Lettera a un figlio

Lettera di una mamma ai suoi figli dopo l'orrore di Parigi

Di mammenellarete
neonato

18 Novembre 2015
Ho due bambini e sono sempre più preoccupata per il loro futuro. Questa lettera l'ho scritta di getto dopo la strage di Parigi. In che mondo stiamo vivendo? In che mondo diventeranno adulti i nostri figli? Del domani non c'è più certezza. Ma proprio per questo invito a riflettere, a sentirsi più solidali, a rendersi conto dell'importanza del nostro compito, a rendersi conto che non tutto è destinato a durare per sempre, e che dobbiamo goderci ogni singolo attimo con i nostri figli. 

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Sono madre di due bimbi. Come tutte le madri provo la preoccupazione per quello che aspetta i nostri figli, l'incertezza del futuro, la consapevolezza che un giorno anche noi potremmo ritrovarci a vivere quello che tante altre mamme nel mondo stanno provando sulla loro pelle.

 

Questa mia lettera è un invito a riflettere, a sentirsi più solidali, a rendersi conto dell'importanza del nostro compito, a rendersi conto che non tutto è destinato a durare per sempre, e che dobbiamo goderci ogni singolo attimo con i nostri figli. 

 

"Figlio mio, mentre ti guardo negli occhi, mentre mi sorridi innocente, dentro di me piango.

 

Perdona tua madre per averti messo al mondo, su questa Terra dove tu non hai chiesto di nascere.

 

Mentre ridi, rincorri le farfalle, giochi con la neve, mi chiedo per quanto tempo ancora riuscirò a vederti felice, per quanto tempo ancora potrò lasciarti vivere la tua infanzia, per quanto tempo ancora potrò nasconderti la verità, per quanto tempo ancora potrò darti risposte?

 

Che cosa mi inventerò quando mi chiederai dove sono andate le farfalle, ti dirò che le farfalle sono diventate fate o che sono morte?

 

Quando mi chiederai perché sulle montagne non c’è più neve, ti dirò che la neve tornerà a Natale o che non tornerà più?

 

Quando mi chiederai perché fatichi a respirare, ti dirò che nell’aria sono volati fuochi d'artificio o che l’inquinamento ci ucciderà?

 

Quando mi chiederai perché non puoi più mangiare il miele, ti dirò che le api hanno smesso di farlo o che sono scomparse per sempre?

 

Quando mi chiederai cosa sono quei rumori nel cielo, ti dirò che nel cielo volano degli aeroplani o che stanno sganciando le bombe?

 

Quando mi chiederai dove sono i tuoi giocattoli, ti dirò che i tuoi giocattoli li ho regalati ai bimbi bisognosi o che ora anche tu sei uno di loro?

 

Quando mi chiederai perché devi camminare scalzo, ti dirò perché fa bene ai tuoi piedini o perché non ci sono più negozi e soldi per comprarti le scarpe?

 

Quando mi chiederai perché non puoi più andare a scuola, ti dirò che i bambini non hanno più bisogno di imparare o che la scuola non esiste più?

 

Quando mi chiederai perché non puoi più vedere i tuoi amici, ti dirò che i tuoi amici sono andati in vacanza o che sono rimasti sotto le macerie?

 

Quando mi chiederai: "Perché?", ti dirò "perché è così che ha voluto Dio" o "perché è così che ha voluto l’uomo"? Bé, cosa posso dirti...

 

di Ernesta

 

(storia arrivata alla pagina Facebook della redazione)

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