia figlia portata via dalla Sids

Di mammenellarete
mum

20 Agosto 2015 | Aggiornato il 11 Dicembre 2017
La nostra vita era semplice e perfetta. Eravamo felici con le nostre tre figlie ... Poi arrivò quel maledetto venerdì e il dolore entrò prepotentemente a scombussolare la nostra esistenza. La mia piccola di otto mesi è stata portata via dalla Sids, la cosiddetta morte in culla

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Diventai mamma a 18 anni. Non per scelta, ma così è accaduto. Così è fuggita l'adolescenza spensierata. Ma non ho alcun rimpianto, anzi. Con il papà della bimba non è andata bene. Era il mio "secondo" ragazzo importante e la nostra storia è durata sette anni.

 

Quando la mia bimba aveva quattro anni conobbi il mio attuale compagno. Un giorno forse sarà mio marito... chi lo sa. Per il momento non ci serve una cerimonia o un foglio di carta per dirci che ci amiamo e ci rispettiamo.

 

Dopo solo un anno decidemmo di avere un figlio. Arrivò praticamente subito. Un mese di attesa per smettere la pillola e il mese dopo il ciclo non arrivò. Feci il test di gravidanza per sicurezza, ma il mio cane già mi aveva dato i primi "segni di delicatezza conosciuti" quando attendevo la prima bimba.

 

A novembre nacque la mia seconda bimba: Andrea. Bella e sana (e quale mamma dice il contrario!). Poco tempo dopo decidemmo di cercare un maschio e di fare ancora un tentativo. A 18 mesi di distanza da Andrea, arrivò ancora una bimba: Mia. Un altro gioiello.

 

Quando seppi che era una bimba mi resi conto che ero felicissima. Tre sorelle. Mi sembrava la perfezione. Me le immaginavo giocare insieme, prepararsi e un giorno uscire insieme. Proteggersi e diventare inseparabili. Andrea era incredibilmente rispettosa di Mia.

 

Quando dormiva non faceva rumore e appena si svegliava correva da lei entusiasta e felice. Dormivano insieme e vivevano in simbiosi. La più grande le osservava come se fossero la cosa più bella che ci fosse. Ma la felicità quando è semplice e pura, a quanto pare non dura. Quella mattina, un venerdì come tanti, dovevo andare a fare la spesa.

 

Cora, mia figlia più grande, era a scuola. Misi la giacca ad Andrea e intanto il papà decise di svegliare Mia, messa a dormire 10 minuti prima. Quando l'avevo salutata per la nanna mattutina non avrei mai immaginato che Mia... la mia piccola Mia di circa otto mesi si sarebbe addormentata e mai più svegliata.

 

Mai avrei immaginato che quelle manine energiche mi avrebbero stretto le guance per l'ultima volta.

Mai avrei immaginato che quel bacino pieno di saliva sarebbe stato l'ultimo.

Mai avrei immaginato che quella bimba sorridente e piena di vita, ci avrebbe lasciato. Dieci minuti. Ecco cosa ci hanno separato.

 

In un attimo la nostra realtà è diventato un incubo. Un incubo da cui io onestamente, ancora non riesco ad uscire.

 

Tutti i giorni il pensiero mi riporta a quel giorno.

 

A quello schifoso momento in cui ho dovuto guardare negli occhi le tue sorelle e spiegare che tu non saresti più tornata. A quell'infernale giorno in cui chiunque ha provato a riportarti da noi. A quell'attimo in cui ho dovuto prendere in braccio il tuo corpo e cercare di essere razionale.

(Sulla Sids, o morte in culla, leggi l'articolo)

 

A quell'attimo in cui mi sono trovata davanti al tuo visino pallido, immobile e surreale. Sicuramente a tante, troppe mamme è successo. Non mi capacito come possa succedere una cosa del genere. So solo che tu... sarai sempre Mia. E nessuno di noi ti dimenticherà mai.

 

La tua mamma

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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