Viaggi

In viaggio ai Caraibi con mio figlio di tre anni. La nostra esperienza

Di mammenellarete
caraibi

31 Agosto 2018
Quando abbiamo deciso di affrontare un viaggio ai Caraibi con nostro figlio di tre anni, io ero un po' preoccupata. Invece, il mio bimbo a bordo dell'aereo è stato bravissimo. Pensavo che avrebbe dormito qualche ora almeno, invece non ha chiuso occhio e nonostante tutto non si è mai lamentato. Ogni tanto gli abbiamo fatto scranchire le gambe con una passeggiata nel corridoio. Per il resto è stato tranquillo al suo posto e non si è mai lamentato.

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Nel mese di gennaio 2018 decidemmo di organizzare un viaggetto, anche perché il nostro bambino aveva compiuto tre anni e tre mesi e non aveva mai preso l'aereo.

 

L'idea iniziale era di fargli fare meno ore di volo possibili, almeno per vedere come avrebbe reagito, ma alla fine optammo per i Caraibi, che erano davvero tutto quello che cercavamo. Scelta finale? Santo Domingo.

 

Subito dopo aver prenotato, io iniziai ad avere mille dubbi. Quasi 12 ore di volo sono pesanti per un adulto, figuriamoci per un bambino di tre anni, che se riesce a stare fermo per il tempo di un pranzo è già un successo.

 

Comunque, dopo aver consultato la pediatra ed aver fatto scorta di medicinali per ogni evenienza (antibiotico, gocce per le orecchie, sali minerali, fermenti lattici, pomate varie, ecc.), partimmo. Arrivati in aeroporto, il bambino era estasiato, non aveva mai visto un aereo così vicino e non vedeva l'ora di salirci.

 

Così, dopo un paio di ore eravamo a bordo. Io avevo preparato uno zainetto solo per lui con giochi, colori, libretti, macchinine, qualche snack e ovviamente qualche caramella, soprattutto per decollo e atterraggio (dicono che almeno non si chiudono le orecchie se i piccoli masticano).

 

Il mio bimbo a bordo è stato bravissimo. Pensavo che avrebbe dormito qualche ora almeno, invece non ha chiuso occhio e nonostante tutto non si è mai lamentato. Ogni tanto gli abbiamo fatto scranchire le gambe con una passeggiata nel corridoio. Per il resto è stato tranquillo al suo posto e senza mai lamentarsi.

 

Una cosa però devo ammetterla: l'aereo era dotato di un piccolo schermo su ogni sedile e si poteva scegliere tra film, cartoni animati e giochini: questa è stata una fortuna perché gli ha fatto passare un po' di tempo piacevole. Invece al ritorno si è addormentato dopo un paio di ore e ho dovuto svegliarlo per l'atterraggio. Spero che anche il prossimo viaggio sia così.

 

di Vale

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook)

 

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