Storie di mamme

Mamma a 40 anni: incinta quando ormai non ci speravo più

Di mammenellarete
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17 Ottobre 2017
Avere un figlio non è stata una priorità fino al giorno in cui ho davvero desiderato averne uno. Solo che non arrivava più, forse era troppo tardi, avevo sprecato il mio periodo fertile. Così quando saltai il ciclo, pensai a una menopausa anticipata. Poi il dottore mi prescrisse le beta: ero incinta. Il mio piccolo nacque con un parto difficile. Inoltre  gli riscontrarono una malformazione al palato e a quattro mesi dovettero operarlo. Ma ora sta bene e siamo felicissimi.  

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Ciao! Diciamo che avere un figlio non era nelle mie priorità, finché ad un certo punto della mia vita ho iniziato a desiderarlo, ma non arrivava più.

Credevo di aver sbagliato tutto, aver sacrificato il mio periodo fertile per il gusto di godermi la vita fra viaggi, discoteche e cene con gli amici.

E intanto mi sentivo sempre più sola, creando un abisso fra me e mio marito.

Quando, ad un certo punto, l'anno scorso inizio ad avere delle discontinuità col ciclo mestruale, faccio un test di gravidanza ed esce negativo, mi reco dal medico esponendo il problema, credendo di avere una menopausa anticipata.

 

 

Prima di eseguire alcuni esami, mi obbliga a fare un altro test in ospedale per controllare le beta hcg.  Io scoppiai a ridere dicendogli che il test l'avevo già fatto, comunque ok, l'avrei ripetuto.

Quando andai a ritirare l'esito, e vidi che erano a 57, per poco non sono svenuta. Ho acceso una sigaretta dicendomi: "Ok questa è l'ultima", e mi sono recata al lavoro, pensando che a breve il mio capo mi avrebbe uccisa, siccome alla prima domanda al colloquio "desideri un figlio", gli avevo detto di no e sono entrata in una specie di sogno.

All'ora di pranzo chiamai mio marito e glielo dissi. Lui rimase interdetto. Dopo pochi giorni andai dal ginecologo per la prima visita e quando sentii il cuoricino battere mi misi a piangere di gioia.

Io quel cuoricino lo volevo a tutti i costi. Si capovolse la mia vita, finalmente avevo qualcosa per cui vivere. Dopo una gravidanza fatta di qualche nausea e molte scosse di terremoto, una notte si rompono le acque, corriamo in ospedale, al terzo giorno si blocca il travaglio e via con induzione di ossitocina.

 

Parto difficile ma alla fine ce la facciamo! Solo che lui non riesce ad attaccarsi al seno. Dopo qualche giorno gli viene diagnosticata una palatoschisi (malformazione del palato), quindi l'allattamento viene compromesso, acquisto un tiralatte e via con biberon speciale, ma non molliamo. 

 

Al quarto mese è previsto l'intervento,  e il mio pupo affronta anche quello come un piccolo guerriero.

Sono stati periodi duri, è vero, ma ora  è qui vicino a me più forte che mai che sgambetta come un pazzo, da quando è nato 7 mesi fa non l'ho mai lasciato, siamo stati sempre insieme in simbiosi.

 

In effetti a 40 anni è diverso, si hanno meno energie ma sicuramente si ha più pazienza. Sento di dover ringraziare qualcuno o qualcosa per avermi regalato questo fiorellino, ora mi sento felice come mai lo sono stata nella vita...e sentirmi chiamare "mamma" anche nel cuore della notte quando ha fame o sete mi fa sentire imprescindibile. Questa è la nostra storia, grazie per averla letta.

 

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