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Abbiamo incontrato Giovanni Abbaticchio. "The Walking DAD Story"

Di mammenellarete
giovanni-abbaticchio
15 maggio 2020
Un papà giornalista e videomaker che racconta la storia di altri papà attraverso la telecamera. E' "The Walking DAD Story", Giovanni Abbaticchio, l'abbiamo conosciuto per voi.
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"The Walking DAD Story"

 

Giovanni Abbaticchio, un papà giornalista e videomaker, ci racconta come nasce la pagina Facebook "The Walking DAD Story", in cui vengono raccontate le storie di altri papà.

 

Indice:

 

 

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Come è nato "The walking DAD Story"?

 

"'The walking DAD story' è una pagina Facebook nata nell'ottobre del 2016 per un'esigenza molto chiara.

Quando accompagnai mio figlio all'asilo, all'inserimento, ci tengo a dire che i primi tre giorni li fece mia moglie, seguì lei l'inserimento, il quarto giorno toccò a me.

La maestra all'ingresso mi guardò e mi disse: "Ah tu sei il padre?"

Ed io ho risposto: "Sì".

"Bene, te ne puoi andare".

E io:"Come, te ne devi andare? Ho preso il giorno di ferie, devo fare l'inserimento, devo seguire mio figlio".

E la maestra: "No guarda, tuo figlio si è già inserito, tu te ne devi andare, non ti preoccupare, torna dopo, ciao ciao".

Boom. Porta in faccia.

E io dico: "Scusate, ma che è successo?"

 

Sono uscito quel giorno da scuola e mi sono detto "mi sento vuoto, mi sento perso. Ho lasciato mio figlio a una persona che non conosco e ho bisogno di comunicare questa situazione, questa emozione".

E lì è nato questo pensiero: "Chissà quanti papà come me in questo momento stanno vivendo la stessa situazione o altre situazioni del genere".

 

E poi qualche ora dopo, parlando con un mio amico e collega, gli dissi: "Forse aprire una pagina Facebook e raccontare, mettersi a nudo come genitore e come papà può essere divertente".

E lui mi disse: "Ah sì, perché no? Visto che sta andando in onda la settima stagione di "The walking dead", dedicata agli zombie,  potresti chiamarti "The walking DAD, no"?

Ed ho pensato: "E' vero: 'walking' alla fine vuole dire 'in cammino', quindi ho creato questa pagina 'Storia di un padre in cammino', che non racconta solo la mia storia, ma cerco di raccontare attraverso i video racconti, storie di altri papà, che hanno una vita genitoriale diversa dalla mia, e farla conoscere agli altri."

 

Chi è davvero Giovanni?

 

"Giovanni sono io, un ragazzo di 35 anni che dopo aver vissuto a Milano e a Roma per studio e per lavoro, ha deciso di ritornare a casa, quindi nella mia regione, la Puglia, nella mia città Bari, riportando con me oltre che un bagaglio professionale, mia moglie in attesa di mio figlio, Ludovico, che adesso ha quasi 6 anni, che ci ha riportato a vivere a Bari".

 

Qual è per te la cosa più bella di essere papà?

 

"Quando torni a casa da un viaggio di lavoro, metti le chiavi nella serratura e apri la porta e vedi i tuoi figli che saltano di gioia nel rivederti dopo 3, 4, 5 giorni, può sembrare banale, ma è la cosa più bella che io vivo ogni volta che parto e che torno".

 

E invece qual è la cosa che ti mette più in difficoltà? Magari un po’ più triste.

 

Un aspetto negativo, triste non c'è, diciamo che c'è un aspetto che fa riflettere: il fatto che togli del tempo a te stesso, un tempo che forse prima dedicavi allo sport, agli amici, alle uscirte, a un cinema, a una lettura.

Credo però che nello stesso tempo, riuscire a recuperare nella quotidianità del tempo per sé stessi e per la coppia - che credo sia la fase più difficile e anche che crea più disequilibrio tra la coppia, perché ti annulli come persona e anche come coppia - sia quello di cercare di salvaguardare sempre il rapporto e ricordarsi che guardarsi negli occhi e dirsi sempre la verità può essere importante.

 

C’è un oggetto del cuore che ti lega particolarmente a questa esperienza?

 

Il mio oggetto del cuore non può che essere una Reflex.

La Reflex mi dà la possibilità di raccontare le video storie che pubblico sulla mia pagina, mi dà la possibilità di congelare un momento, custodire una storia, e farla conoscere ai più. Quindi io senza di lei non riesco a stare. E nemmeno senza la mia famiglia.

 

Cosa vuol dire per me essere un papà in cammino

 

"Sapersi mettere in gioco raccontando emozioni, in questo caso genitoriali, credo che sia la sfida principale.

Nessuno ci insegna a essere genitori. Non esistono scuole, master che ci possono insegnare, una volta usciti dall'aula, ad essere dei bravi genitori. Noi impariamo a essere genitori quotidianamente, dando la mano ai nostri figli, per questo siamo dei genitori in cammino, dei padri in cammino.

Dobbiamo sbagliare, è sacrosanto sbagliare, per capire in cosa si può migliorare.

Raccontarci, aprire il nostro cuore, è la cosa più bella che possiamo fare, per noi e per chi ci ascolta.

Perché un giorno, grazie al fatto che e abbiamo la fortuna di avere il web, lasceremo una traccia per i nostri figli che si approcceranno al web, e forse digiteranno il mio nome e cognome e troveranno i miei pensieri, le mie emozioni, le storie mie e di altri papà, raccontate su 'The Walking DAD Story'".

 

 

Guarda il video completo di Giovanni, "The walking DAD Story":