Storie di mamme

Amo mia figlia e mia nipote con tutto il cuore. Ma che fatica per capirsi!

Di mammenellarete
nonna

24 Agosto 2015 | Aggiornato il 01 Dicembre 2017
Soffro e amo. Soffro perché con mia figlia non c'è mai stato verso di capirsi e di venirsi incontro. Amo perché comunque lei e sua figlia, mia nipote, sono le persone a cui mio marito e io teniamo di più. Per loro saremmo disposti a fare qualunque cosa

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Ho partorito mia figlia nel 1973. Avevo 25 anni. Fu un parto molto difficile, la mia bimba ed io abbiamo rischiato di morire.

 

Ai miei tempi il taglio cesareo non era così frequente come oggi, pertanto io iniziai il travaglio dilatata di soli pochissimi centimetri. Fu necessario fare delle iniezioni, allo scopo di favorire la dilatazione, ma queste mi procuravano dolori fortissimi. Tutto ciò durò per più di 14 ore durante le quali l'ostetrica cercava di farmi dilatare utilizzando ... le mani.

 

Ma non mi dilatavo, perciò mi portarono in sala parto. Mi ruppero le acque e iniziarono a premere sulla mia pancia e a tagliare il collo dell'utero. La bimba venne alla luce "asfittica" e con la "fronte schiacciata", perché uscì prima la manina e poi la testa.

 

Non vi dico in che stato ero io... più morta che viva. Mi diedero anche l'ossigeno, poi stremata mi riportarono nella mia stanza. In pratica dovetti sottopormi a una cura di sette mesi dal ginecologo, poiché mi avevano "spappolato" il collo dell'utero (senza pietà, aggiungo). Ero piena di punti dentro e fuori. Il ginecologo mi sconsigliò di avere altri figli poiché si sarebbe dovuto intervenire forse nello stesso modo. In più le lesioni riportate non mi permisero di avere rapporti sessuali per molto tempo.

 

All'epoca ero sposata soltanto da un anno. Di comune accordo decidemmo di non avere più figli, troppo rischioso. Con mia figlia la vita non fu facile e le incomprensioni all'ordine del giorno. Chissà se quel parto così difficile, non abbia influito sulla sua vita e sul suo modo d'essere. Mia figlia ha sempre avuto un carattere indipendente e ribelle, se ne andò di casa a soli 18 anni e a convivere con il suo fidanzato da quando aveva 25 anni. 

 

Un giorno mi confidò che aspettava un bimbo. Noi eravamo felicissimi di diventare nonni. 

 

E infatti diventarlo è stato meraviglioso e io amo moltissimo la mia nipotina. Farei di tutto per lei.

 

Anche se devo dire che queste ultime generazioni non sono prodighe di sentimenti poiché vivono in un'altra dimensione che è lontana mille anni luce dalla mia. Quindi non sono molto ricambiata, anche da mia figlia. Non ho avuto fortuna con lei, è una brava ragazza, ma non ci capiamo. Peccato: questa incomprensione mi procura dolore e tanta amarezza.

 

Non vuole alcuna intrusione da parte nostra, anche se continua ad aver bisogno di noi, soprattutto economicamente. A lei tutto è dovuto, ma in cambio dimostra pochissimo attaccamento alla famiglia, che non l'ha mai abbandonata, anzi. 

 

Sebbene il nostro rapporto sia sempre stato continuo, la diversità di vedute tra me e mia figlia è stato sempre un limite e le sue scelte non ci sono mai piaciute. Eravamo convinti che non avrebbe mai avuto una vita facile, ma solo problemi grossi. Purtroppo, così è stato. Ma preferisco non parlarne.

 

Spesso ci accusa che non siamo stati genitori all'altezza, di averla trascurata e di essere stata costretta ad andare via di casa.

 

Punti di vista molto diversi. Noi pensiamo di aver fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità, anche l'impossibile, per lei e per la nostra nipotina, e continueremo a farlo. Nonostante tutto. 

 

di Mary

 

(messaggio arrivato all'indirizzo email redazione@nostrofiglio.it)

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