Storia

Ti racconto la mia vita con l'Asperger

Di mammenellarete
luanadimaioedaniel
Luana Di Maio insieme al figlio Daniel

08 Ottobre 2018
Luana Di Maio ha 44 anni, è di Bolzano ed è mamma di due bambini. In un toccante post su Facebook ha raccontato la sua esperienza in prima persona con l'Asperger e con il suo secondo figlio, Daniel. "I messaggi che ho ricevuto? Tutti bellissimi. E tante mamme mi hanno scritto le loro storie. I bimbi Aspie sono portatori sani d'amore" ci ha rivelato Luana.

Facebook Twitter Google Plus More

"Immagina. Vivi con me, quello che è successo, in questa piccola lettera d'amore a mio figlio.


Un anno e mezzo. Le prime parole. I primi mamma e papà. I primi passetti, in bilico su quei piedini bellissimi e cicciosi. Poi, da un giorno all'altro, le gioie per le prime scoperte, sono finite. Ogni passo, una caduta. Un giorno sì e uno no, di corsa al pronto soccorso. Addirittura una carta per certificare che quelle macchie blu sulle tue gambine o sulla fronte, non erano dovute a botte che ti davo io. Le urla continue, il tuo camminare all'indietro, fino a battere la testa sul muro, per sentirti,  per percepire quel corpo che non faceva più parte di te. "Amore, ti sei fatto la bua?", e il tuo sguardo fisso, perso nel vuoto. Cosa stava succedendo?


Un fratello che non capiva perché ogni volta che urlavi, dovevo abbracciarti forte cercando di calmare le crisi di pianto. Anche al supermercato. Io e te, seduti a terra. Stretto a me. Piangevi tu e piangevo io. Mentre gli sguardi della gente giudicavano te un bimbo capriccioso ed io, una madre incapace di far rispettare le regole. Poi, diventavi duro come il marmo tirando le gambette tremando come una foglia al vento, mentre sdraiato sul letto, a terra o sul divano, guardavi il soffitto. Senza emozioni. Ti ho ripreso tante volte con il telefono, perchè non sapevo come spiegare questi tuoi atteggiamenti. E pensa, tuttora nessuno sa dirmi cosa avevi... Andare al lavoro lasciandoti ad altri, senza sapere cosa stava accadendo... a te, il mio bimbo nato con il sorriso.


Mille volte avrei voluto aprire la tua testa e sciacquare via tutto ciò che ti stava facendo male. Poi, grazie alle mie dolcissime psicologhe, ora amiche, ho trovato la forza di reagire. Non potevo lasciare che questa disabilità prendesse il sopravvento su di te, e nemmeno su di me. Abbiamo creduto nelle tue possibilità. Ho lottato davvero tanto, per te. E tu, amore, sei stato un guerriero fantastico. Le sedute dalla psicologa, dalla neuropsichiatra, logopedia, ergoterapia. Siamo andati contro le istituzioni che volevano toglierti il supporto a scuola. Ho preteso aiuto. Una scuola elementare fantastica, una dirigente meravigliosa e delle maestre superlative. Che tuttora vogliono il tuo bene e credono nelle tue enormi potenzialità, senza lasciarti un attimo da solo. E infine, la diagnosi. Dopo 8 anni e mezzo di lotte e di attesa: sindrome di Asperger.


Finalmente so cosa hai!
E ora? Che succede? Che cosa accadrà?
Sto imparando cosa è questa disabilità al 75% di cui sei portatore, quali sono i tratti che la caratterizzano. E tu, bravissimo, stai imparando a gestirla. Perchè un aspie bambino, rimane un aspie anche da adulto. Con problematiche che cambieranno mano a mano che crescerai, e che affronteremo insieme. Tu, io e tutte le persone che ci vogliono bene. Il bene vero. E credimi, non sono poche!!!
Ho anche rinunciato ad avere una camera tutta mia, per darne una a te e a tuo fratello. Ho rinunciato alla mia privacy, ad un mio spazio: dormo sul divano, da due anni. Perchè entrambi siete più importanti. Avete bisogni diversi. Tu, in primis, devi vivere in un ambiente che ti sia familiare, privo di pericoli e consono alle tue esigenze. Tuo fratello, ha l'adolescenza, una malattia che poi passa...forse con l'età. 


