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La suzione e l'istinto naturale del bambino

di mammenellarete - 06.06.2011 - Scrivici

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La storia della suzione inizia, per ogni essere umano, dentro il pancione della mamma  a partire dalla quindicesima settimana di gravidanza. La suzione è il primo istinto di sopravvivenza. Succhiare è un bisogno naturale, un movimento istintivo e ritmato, geneticamente determinato, che raggiunge la sua massima funzionalità dopo la nascita trasformandosi da semplice riflesso, legato all’esercizio del poppare, in un comportamento complesso, carico di valenze affettive. Secondo l'Associazione Farma Esperti il succhietto non deve sostituirsi neppure un attimo al seno materno, il suo valore deriva dalla funzione primaria legata alla suzione non nutritiva che, nel corso della storia, è stato chiamato ad assolvere.

Le funzioni del succhietto sono: accorciare le distanze, allentare l’ansia, consolare, conciliare il sonno, ricordando il calore del primo incontro.

 

Scopriamo il ruolo che ha il succhietto nella vita del bambino e quali caratteristiche deve avere.

 

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Dal punto di vista psicologico, succhiare rappresenta per ogni bambino un vero e proprio piacere, poiché ricorda la sensazione di benessere provata dall’unione con la madre. Regolando la produzione di serotonina favorisce la sensazione di calma e porta il bambino a ricercare strumenti alternativi (succhietti, dito, copertina) volti a procurargli rassicurazione e sollievo.

 

La suzione non nutritiva viene infatti generalmente riconosciuta come “meccanismo di pacificazione” capace di coinvolgere significativamente il miglioramento delle funzioni respiratorie e gastrointestinali e di ridurre il consumo di energia e di stress comportamentale, come il pianto e l’agitazione.

 

E’ quindi possibile affermare che offrire il succhietto al bambino è un semplice gesto capace di compensare da subito un momentaneo stato di tensione e in grado di svolgere, nel percorso di crescita del piccolo, un’importante funzione di mediazione tra la risposta ai bisogni primari, e le sue prime esperienze legate al piacere di procurarsi da solo dei momenti di distensione.

 

Il succhietto ideale ha le seguenti caratteristiche:

 

  • tettarella con profilo supersottile sulla giuntura – riduce i rischi di malocclusione dentale favorendo l’ottimale chiusura della bocca;
  • mascherina rigida e contenitiva - aderisce perfettamente al contorno bocca, dà al bambino la sensazione di avere il controllo del succhietto nella cavità orale mantenendo la mandibola nella giusta posizione;
  • mascherina delicata sulla pelle - dotata di bordi lisci e arrotondati - e priva di Bisfenolo A;
  • tettarella ortodontica piatta e simmetrica - la sua forma si appiattisce quando il bambino succhia, modellandosi alla cavità orale e favorendo il naturale sviluppo del palato;
  • valvola interna di ventilazione - dona elasticità alla tettarella, permette al flusso d’aria di entrare e uscire dalla stessa durante la compressione esercitata dalla suzione, agevolando il naturale istinto di succhiare;
  • bottone frontale senza anello studiato per evitare i danni all’arcata dentaria provocati dalla trazione del succhietto in avanti. Il bottone frontale, senza anello, risulta più difficile da afferrare per il bambino e ciò lo dissuade a giocare e ad estrarlo continuamente dalla bocca;
  • ampi fori di ventilazione - permettono la circolazione dell’aria e prevengono le irritazioni cutanee da ristagno di saliva;
  • micro ondulazioni sulla mascherina che permettono il drenaggio della saliva presente nel contorno bocca.

 

Sono sufficienti alcuni accorgimenti per utilizzare al meglio il succhietto del bambino:

 

  • se durante l’ora della nanna al neonato cade il succhietto evitare di reinserirlo;
  • limitare il tempo giornaliero di utilizzo fino a quando l’allattamento al seno sia ben avviato;
  • ridurre l’utilizzo del succhietto durante il gioco e l’attività motoria del bambino (gattonamento, corsa, bicicletta..);
  • non legare al succhietto nastri o cordoni fai da te, ma utilizzare solamente gli appositi salvasucchietti;
  • evitare di utilizzare il succhietto come sostituto della attenzione dei genitori;
  • il succhietto va sostituito massimo ogni 3 mesi e non deve mai essere utilizzato come veicolo di sostanze dolci o medicinali;
  • l'esposizione prolungata a fonti di calore, come la luce diretta del sole, e l’immersione nella soluzione sterilizzante per periodi più lunghi di quelli consigliati, può alterarne le proprietà;
  • si consiglia di togliere il succhietto tra il secondo e il terzo anno d’età.

 

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