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In montagna con i neonati

di mammenellarete - 15.06.2010 - Scrivici

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Molte famiglie per le vacanze estive scelgono la montagna, ma come comportarsi con dei bambini molto piccoli a quote elevate? La maggior parte dei pediatri sconsiglia la permanenza oltre i duemila metri. Oltre questa altitudine, infatti, la diminuzione dell'ossigeno e gli sbalzi termici potrebbero comportare disturbi del sonno, inappetenza e irritabilità nel bambino. Ci sono, però, alcuni studi che sostengono che quella dei duemila metri sia una “frontiera” superabile anche con un bambino di pochi mesi. I primi tempi potrebbero essere duri, ma i bambini si adattano più dei grandi, l'importante è che la vacanza sia lunga e non solo di alcuni giorni.

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Il momento più difficile per il bambino è sicuramente il viaggio per arrivare in montagna, le variazioni di quota possono infatti comportare anche nei neonati il fastidioso “orecchio tappato” (che può degenerare in barotrauma). L'effetto è dovuto a un problema di compensazione della pressione fra l'orecchio medio e l'orecchio esterno.

E' consigliabile stimolare la deglutizione lasciando il ciuccio al bambino durante la salita oppure offrendogli spesso il biberon. Particolare attenzione va prestata anche se il bambino ha il raffreddore perchè il nasino tappato potrebbe amplificare il problema.

Alcuni specialisti consigliano di effettuare delle tappe intermedie di ambientamento: se vi sentite più serene, fermatevi a pranzare dopo i mille metri. Tuttavia, la maggior parte dei pediatri non le ritiene necessarie. Attenzione invece a funivie e simili: in quei casi la variazione di altitudine è davvero troppo rapida per i più piccoli.

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