Chi se ne frega... abbiamo un tetto sulla testa... c'è chi non ha nemmeno quello.
Però, tesoro mio, ho capito che non si guarisce dall'asperger. Non esiste medicina.


Oggi, i tuoi progressi, ripagano tutto ciò che ho fatto e i tuoi "mamma ti amo da morire", mi spingono a fare sempre di più. Senza paura, di niente e nessuno. Farò tutto, per voi. Per te. Sto imparando a conoscere questo nuovo mondo, il tuo bellissimo, e fragile, castello di cristallo.
Sono una mamma forte. E' vero.


Ma alle volte, piango. Piango spesso, in realtà. Di nascosto, da sola. Sul divano dove dormo tutte le sere, abbracciata al cuscino. Perchè ho imparato che da soli si piange meglio ed è più facile trovare la forza di rialzarsi e continuare.
Sta lì, dentro al proprio cuore.


Piango anche per sfogare la frustrazione.


Ai corsi di ginnastica tu non segui ciò che fanno gli altri, tu sei autodidatta, preferisci i tutorial su youtube, a scuola tu non canti la canzone di natale, tu sei quello in piedi che balla sul pianoforte. O quelllo zitto. E mentre gli altri genitori filmano felici i propri figli, io dentro lotto per non far scendere le lacrime. Credimi, tutto questo fa male. Ma so che forse, fa più male a te che a me... Io posso dire che fa male... tu no.


Spronarti a fare ciò per cui sei portato, aiutarti ad avverare qualche piccolo desiderio, per poi percepire che ti senti diverso. Non so spiegare cosa elimino quando sospiro e mi trattengo dal battere i pugni sul muro. Anche oggi ho asciugato le tue lacrime. Eri lì, in cameretta con un pupazzetto in mano. Gli occhi lucidi. "Perchè piangi amore mio"..."non lo so mamma, sento un po' una tristezza nella mia pancia". E ci siamo riempiti di amore, oggi. Io e te.


Da mamma, prometto che, in qualsiasi modo, farò tutto ciò che mi è possibile per rendere la vita tua e di tuo fratello, il meno complicata possibile.
E mi farò forza. Mi aggrapperò a tutto. Non posso offrire altro che il mio amore.
Adesso, piccolo cucciolone, vengo nel tuo letto e ti abbraccio forte.
Poi, tu, da bravo aspie, mi manderai via.
Capirò.
Sei una potenza.
Ti prego, bimbo mio, aiutami a trovare sempre la forza, anche quando sarà dura dura. Anche quando sola sul divano, mi sentirò indifesa, sola e bisognosa di tanto amore.
Come oggi. Senza un abbraccio che potrebbe rimettere insieme tutti i pezzi che sto perdendo".

 

di Luana Di Maio

 

Sull'autrice del racconto
Luana Di Maio ha 44 anni ed è mamma di due bimbi. Ha fondato insieme all'amica Romina Luppi Mamme Di. Nato su Facebook, oggi questo gruppo è diventato una realtà con una sede presente sul territorio ed è un punto di riferimento e di incontro per molte mamme. 
Attraverso l'associazione si può ricevere una card gratuita per avere sconti e agevolazioni a livello locale e nazionale. Si chiama MdB card ed offre agevolazioni ad alberghi, ristoranti e molto altro.

Leggi anche: tutte le storie delle mamme legate all'autismo

e l'autismo spiegato da una mamma alle mamme

 

Per approfondire:

Asperger e bambini: 10 cose da sapere

come relazionarsi a un bambino Asperger

5 cose da evitare con un bimbo Asperger

18 febbraio: giornata mondiale Asperger

LE ULTIME STORIE