Storia

Il mio Michele, il mio guerriero, affetto da trisomia 21

Di mammenellarete
neonatosindromedown

19 Ottobre 2017 | Aggiornato il 10 Maggio 2018
La sindrome di down non è una malattia, non c'e niente di cui aver paura. Piano piano, un passo alla volta, si affronta tutto. Io sono una mamma di un bambino speciale, Michele, con trisomia 21. Ho pensato anche che le mamme per questi bimbi vengano scelte con cura da lassù... 

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La storia di mio figlio Michele è particolare fin dal principio.

 

Quando a 40 anni ho scoperto di aspettare un bebè dopo averne persi due in passato, per aborto spontaneo, ero al settimo cielo... Ho cominciato a fare tutti gli esami del caso avendo l'età...

 

Non ho scoperto niente fino a quando al quarto mese di gravidanza il mio medico mi ha sottoposto ad esami più specifici: il DNA fetale attraverso il mio sangue. Lì ho scoperto che mio figlio era affetto dalla trisomia 21.

 

Lì per lì sono rimasta pietrificata, non conoscevo questo mondo; il mio compagno non lo voleva, mi ha proposto l'aborto, io ho deciso di tenere il bambino e sono andata avanti e lui mi è rimasto accanto comunque...

 

A 27 settimane di gestazione sono entrata in gestosi, fui sottoposta a un parto cesareo d'urgenza.

 

Mio figlio è nato prematuro di appena 600 grammi, era uno scricciolo, un piccolo guerriero.

È stato per 4 mesi in terapia intensiva combattendo ogni giorno per la sua vita e

io non l'ho lasciato nemmeno un attimo da solo, sempre insieme a combattere con lui...

 

Me lo sono portato a casa che non pesava neanche 3 chili con bisogno di ossigeno terapia per problemi polmonari legati alla prematurità.

 

All'età di un anno abbiamo scoperto un altro problema grave ed è stato operato all'intestino, intervento di sei ore..

 

Oggi mio figlio ha tre anni, ha cominciato l'asilo da poco... Ha cominciato a camminare l'estate scorsa, ancora non parla ma si fa capire perfettamente, è un bambino davvero speciale.

 

Lui mi ha fatto diventare più forte e ogni giorno è il mio regalo la soddisfazione nel vedere i suoi piccoli progressi con tanto lavoro e grazie alle sue fisioterapiste. 

C'è tanto lavoro da fare con loro ma l'amore che ti danno non è paragonabile a questo...

 

È stata la cosa migliore che potessi mai fare tenendolo. Non c'e niente di cui aver paura e non è una vergogna da nascondere, anzi, tutto il contrario. Hanno tanto da insegnarci.

Miki era davvero tanto piccolo quando è nato, tutti mi dicevano che non ce l'avrebbe mai fatta...

 

Invece eccoci qui. Il 1 ottobre del 2014 nel giorno dei miei 41 anni, Miki viene alla luce... E da allora noi due festeggiamo il nostro compleanno insieme, abbiamo affrontato tutto insieme fin da subito e cosi sarà sempre. Quando si dice il destino.

 

Questa è la nostra storia detta in poche parole.

 

Non si può spiegare a parole quanta sofferenza, ansia e paura ho provato per lui, ma ce l'abbiamo fatta senza mollare mai....

 

Questo è il messaggio che deve passare. Mai mollare. 

 

Ho pensato anche che le mamme per questi bimbi vengano scelte con cura da lassù...

 

Loro più degli altri hanno bisogno di mamme forti e coraggiose, sono il nostro tesoro .

 

La sindrome di down non è una malattia, non c'e niente di cui aver paura. Piano piano, un passo alla volta, si affronta tutto.

 

di mamma Angela

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla pagina Facebook di nostrofiglio.it)

 

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