Bullismo

Mio figlio si è comportato da bullo e ha chiesto perdono. Ad oggi ha capito la lezione

Di mammenellarete
bullo
30 Maggio 2019
Mio figlio, 13 anni, è un ragazzo con vari problemi del comportamento. Un giorno ho scoperto che a scuola si era comportato da bullo e gli ho fatto chiedere perdono in classe davanti a tutti. Ad oggi, sembra avere capito la lezione.
Facebook Twitter Google Plus More

Diego ha 13 anni ed è seguito da due educatori. È un ragazzo molto difficile con disturbi comportamentali riconosciuti. Abbiamo dei supporti proprio perché è agitato, dispettoso, ecc. Gestirlo anche per me a casa è molto dura.

 

Diego, un giorno, mentre era a scuola, decise di fare un dispetto ad una sua compagna: prese il suo astuccio di nascosto, le rubò tutte le cose dentro. La ragazza ovviamente, molto riservata ed educata, disse alla Prof. dell'accaduto. L'insegnante chiese se qualcuno per sbaglio avesse preso questo astuccio. Mio figlio Diego ovviamente rimase zitto e fece finta di niente...

 

Cosi l'insegnante decise di mettere la nota collettiva. Io guardo tutti i giorni il registro elettronico e quella volta vidi questa nota. Gli chiesi cosa era successo e lui mi disse: "Non lo so, qualcuno le ha preso l'astuccio rubandole tutto: penne, gomme ecc.". Conosco troppo bene mio figlio e, nel raccontare la sua versione, notai che mi stava nascondendo qualcosa.

 

Così gli chiesi: "Diego tu c'entri qualcosa in questa storia?". All'inizio lui disse di no. Io, con Diego, cerco sempre di pormi in modo molto amorevole, provando sempre a non mostrarmi subito arrabbiata, anche per farmi dire tutto. Cerco di non mettergli paura e provo a far in modo che racconti le cose, anche cose che il più delle volte fanno girare i (...). Insomma, sono molto disponibile nell'ascolto.

 

Così facendo, Diego mi disse finalmente: "Mamma, sono stato io, le volevo fare uno scherzo". Allora gli dissi: "Ok Diego, ma lo scherzo è bello quando dura poco. L'astuccio ora dov'è? Così domani lo riporti". Lui mi disse che lo aveva perso. Non si capiva più che fine avesse fatto questo astuccio. Gli dissi: "Okay, va bene".

 

Il giorno dopo andai a scuola a parlare con la Prof. di italiano che mi raccontò l'accaduto e io le dissi che era stato mio figlio. Le chiesi se era possibile che mio figlio chiedesse perdono davanti a tutta la classe per quello che aveva fatto. E non solo. Lui ha dei soldini che gli danno ogni tanto i suoi nonni: dissi alla Prof. che con quei soldini Diego avrebbe potuto ricomprare tutto l'astuccio e l'occorrente dentro.

 

La Prof. mi rispose: "Certo, signora, va benissimo". Tornata a casa parlai con Diego con un tono molto severo, spiegando che ciò che aveva fatto per me equivaleva ad atti di bullismo e che avrei voluto vedere lui cosa avrebbe fatto se fosse stato preso di mira da altri compagni.

 

Gli dissi di prendere i suoi soldi e insieme andammo a comprare tutto ciò che aveva perso di questo astuccio. La mattina, accompagnato da me, salì in classe con la Prof. e davanti a tutti chiese perdono e non scusa, perché "le scuse si chiedono quando cammini e dai una botta ad uno: in quel caso chiedi scusa".

 

Lui doveva chiedere perdono e così fece davanti ai suoi compagni e alla Prof., dicendo che non l'avrebbe più fatto. E non solo: ho fatto chiedere, a Diego, perdono pure ai genitori della ragazza. Ovviamente i genitori, molto carini, mi dissero di stare tranquilla. Oggi mio figlio sembra aver capito la lezione.

 

Io ho quattro figli: Valerio, 19 anni, Diego, 13, Elena, 8, Samuele, 6. Non si finisce mai di lottare e di far capire loro che nella vita essere bulli non serve. Non è facile, ma io da mamma combatterò sempre affinché queste cose non accadano.

 

di Debora

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

 

Hai anche tu una storia da raccontare? Scrivi a redazione@nostrofiglio.it  
LE ULTIME STORIE