neonato 6 mesi

L'importanza della lallazione nello sviluppo del linguaggio

Di Elenora La Monaca
lallazione
16 Luglio 2014
Tutti i genitori conoscono bene la fase della LALLAZIONE (o babbling), cioè quel momento in cui il bambino comincia a “parlocchiare” mettendo insieme tante sillabe a raffica, una dietro l’altra: “MAMAMAMA” o “PAPAPAPA”.
Moltissime volte abbiamo proprio l’impressione che vogliano dirci qualcosa, che quasi dicano mamma e papà.
In effetti la
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Lallazione si presenta in un momento della vita neonatale davvero peculiare in cui succedono molte cose nuove:

• il bambino comincia a d acquisire nuove competenze motorie attraverso le quali sono in grado di controllare meglio i movimenti della mandibola (meno di labbra e lingua);
• lo sviluppo cognitivo matura ed il bambino si acquisisce competenze che gli consentiranno di passare all’uso di atti comunicativi intenzionali e finalizzati
• Introno a questo periodo il bambino passa a riconoscere se stesso come diverso dagli altri e quindi passa da una comunicazione non intenzionale ad una comunicazione intenzionale.

 

Quando si manifesta la lallazione?

La LALLAZIONE è una fase dello sviluppo fisiologico linguistico del bambino che di solito si manifesta verso i 6 mesi di vita (con variazioni tra i 4 mesi e 10), subito dopo la fase delle vocalizzazioni dalla quali si distingue proprio per la comparsa di produzioni contenenti consonanti della lingua.

La LALLAZIONE subisce una maturazione graduale arricchendosi di suoni nuovi e si può suddividere in due fasi diverse e consecutive: lallazione canonica e lallazione variata.

La lallazione canonica si manifesta con la ripetizione di sillabe composte da una consonante ed una vocale tipo: MA-MA-MA-MA oppure PA-PA-PA-PA.
Per sentirla puoi guardare questo video.

La lallazione variata è una produzione linguistica più evoluta che si presenta successivamente a quella canonica ed è formata da sillabe piane o complesse, con due o più consonanti diverse: MA-MA-TA oppure TA-TA-NA-MA. Guarda il video.

In letteratura scientifica i dati disponibili sulla lallazione sono molti:

• il 95% dei bambini ha la lallazione entro i 12 mesi: se entro questa età non si manifesta è davvero consigliabile parlarne col pediatra;
• La sua qualità è un indice predittivo (riconosciuto in moltissimi autori Oller, Stoel-Gammon) di come saranno le prime parole del bambino: più la lallazione è ricca di suoni diversi, più il bambino avrà una buona qualità delle prime parole.

È importante che:

• Ci sia un esordio in tempi adeguati della lallazione, intorno ai 6 mesi di età e comunque entro i 10 mesi.
• Che sia una lallazione che passa da canonica a variata e quindi che duri almeno qualche mese.

Ecco alcuni suggerimenti:

Con la lallazione il bambino non ha ancora intenzionalità comunicative, infatti si manifesta su spinta motoria e che continua grazie al piacere di auto ascoltarsi del bambino. Tuttavia l'adulto che risponde inserendosi nella lallazione con turni conversazionali alternati, getta delle fondamentali basi comunicative, dimostrando al piccolo che la sua produzione verbale provoca risposte di cura o comportamenti a lui rivolti.

Tipicamente ci sono momenti della giornata in cui c'è una produzione maggiore di lallazione, come per esempio il momento del cambio o del bagnetto; è bene approfittarne per incentivare il bambino a continuare e alternandosi a lui ripetendo ciò che produce.

Registrare le tappe del linguaggio del proprio bambino marcandole su un taccuino e sempre una buona idea: potrà essere un bellissimo ricordo in futuro, ma anche una preziosa risorsa nel caso in cui si dovesse manifestare un disturbo del linguaggio.

Sull’autrice


Eleonora La Monaca, logopedista da 15 anni, da 10 si occupa prevalentemente di disturbi di linguaggio in bambini piccoli (da 0 a 4 anni) presso un Servizio di Neuropsichiatria Infantile pubblico. Il suo sito: http://www.mammalogopedista.it/wordpress/


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