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La routine della nanna

Di Lisa Sorrentino
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11 giugno 2013
Questa è stata la nostra routine con la nostra bambina. Quella che le ha permesso a otto mesi di dormire nella sua cameretta, (lei dormiva io no, continuamente andare avanti e indietro per vedere se respirava!) , primo dei tanti passi verso la sua indipendenza.
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di Lisa Sorrentino

 

L'argomento della nanna è quello che maggiormente è caro a una neo mamma. Il momento del riposo diventa un'oasi in cui si riprende respiro dall'asfissia del nuovo bellissimo ruolo, ma tanto ti chiede.

 

Purtroppo la mia da subito non è stata una di quelle bimbe che avevano un buon rapporto con il riposo. Inoltre i miei problemi post parto mi rendevano praticamente impossibile assecondare il suo bisogno di riposo accanto a me durante la notte. Da qui la necessità e anche la volontà che lei imparasse a dormire nella sua culla.

 

Stabilito che la sua vita doveva essere scandita da ritmi regolari cercai di individuare il suo "rito" per il giusto e sereno riposo.

 

Allattando a richiesta, già i risvegli erano tanti durante la notte, quindi il riposo andava preservato quanto più possibile.

 

Eliminata la tv perché l'agitava e non riusciva ad addormentarsi tranquilla neanche durante il giorno (la usavo come distrazione durante le interminabili poppate che faceva!), ben presto mi sono resa conto che anche il bagnetto prima della nanna non aveva per lei lo stesso effetto soporifero che aveva per la maggior parte dei bambini. Quindi lo faceva nel primo pomeriggio, anche tutti i giorni.

 

La routine, non riguardava solo il modo di arrivare al momento della nanna, ma anche il metodo.

 

Quindi dopo il latte, preso già in camera e al buio, qualche coccola in braccio e poi nella culla. Iniziava la danza delle carezze e delle ninnananne.

 

Nella culla tanti cuscini per riprodurre il contatto de grembo materno. Il senso di sconfinato dopo nove mesi (tutta la vita fino ad allora!) li rende nervosi, come stare senza forza di gravità.

 

Poi il suono della sua giostrina la accompagnava, e la mia voce che sussurrava una ninna nanna (qualcuno sosteneva che in realtà la piccola si addormentasse sfinita dall'orrore della voce della sua mamma!). Così come quando i bambini si addormentano cullati, che sia in braccio o nel passeggino, il movimento non va mai interrotto bruscamente, anche per la voce, va dosata in modo che il suo suono sempre più delicato e sussurrato, accompagni l'abbandono al sonno. Si perchè questo è un momento difficile per i piccoli: il senso di abbandono, la perdita di coscienza.

 

Una piccola lucina, giusto per sbirciare il suo riposo. Poi dopo anche un'ora finalmente si addormenta, magari inciampi nel giochino lasciato per terra e si ricomincia!!!!

 

Questa è stata la nostra routine, quella che le ha permesso a otto mesi di dormire nella sua cameretta, (lei dormiva io no, continuamente andare avanti e indietro per vedere se respirava!) , primo dei tanti passi verso la sua indipendenza.

 

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