Operazione alle gambe

"Non abbattersi mai" Questo è il motto e così oggi ho una meravigliosa famiglia

Di mammenellarete
mumandd.

19 Agosto 2015 | Aggiornato il 22 Gennaio 2018
A una festa di compleanno rimasi vittima di un incidente da fuochi di artificio, rischiando l'amputazione del piede sinistro. Fortunatamente non fu necessario e grazie anche al mio ottimismo, dopo qualche mese tornai a una vita normale. Cinque anni dopo incontrai mio marito e con lui ho una meravigliosa famiglia

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29 giugno 2008: una data per me importantissima. Stavo festeggiando un compleanno di 18 anni e al momento della torta iniziarono a sparare i fuochi d'artificio. Ad un certo punto udii un rumore fortissimo e mi sentii cadere nel vuoto! Uno dei cartoni con i fuochi d'artificio si era capovolto, arrivando con forza proprio sul mio piede.

 

Risultato di quell'incidente? Ventiquattro feriti e la più grave ero io! L'ambulanza non arrivava, mio padre decise di accompagnarmi in ospedale, mi prese in braccio, mi caricò in auto e in men che non si dica ero sul lettino del pronto soccorso!

 

Mi operarono d'urgenza. Non potete immaginare la faccia dei medici quando videro il mio piede e le mie gambe! Rischiavo l'amputazione del piede sinistro, ma fortunatamente il medico che mi operò pensò di provare prima a ricostruire e se fosse stato il caso avrebbe amputato poi.

In ospedale mi chiamavano la "19enne grave", mi conoscevano tutti, in ogni reparto, sia per la mia storia, sia per la mia voglia di ridere ed essere felice nonostante mi aspettassero mesi ferma a letto e passeggiate in sedia a rotelle!

 

Fu proprio la capacità di non abbattermi mai a rendermi capace di prendere le brutte notizie che arrivavano con un gran bel sorriso! E quel sorriso mi permise di tornare a camminare sulle mie gambe in molto meno tempo di quello che i medici si aspettavano.

Erano tutti sorpresi dal mio miglioramento continuo e veloce, ma io no, perché avevo Dio con me, avevo i miei "santi in paradiso". Così dopo sei/sette mesi già stavo bene, avevo solo ferite su tutte le gambe, per fortuna rimarginate ormai.

 

Qualche anno dopo, nell'estate del 2013, conobbi mio marito.Ci innamorammo subito, dopo pochi mesi scoprii di essere incinta di una stupenda bambina che chiamammo Giulia, in onore di Santa Giulia protettrice delle mani e dei PIEDI.

 

Ci siamo sposati e viviamo in una casa che per me è la più bella del mondo! E quando guardo Giulia, guardo la mia casa e mio marito penso che questa è la ricompensa che mi sono meritata per quello che ho vissuto e sofferto!

 

Mi sono sempre chiesta come avrei spiegato a mio figlio l'origine dei segni sulle gambe e su quel mio piede "particolare", più piccolo dell'altro di sei misure. Ma Giulia qualche giorno fa è venuta vicino a me, ha indicato le mie gambe e mi ha detto: "Mamma bua?" E mi ha dato un bacio sopra dicendo: " Mamma ciuciù bua!" E io: "Hai ragione Giulia, grazie a te è passata tutta la bua"!

 

di Lena

 

(storia arrivata all'email redazione@nostrofiglio.it)

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