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Io, mamma giovane, a un passo dall'aborto, ho scelto la vita

Di mammenellarete
feto-40-giorni
Embrione a 40 giorni
26 Aprile 2019
Sono rimasta incinta in un periodo sbagliato della mia vita.
Avevo 18 anni lavoravo e andavo a scuola ma avevo lasciato il mio ragazzo perché volevo vivermi la mia età e invece lui era troppo possessivo, era un divieto fare tutto.
Ci siamo visti solo una mattina... un po' di nostalgia, abbiamo avuto un rapporto e da quello sono rimasta incinta.
Dopo qualche settimana dove non ci siamo né più sentiti né visti, iniziai a sospettare qualcosa, così ci siamo visti e mi portò il test....
Quando è uscito positivo lui era felice, così avrebbe continuato la nostra storia, ma io no, io non ero felice. In realtà non ci stavo capendo molto... in quei giorni pensavo e ripensavo a una scelta possibile, ma lui mi convinse che ce l'avremmo fatta con messaggi, lettere e gesti.
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Decisi di tenere il bambino.

Siamo andati a convivere da soli, ma sono state due settimane d'inferno, mi faceva i dispetti, non mi rispettava, io dovevo stare a letto perché ho avuto delle minacce e lui se ne fregava, così dopo una brutta litigata si è fatto la valigia e se ne è andato lasciandomi da sola, con il frigo vuoto e senza medicine.

Dopo di che, mi aiutò mia mamma, ma lui si era ripreso la sua vita, discoteca, nottate al mare, serate a ubriacarsi con gli amici e io che vedevo tutto questo su fb, ero arrabbiata perché mi aveva lasciato affrontare questo da sola, ero completamente sola.

La scuola era finita e ho perso il lavoro dei miei sogni, per la gravidanza non avevo più nulla.

Finché decisi di abortire.

Sapevo che era la cosa più giusta, ma nel mio cuore non volevo. Mi ha portato a questa decisione mia madre dicendomi che se avessi tenuto il bambino da sola, lei mi avrebbe fatto andare via di casa.  Ha già una figlia ragazza madre e non ne voleva due.

Pensavo che se dovevo metterlo al mondo, potevo come minimo dargli un futuro dignitoso e dove lo avrei fatto crescere? Per strada?

Così mi decisi a fare quello che andava fatto, stavo male, malissimo, ero ferita da tutti.. andai in ospedale il giorno stabilito, salutai mia madre e mia sorella, ero la prima a dover essere operata.

Entrai nello stanzino della sala operatoria: era fredda, avevo paura. Mi spiegarono cosa dovevo fare, mi presi 1 minuto per me, vedendo il camice e la cuffia. Mi toccai la pancia e ho usato la mia testa e il mio cuore per una volta. Mi sono chiesta che cosa avrei voluto, dove il cuore mi spingeva? La mia vita di adesso o alle nottate in bianco, pannolini, salviettine?

Sapevo cosa dovevo fare, ce la facevo, dovevo proteggere il mio bambino, nessuno doveva fargli del male, così parlai con il chirurgo e me ne andai.

Un momento bellissimo...

Mia madre mi comprese, ma mi disse che avrei dovuto riprendermi il padre del bambino.

Così dopo un'ecografia e dei discorsi, lui ritornò da noi, ma non era semplice dimenticare.

I genitori non sapevano nulla, abbiamo dovuto condurre una relazione nascosta, ma ero contenta che finalmente era tutto sistemato per quel che si poteva.

Finché non abbiamo scoperto che mio figlio sarebbe nato con una malformazione, monorene.

Mi cadde tutto addosso, mi incolpavo, ero nervosa, sono stata nervosa fino alla fine della gravidanza, non trovavo conforto, non mi davo pace.

Ma dovevo essere forte e speravo nel meglio. (LEGGI ANCHE: INCINTA A 15 ANNI. STAVO PER ABORTIRE, MA..)

Verso i 6 mesi di gravidanza siamo tornati a convivere, anche questa volta non era stato semplice ma ce la mettevamo tutta!

Il mio bimbo era in posizione podalica così ho dovuto fare un tc, 4 giorni prima dell'operazione vado in travaglio...

È andato tutto bene, alle 20,55 del 15 marzo 2013 è nato Cristian, è stato il giorno più bello della mia vita!

Quando ci siamo guardati negli occhi dopo che è nato, mi sono sentita in colpa, in colpa perché sono arrivata a un passo dell'aborto , ma ho fatto bene a ascoltarmi, benissimo ogni suo sorriso mi dà la forza di continuare, anche se con il papà abbiamo sempre degli alti e bassi.

Ogni volta che mi chiama mamma, che mi prende e mi bacia sulla bocca, mi fa dimenticare l'amaro che provavo prima e che ho fatto la scelta più giusta per me.

Non ho chiesto mai aiuto a nessuno, non l'ho mai lasciato. Stiamo sempre insieme e anche se alla mia età sono una casalinga non mi dispiace, perché lo faccio per il mio amore, mio figlio.

Cristian ora ha 10 mesi io quasi 20 anni. E' un bambino felice, conviviamo tutti e 3 insieme, e cresce in salute anche con il suo problema.

da Chiara M.

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

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