Storie di mamme

Blocco atrioventricolare fetale: mia figlia è sana, non so se è stato un miracolo

Di mammenellarete
donnabebe
14 Ottobre 2019
Mia figlia Ginevra è venuta al mondo a 39 settimane e 3 giorni con un parto senza complicazioni. Eppure, durante la gravidanza, avevamo scoperto che la bimba aveva un blocco atrioventricolare di secondo grado, con frequenza di 60 bpm. Per fortuna, in seguito, i medici scoprirono che questo blocco era causato da una mia malattia autoimmune, subito curata. Mia figlia è probabilmente un miracolo.

 
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Scrivo per raccontarvi della mia gravidanza partita male, ma fortunatamente terminata con la nascita della mia figlia guerriera Ginevra. Sono una mamma di 27 anni. All'età di 25 anni, dopo ben tre mesi dal matrimonio, io e mio marito decidemmo di avere un bambino.

 

Tutto andò alla perfezione. Controlli dal mio ginecologo ogni due settimane. Tutto troppo bello, fino a quando un giorno, al quinto mese, subito dopo essere rimasti estasiati per avere saputo il sesso, uscimmo dallo studio piangendo.

 

Era una femminuccia tanto desiderata, ma purtroppo con un battito troppo lento. Il mio ginecologo, dopo averci confortato rassicurandoci che tutto poteva regolarizzarsi, mi indirizzò da uno specialista, esperto in malattie che si creano nel feto.

 

Con le lacrime agli occhi andammo lì... e dopo ben un'ora, dopo aver esaminato ossa per ossa, organo per organo, lo specialista ci informò che mia figlia aveva un blocco atrioventricolare di secondo grado, con frequenza di 60 bpm.

 

In più, lo specialista ci disse che il problema si era verificato troppo presto e che molto probabilmente l'avrei persa o addirittura avrebbero dovuto farmi un cesareo al settimo mese per poterla far nascere e per porre fine alla sofferenza. Il tutto senza sapere da cosa era dipeso il problema.

 

Non ci arrendemmo, ci rivolgemmo alle migliori strutture della mia città, perché a malincuore il mio medico disse che dovevo farmi seguire da una struttura pubblica (e non privata dove lui operava).

 

Facemmo questo per settimane, con neve e gelo ci recavamo lì per effettuare l'eco fetale: il battito si regolarizzava, ma poi ritornava sempre a 60 e tutti i prelievi e le visite nonostante tutto avevano esiti positivi.

 

Arrivò così uno dei miglior medici di quella struttura che decise di sottopormi a dei prelievi (costosissimi anche perché non sono convenzionati) per verificare la mia situazione immunologica. Fu così che finalmente venne fuori il problema: scoprirono che io avevo, ed ho ancora, una malattia autoimmune dovuta ai molteplici anticorpi Ana, e che questi ultimi ostacolavano il battito cardiaco di mia figlia.

 

A 39 settimane e 3 giorni partorii naturalmente la mia guerriera Ginevra senza nessuna complicazione (i controlli che fecero a lei dopo la nascita furono ottimi) e senza doverla sottoporre a un pacemaker come ben tanti mi dicevano.

 

Non so se è stato un miracolo... ma ringrazio l'intera equipe che ci ha sostenuto quando il mondo stava per crollarci addosso.

 

di Caterina

 

(Storia arrivata sulla pagina Instagram di Pianeta Mamma)

 

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