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Le malattie infettive dei bambini

di mammenellarete - 27.12.2010 - Scrivici

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L'espressione "malattie infettive" identifica le affezioni che possono colpire i bambini, tipicamente, dagli anni dell'asilo fino a 12 anni. Questo periodo della vita del bambino è particolarmente esposta alle infezioni per due ragioni: lo sviluppo non completo di tutti gli anticorpi immunitari il contatto frequente e continuo con altri bambini già contagiati Nonostante queste malattie siano altamente contagiose e molto fastidiose per i bambini, nella maggior parte dei casi - e se esaurite entro l'età dello sviluppo -  sono innocue e non necessitano di particolari terapie. Le malattie infettive o esantematiche sono tutte caratterizzate da eruzioni cutanee (gli esantemi), spesso pruriginose. Tali malattie sono frequentemente accompagnate da febbre, mal di gola, tosse, a volte mal di testa. Vediamo le malattie una ad una per comprenderne i sintomi e capire quali siano le cure adatte:


1) Il morbillo
Il morbillo è una delle malattie infettive più usuali che colpisce i bambini da 1 a 3 anni, ma anche durante le scuole primarie. Questa malattia ha durata breve ed è causata da un virus del genere morbillivirus, della famiglia dei Paramixovidae. Il morbillo si trasmette per via aerea, tramite secrezioni nasali e faringee.
Il periodo di incubazione va dai 9 ai 14 giorni. Il bambino è contagioso dai 3-4 giorni prima del manifestarsi dell'infezione, fino a 4-5 giorni dopo l'apparizione delle eruzioni cutanee. Solitamente il morbillo dura da 7 a 12 giorni, trascorsi i quali la malattia può considerarsi terminata.
Il sintomo tipico del morbillo è la comparsa di macchie rosse non pruriginose e in una zona circoscritta. Le macchie possono essere accompagnate da febbre, tosse, rinite, o congiuntivite.
Nella seconda fase del decorso della malattia, dopo l'insorgere di macchie su tutto il corpo, possono comparire infiammazioni alle vie respiratorie associate a febbre alta fino a 40° C.
Trascorsa la prima settimana, le macchie cominciano a sparire gradualmente e dopo qualche giorno il bambino è completamente guarito.
Non esistono cure specifiche per il morbillo, se non il controllo della febbre e la cura della tosse. Può essere utile umidificare gli ambienti e mantenere la massima igiene nelle stanze frequentate dall'ammalato.
La prevenzione del morbillo si fa attraverso la somministrazione di un apposito vaccino in 2 dosi: la prima entro i primi 24 mesi di vita (preferibilmente fra il 12° e il 15° mese) e la seconda verso i 5-6 anni o gli 11-12 anni.

 

2) La parotite o orecchioni

 

parotite

 

antidolorifici

 

cibi liquidi

 

3) La rosolia

 

rosolia

 

rosolia in gravidanza

 

aborto spontaneo

 

una macchia di colore rosa

 

L’unico modo per prevenire la rosolia è il vaccino, che garantisce l’immunità a vita

 

4) La scarlattina

 

scarlattina

 

l’unica, insieme alla quarta malattia, a non essere virale

 

due fasi

 

La seconda fase è caratterizzata da eruzione cutanee con bolle, pustole e vesciche, inizialmente sul collo, intorno alle ascelle e in prossimità dell’inguine. Nelle 12-36 ore successive l'eruzione interessa tutto il corpo, tranne il naso e il mento. Le bolle sono grandi come punte di spillo e si caratterizzano per la loro ruvidità; dopo circa 4 giorni le bolle di desquamano e guariscono da sé. La scarlattina si cura in un paio di settimane con la semplice somministrazione di antibiotici e un'abbondante idratazione.
Non esiste un vaccino contro la scarlattina; l’unico modo di prevenire la malattia, dunque, è quello di tenere i bambini lontani da persone affette e in un ambiente igienico.

 

5) La varicella

 

varicella

 

Si manifesta con un'eruzione cutanea di papule pruriginose localizzate in una parte del corpo (il volto o il torace), oppure l’intero corpo. La febbre è lieve e le bolle si seccano entro 3-4 giorni trasformandosi in croste.
La malattia tende a scomparire da sola dopo il normale decorso e non richiede, normalmente, l’utilizzo di farmaci specifici.
È bene ricorrere a blandi rimedi per alleviare il prurito come il talco mentolato. Grattare troppo le bolle seccate potrebbe causare la formazione di cicatrici perenni.
Si può prevenire la varicella grazie al vaccino, da somministrare entro il 12° anno di età.

 

6) La quarta malattia

 

scarlattinetta

 

in primavera o in estate

 

Il periodo di incubazione della quarta malattia dura all’incira una settimana, passata la quale cominciano a manifestarsi i primi sintomi: febbre non troppo alta, arrossamento della faringe, lievi cefalee, inappetenza, sonnolenza. Come per la scarlattina, le eruzioni cutanee si manifestano dopo qualche giorno e si diffondono in tutto il corpo, ma in quantità più modeste in confronto alla scarlattina. Dopo 4 o 5 giorni le eruzioni cominciano a desquamarsi, secondo il normale processo che porta alla completa guarigione. La quarta malattia può essere curata con un semplice antibiotico e guarisce in circa 10 giorni.

 

7) La quinta malattia
La quinta malattia si presenta sotto forma di eritemi, bolle e vesciche e colpisce soprattutto i bambini dai 3 agli 8 anni.
Si chiama quinta malattia perché è la quinta patologia esantematica scoperta in ordine di tempo.
Si manifesta in forma molto lieve e non è molto contagiosa.
La malattia si rivela con febbre (non molto alta, spesso assente), prurito ed eruzioni cutanee, che ricoprono inizialmente le gambe, le braccia e i glutei, per poi diffondersi lievemente sul torace e sulla schiena.
La malattia comincia a guarire dopo circa una settimana, quando le eruzioni cambiano di colore diventando bluastre. La quinta malattia non necessita di cure specifiche; l’unico accorgimento è quello di non esporre troppo il bambino al sole.

 

8 ) La sesta malattia

 

sesta malattia

 

9) La pertosse

 

pertosse

 

La pertosse è una malattia molto contagiosa e il contagio avviene prevalentemente per via aerea, tramite i bacilli emessi dalla tosse o dagli starnuti. Anche se con incidenze minime, è possiblie che la pertosse sfoci in malattie più preoccupanti, come la broncopolmonite o l’otite. È consigliabile, per questi motivi, un vaccino per la pertosse, anche se non è obbligatorio.
Può essere somministrato ai bambini che abbiano raggiunto l’8a settimana di età, ma devono essere fatti alcuni richiami perché il vaccino tende a perdere efficacia nel tempo; per questo motivo sono necessarie tre somministrazioni da eseguire ogni 6/8 settimane e una ulteriore vaccinazione dopo il compimento dei 2 anni.

 

La pertosse si cura con antibiotici, da assumere nella fase catarrale, unico periodo in cui l’antibiotico ha effetti. Da notare che è molto utile umidificare l’ambiente per favorire una più serena respirazione e proporre pasti leggeri e frequenti per ostacolare la tosse e il vomito.

 

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