Storia

Nonni, gli Angeli custodi di mio figlio al momento del parto

Di mammenellarete
nonni
03 Ottobre 2019
Scoprii di essere incinta di mio figlio il 2 ottobre, giorno della festa dei nonni. Dopo una gravidanza particolare, scoprii che avevo troppo liquido amniotico. ebbi un parto pretermine con molti problemi collaterali. Il bimbo nacque a 37 settimane, ma nonostante tutto... ce l'abbiamo fatta. Ora lui è l’amore della nostra vita e soprattutto dei nonni. Dicono che i nonni sono gli Angeli custodi.
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2 ottobre. Festa dei nonni! L’anno scorso ho scoperto che c’era il mio bimbo proprio in questo giorno. Una gravidanza particolare. Non smisi mai di lavorare. Solo quando mi dovettero ricoverare d'urgenza.

 

Dopo la morfologica mi dissero: “Signorina, lei ha troppo liquido amniotico”. Mi mandarono a fare un ecografia di secondo livello. In quel momento scoprii che avere troppo liquido non andava bene, soprattutto perché l’AFI era a 380 e il limite è 240. I rischi erano tanti.

 

Il mio parto fu pretermine. Prolasso del cordone. Distacco della placenta. Malformazioni fetali. Entrai in una camera del reparto "gravidanze a rischio" con un peso nel cuore e uno nella pancia. In quel reparto vidi la sofferenza, i pianti, le lotte. Piansi tanto anche io.

 

Donne che uscivano da quel reparto con il doppio peso solo nel cuore o un guerriero in TIN. Ma a noi andò bene. Dopo 12 ore di brivido, dopo 4 giorni di flebo, dopo 3 ore di ago in pancia e dopo 2 litri e mezzo di liquido amniotico in meno. È andata bene.

 

Nacque di 37 settimane. Sano. Scartammo tutti i rischi. Qualcuno da lassù ha guardato in giù. Ancora oggi mi chiedo... perché a me è andata bene? Perché a me, che ho rischiato e non ho mai staccato la spina, è andata bene? Sono stata fortunata.

 

La gravidanza è comunque un’esperienza fantastica e per il risultato che ho ottenuto rifarei tutto. Mentre il mio utero si riduceva con lui all’interno, io avevo tanta paura di perderlo. Ma lui era incuriosito dall’ago e voleva pure afferrarlo con la manina. Era già tremendo.

 

Ce l’abbiamo fatta e ora è l’amore della nostra vita e soprattutto dei nonni. Dicono che i nonni sono gli Angeli custodi. È stato la mia FORZA e lo sarà sempre.

 

di anonima

 

(storia arrivata sulla pagina Fb di Nostrofiglio)

 

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Sette motivi per dire grazie ai nonni 

 

In Italia ci sono circa 12 milioni di nonni, figure chiave della nostra società: aiutano i figli (anche economicamente), si prendono cura della loro casa, spesso svolgendo anche mansioni domestiche, ma soprattutto badano ai nipoti.

È quanto emerge dal sondaggio condotto dalla società di ricerca Ipsos per la Fondazione Korian, “I senior di oggi in Europa. Sentirsi utili per invecchiare bene”, che ci ha fatto riflettere sulle buone ragioni per ringraziare i nonni in vista della loro festa, il 2 ottobre.
 

1. Aiutano in casa. Secondo la ricerca Ipsos, il 35% dei nonni bada ai nipoti; il 25% aiuta nel disbrigo delle incombenze domestiche; e il 19% ospita i familiari durante le vacanze. Quasi la metà (circa il 40%) aiuta poi i figli economicamente, grazie a una serrata politica di risparmio.  «I risultati del sondaggio Ipsos ci mostrano quanto sia centrale il ruolo dei senior italiani nel vissuto familiare e nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese» commenta Mariuccia Rossini, presidente del Gruppo Korian in Italia.


2. Sono un punto di riferimento per i bambini. «Mai come oggi i nonni rappresentano una risorsa molto rilevante per le famiglie italiane. Quello che offrono ai bambini è un legame affettivo in più, che arricchisce i piccoli. Non bisogna infatti pensare e temere che con più legami si indebolisca il rapporto tra genitori e figli. Anzi, per i nipoti si tratterà di un'occasione di arricchimento, che renderà più piena la loro vita e la loro storia» spiega Lucia Carli, professoressa di Psicologia dinamica, esperta di intersoggettività e relazioni familiare, dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca
E quando, durante l'adolescenza, i rapporti con mamma e papà si faranno burrascosi, il ragazzo potrà ritrovare un punto di riferimento familiare (di cui ha ancora bisogno) proprio nei nonni.


3. Rappresentano un'ancora alla storia familiare. «La relazione con i nonni colloca il bambino nella sua storia familiare, aumentandone il senso di appartenenza. In più, per i nonni è l'occasione per stringere nuovi legami importanti in un periodo segnato da perdite».

 

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