Lavoro

Maternità e lavoro: tuteliamo i diritti delle mamme

Di mammenellarete
dietalavoro
Mettersi a dieta se si è molto stressati dal lavoro.

Seguire una dieta significa anche dedicare del tempo alla scelta e alla preparazione dei cibi, quindi andrebbe evitata nei periodi in cui siamo super impegnate col lavoro. Anche perché, tra pause pranzo al bar ed orari dei pasti disordinati, è facile ‘sgarrare’.

10 Febbraio 2017
Secondo l’Istat (2015) una donna su 3 interrompe il lavoro per motivi familiari, e il 18,4% delle neo madri hanno lasciato o perso il lavoro dopo la maternità. Tra queste, nel 60% dei casi l’uscita dal lavoro si prolunga per almeno 5 anni. Proprio in risposta a queste difficoltà nasce il progetto “Maternità + Lavoro = si può fare”, pensato dalle donne per le donne.

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In questi giorni è arrivata la bella notizia di Martina, una donna che ha firmato un contratto di lavoro “nonostante” fosse incinta di 9 mesi. Ma per quante donne è stato così? Quante invece hanno visto variare la situazione lavorativa in seguito a gravidanza e maternità?

 

Purtroppo un evento che dovrebbe essere la normalità, in Italia diventa straordinario e fa notizia.
I dati infatti sono allarmanti. Non sono poche le donne vittime di licenziamenti, mobbing e
cambiamenti di ruolo nel periodo della gravidanza e della maternità, considerate dalle aziendemeno produttive.
Secondo l’Istat (2015) una donna su 3 interrompe il lavoro per motivi familiari, e il 18,4% delle neo madri hanno lasciato o perso il lavoro dopo la maternità. Tra queste, nel 60% dei casi l’uscita dal lavoro si prolunga per almeno 5 anni.


Secondo le stime del 2015 dell’Osservatorio Nazionale Mobbing solo negli ultimi due anni sono state licenziate o costrette a dimettersi 800 mila donne, e 4 madri su 10 vengono costrette a dare le dimissioni per effetto del mobbing dopo il parto.


È il quadro allarmante di un paese in cui, ancora oggi, la madre viene pensata come l’unica figura designata alla crescita del bambino: il congedo di paternità è esiguo rispetto alle reali esigenze e l’offerta di asili nido scarseggia rispetto all’effettiva richiesta. Inoltre, le famiglie sono molto cambiate: basterebbe considerare la grossa crescita delle famiglie nucleari, in cui la neo mamma non ha un supporto pratico ed emotivo da parte della sua famiglia.


Le donne spesso, nonostante la gioia della maternità, si sentono intrappolate in un sistema che non le sostiene. Questo può portare, col tempo, alla sottostima delle proprie capacità e ad un forte senso di insoddisfazione; nei casi più gravi a sviluppare sintomi depressivi e ansiosi, che si possono ripercuotere nella relazione con i figli e nel rapporto di coppia.


Proprio in risposta a queste difficoltà nasce il progetto “Maternità + Lavoro = si può fare”,
pensato dalle donne per le donne. Si tratta di un servizio di tutela psicologica e legale alla madre in difficoltà lavorative.


Il servizio psicologico offre un percorso di sostegno informativo, emotivo e relazionale nei processi decisionali, alla costruzione dell’inserimento professionale, al potenziamento delle risorse personali, nonché nell’attenuazione delle barriere psicologiche che si frappongono
all’autorealizzazione.


Il servizio legale presta attività di consulenza e assistenza in merito a demansionamento o
licenziamento illegittimo, congedi/permessi, infortuni e malattie professionali, mobbing, tutela avverso procedimenti disciplinari e recupero crediti per differenze retributive.


Il servizio è attivo a Roma, ma è possibile usufruire delle consulenze anche tramite Skype.


Dott.ssa Maria Grazia A. Flore
Psicologa Psicoterapeuta, specialista in Psicologia Perinatale.
Si occupa prevalentemente di psicoterapia e sostegno alla genitorialità come libero professionista.
www.mariagraziaflore.com
Facebook: “Genitorialità e Psicologia”

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