storie

Gwyneth Paltrow e la depressione post parto

Di mammenellarete
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26 luglio 2010
Gwyneth Paltrow ha confessato. Con un'informale newsletter pubblicata sul suo portale Goop, l'attrice ha recentemente reso noto di aver sofferto di depressione post parto. Lo sfogo della Paltrow ha fatto il giro del mondo in poco tempo e tutto il popolo della rete è con lei.
Così racconta: "Quando è nato Moses, nel 2006, pensavo di godere di quell'euforia che la nascita di Apple, due anni prima, aveva portato con sé. Invece ho vissuto il capitolo più oscuro e doloroso della mia vita". Segue>>
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Ora Gwyneth è serena, recentemente fotografata in forma smagliante da famosi tabloid britannici insieme al marito Chris e ai due splendidi figli. La testimonianza preziosa, però, rimanga come consiglio dalle migliori delle amiche: il baby blues, come viene chiamato oltre confine, colpisce 1 donna su 10 subito dopo il parto. Una media considerevole, tutt'altro che un quadro confetti e profumo di talco..

 

Documentandoci sull'argomento - tornato di dominio pubblico grazie al gesto di Gwyneth Paltrow - ci accorgiamo che tre parole chiave sono ricorrenti per uscirne:

 

1) Conoscersi: essere lucide e riconoscere di aver vissuto stati depressivi prima della maternità ed ammettere - senza drammi - di essere un soggetto a rischio. Informarsi, ove possibile, della familiarità del male oscuro e dunque della possibiltà di essere più esposte.

2) Ascoltarsi: identificare da subito i sintomi e gli stati ansiosi, soprattutto se ripetuti e/o persistenti. Non pensate che la tristezza passerà da sola!

3) Parlarne: soffrire di depressione non è una vergogna. E' necessario parlarne apertamente con il partner e la famiglia affinché il progetto di crescita del bambino rimanga una priorità: comportamenti dettati dall'infelicità e dalla solitudine nuoceranno a vostro figlio prima di tutti.

 

Se aveste molti dubbi e poco coraggio di uscire allo scoperto, vi consigliamo di provare a fare un test di autovalutazione online. Si chiama Test Edinburgh e ve ne proponiamo una versione italiana. Non aspettatevi diagnosi, ma un semplice indicatore di stato d'animo. Fateci sapere come è andata!